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 2012  novembre 27 Martedì calendario

In Italia

Il Presidente della Repubblica è Giorgio Napolitano
Il Presidente del Senato è Renato Schifani
Il Presidente della Camera è Gianfranco Fini
Il Presidente del Consiglio è Mario Monti
Il Ministro degli Interni è Anna Maria Cancellieri
Il Ministro degli Esteri è Giulio Terzi di Sant’Agata
Il Ministro della Giustizia è Paola Severino
Il Ministro dell’ Economia e delle Finanze è Vittorio Grilli
Il Ministro di Istruzione, università e ricerca è Francesco Profumo
Il Ministro del Lavoro e delle politiche sociali è Elsa Fornero
Il Ministro della Difesa è Giampaolo Di Paola
Il Ministro dello Sviluppo economico è Corrado Passera
Il Ministro delle Politiche agricole è Mario Catania
Il Ministro di Infrastrutture e trasporti è Corrado Passera
Il Ministro della Salute è Renato Balduzzi
Il Ministro di Beni e Attività culturali è Lorenzo Ornaghi
Il Ministro dell’ Ambiente è Corrado Clini
Il Ministro degli Affari europei è Enzo Moavero Milanesi (senza portafoglio)
Il Ministro di Affari regionali, turismo e sport è Piero Gnudi (senza portafoglio)
Il Ministro della Coesione territoriale è Fabrizio Barca (senza portafoglio)
Il Ministro della Cooperazione internazionale e integrazione è Andrea Riccardi (senza portafoglio)
Il Ministro di Pubblica amministrazione e Semplificazione è Filippo Patroni Griffi (senza portafoglio)
Il Ministro dei Rapporti con il Parlamento è Dino Piero Giarda (senza portafoglio)
Il Governatore della Banca d’Italia è Ignazio Visco
Il Presidente della Fiat è John Elkann
L’ Amministratore delegato della Fiat è Sergio Marchionne
Il Segretario Nazionale dei Popolari-UDEUR è Clemente Mastella

Nel mondo

Il Papa è Benedetto XVI
Il Presidente degli Stati Uniti d’America è Barack Obama
Il Presidente del Federal Reserve System è Ben Bernanke
Il Presidente della BCE è Mario Draghi
Il Presidente della Federazione russa è Vladimir Putin
Il Presidente del Governo della Federazione russa è Dmitrij Medvedev
Il Presidente della Repubblica Popolare Cinese è Hu Jintao
La Regina del Regno Unito è Elisabetta II
Il Premier del Regno Unito è David Cameron
La Cancelliera Federale di Germania è Angela Merkel
Il Presidente della Repubblica francese è François Hollande
Il Primo Ministro della Repubblica francese è Jean-Marc Ayrault
Il Re di Spagna è Juan Carlos I
Il Presidente del Governo di Spagna è Mariano Rajoy Brey
Il Presidente dell’ Egitto è Muhammad Mursi
Il Primo Ministro di Israele è Benjamin Netanyahu
Il Presidente della Repubblica Turca è Abdullah Gül
Il Presidente della Repubblica Indiana è Pranab Mukherjee
Il Primo Ministro della Repubblica Indiana è Manmohan Singh
La Guida Suprema dell’ Iran è Ali Khamenei
Il Presidente dell’ Iran è Mahmud Ahmadinejad

Il finale delle primarie è questo: Bersani 44.9, Renzi 35.6, Vendola 15.6, Puppato 2.6, Tabacci 1.4.

•  Più o meno quello che avevano previsto gli exit poll.
Già. Solo che i renziani hanno dubbi su queste percentuali. Il sindaco di Firenze in conferenza stampa ha detto: «Perché non mettono in rete i novemila verbali dei seggi? Nessuno ha niente da temere, non c’è ragione di non farlo». Nico Danti, dello staff del sindaco di Firenze, l’ha spiegata ancora meglio: «Ci sono dubbi, e pensiamo ci sia un solo modo per fugarli: che Nico Stumpo (responsabile delle primarie – ndr
) pubblichi sul sito tutti i verbali dei novemila seggi. Aggregare i dati su base provinciale come ha fatto Nico Stumpo è molto discutibile. A solo titolo di esempio, dove evidentemente qualcosa non torna, citiamo i casi di Asti, Bolzano e Belluno. Mentre oggi Stumpo dice che i punti di distacco sono 9, i dati acquisiti dai nostri rappresentanti di lista, ancorché provvisori, ci consegnano un dato diverso: 43,4 contro 38,8. Essere a meno 5 o a meno 9 da Bersani non cambia niente, ma per rispetto di chi ha fatto ore di coda è giusto dare i dati veri e chiari».  

