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 2019  aprile 19 Venerdì calendario

Marco Pozzan

Biografia di Marco Pozzan

Santorso (Vicenza) 23 aprile 1926. Simpatizzante dell’estrema destra. Negli anni Sessanta portinaio-factotum dell’istituto per ciechi Configliachi di Padova. Amico e stretto collaboratore di Franco Freda. Coinvolto nell’inchiesta di Giancarlo Stiz sull’eversione nera in Veneto.
• In due interrogatori, il 21 febbraio e 30 marzo 1972, chiamò in causa Pino Rauti: anche il capo di Ordine nuovo – disse – aveva partecipato a una riunione a Padova, il 18 aprile 1969, in cui si decise «di approfittare della tensione politica e sociale in atto inserendosi con iniziative utili ad acuirla». [Ferraresi 1997] Pochi giorni dopo ritrattò ogni cosa, e non appena rilasciato si rese irreperibile.
• Il 15 gennaio 1973 fuggì in Spagna con l’aiuto del Sid (Servizio informazioni Difesa), che gli aveva procurato un passaporto falso a nome Mario Zanella. Il generale Maletti: «Pozzan era stato avvicinato a Padova dal capitano Labruna, il quale di ritorno da quella città mi disse che si sarebbe trattato di un elemento utile se l’avessimo aiutato ad andarsene: “D’altra parte – testuali parole – è un poveraccio che soffre di ulcera allo stomaco e che in prigione ha sofferto molto (si trattava di carcerazione preventiva e poi ovviamente, a quell’epoca, era stato liberato) e se noi lo aiutiamo potrà esserci utile. Lo mandiamo all’estero, cercando di falsificarne il passaporto”. Dopodiché la cosa è stata fatta perché i passaporti potevano essere facilmente ottenuti, per motivi di servizio, dall’apposito organo del ministero degli Esteri e il nome è stato cambiato, non so da chi, in Zanella e così il giovanotto è stato accompagnato in Spagna dal maresciallo Esposito, il quale avrebbe dovuto restare più a lungo in questo paese per osservarlo, ma il Zanella si “squagliò” prontamente» (da un’audizione davanti alla Commissione stragi a Johannesburg il 3 marzo 1997). [parlamento.it]. Ancora Maletti il 21 marzo 2001, in aula a Milano: «Speravamo che ci desse informazioni su Borghese e altri neofascisti latitanti (...) ma in realtà è scomparso». [Cds 22/3/2001] • Nell’inchiesta del giudice istruttore Guido Salvini sulla strage di piazza Fontana, conclusasi con una sentenza di prescrizione del reato, Pozzan era stato accusato di aver detenuto, in concorso con Zorzi, Ventura e Freda, armi ed esplosivo nel casolare di Paese (Treviso).