Non capisco. Se non cambia niente…?
Siamo entrati nel delicato territorio delle tattiche in vista del voto di domenica. Un Renzi più vicino alla testa della classifica incoraggerebbe gli incerti, gli indifferenti, gli indecisi a presentarsi alle urne. Renzi dice che vuole prendere i voti di Vendola. In astratto un’impresa impossibile. E però: quanti voti per Vendola sono voti anti-Bersani? Questo tipo di consenso potrebbe effettivamente spostarsi su Renzi. C’è poi la speranza – per Renzi – che vengano a votarlo un bel po’ di moderati, gente che magari quattro anni fa aveva scelto Berlusconi. E c’è da recuperare (lo ha detto lui) il Sud. L’allargamento della platea dei votanti è possibile solo con un’interpretazione permissiva del regolamento. I renziani vorrebbero che fosse possibile per tutti iscriversi al voto di domenica prossima, che abbiano o non abbiano votato domenica scorsa. Iscrizioni aperte, cioè, fino all’ultima ora e anche on line. Il regolamento dice però che possono partecipare al secondo turno solo quelli che hanno votato al primo oppure «coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’albo degli elettori entro la data del 25 novembre, e che, in due giorni compresi tra il 27 novembre e il 1° dicembre, sottoscrivano l’appello pubblico in sostegno della coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune” e quindi si iscrivano all’albo degli elettori». Si seguirà quasi sicuramente questa seconda strada: due giorni per registrarsi, che saranno probabilmente giovedì e venerdì.  

Rivedremo un confronto televisivo tra i due?
Sì, in Rai, domani sera alle 21. Renzi vorrebbe un match anche su La7, magari sabato. E qualcosa pure su Mediaset. Su questo, pare che non sia ancora stata dichiarata la disponibilità di Bersani. In Rai condurrà il faccia a faccia Monica Maggioni. Scelta piena di significati. La Maggioni – bella e brava – doveva diventare direttore del Tg1, ma la redazione, capeggiata dalla Busi e dalla Ferrario, ha annunciato barricate sul suo nome: la Maggioni è accusata di aver firmato, a suo tempo, un certo documento di sostegno a Minzolini. Monti, che la voleva fortemente, alla fine avrebbe rinunciato. La conduzione del faccia a faccia, che in altri tempi sarebbe andata senza scosse a Bruno Vespa, deve quindi intendersi come premio di consolazione. In ogni caso: il nodo Tg1 dovrebbe essere sciolto giovedì mattina, con la proposta del direttore generale Gubitosi in consiglio d’amministrazione (probabilmente Marcello Sorgi, in vantaggio fino ad ora su Mario Orfeo).  

Che cosa dice Vendola a proposito del voto di domenica prossima? Spingerà i suoi a votare per Bersani?
Naturalmente è escluso che Vendola inviti i suoi a votare Renzi. Il governatore della Puglia s’è lamentato dell’atteggiamento tenuto durante la campagna elettorale: quelli davvero presi in considerazione dai media sono stati i due finiti poi al ballottaggio. L’attenzione per lui (e per gli altri due) è stata assai ridotta. Se ci pensa, il 15,6 all’interno di un elettorato tutto di centro-sinistra non è di sicuro un risultato esaltante. Proiettandolo a livello di politiche, significa che per Sel sarebbe molto difficile, se si presentasse da solo e le regole fossero quelle del 2008, entrare in Parlamento. Ha dato un giudizio perplesso sulla resa di Vendola anche il sindaco di Napoli De Magistris, che si prepara, sabato prossimo, a lanciare la Lista Arancione, con candidato premier Antonio Ingroia. A De Magistris è piaciuta di più la prova di Renzi, giudicata straordinaria (anche questo aggettivo è piuttosto esagerato).  

E Berlusconi?
Stia a sentire: ha fatto capire che se le primarie del Pd fossero vinte da Renzi, lui si metterebbe l’animo in pace e non scenderebbe in campo. Segno che, effettivamente, Renzi è un po’ il candidato anche del centro-destra. Il Cav, invece, tirerebbe fuori la sua lista di “Forza Italia” o “Forza Italiani” e scenderebbe in campo se domenica vincesse Bersani. Considerato intanto dai suoi avversari, con tutta evidenza, un comunista vero.
[Giorgio Dell’Arti, La Gazzetta dello Sport 27 novembre 2012]
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