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 2020  luglio 31 Venerdì calendario

• (Nicoletta Strambelli) Venezia 9 aprile 1948. Cantante. Conta 110 milioni di dischi venduti, 149 pubblicati in Italia, 85 nel mondo. «So fare bene il niente».
• «In Inghilterra andavo a studiare l’inglese. Ero con un gruppo di amici, e qualcuno ha detto: “A Roma hanno aperto un posto meraviglioso, dove si fa musica bellissima”. Allora ho messo le mie cose in borsa, e con gli amici siamo saliti su un maggiolino e abbiamo fatto in auto Londra-Roma. Siamo arrivati, siamo andati a dormire, poi mi sono infilata un vestito di Pucci e sono andata a ballare al Piper. Lì ho incontrato un signore di Padova che conoscevo, più grande di me, che mi ha vista ballare e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto esibirmi lì dentro. L’ho ascoltato perché già lo conoscevo, sennò mai avrei accettato di parlargli. Poi mi hanno chiesto se sapevo cantare e ballare, ed era fatta. Quella sera c’erano Luigi Tenco, Renzo Arbore e Boncompagni. Tutto è cominciato da subito» (da un’intervista di Marinella Venegoni).
• Suoi più grandi successi: Ragazzo triste (1966, versione italiana di But you’re mine), Qui e là (1967, Holy cow), Se perdo te (The time has come), La bambola, Gli occhi dell’amore, Tripoli (1968), Il paradiso (1969), La spada nel cuore (1970), Pazza idea (1973), Pensiero stupendo (1978), E dimmi che non vuoi morire (1997, scritta da Vasco Rossi, Gaetano Curreri e Roberto Ferri).
• Nel 2007 ha pubblicato l’album Sperando che ti piaccia... Pour toi... (dedicato a Dalida: «La conoscevo, era una mia amica») e l’autobiografia Patty Pravo – Bla, bla, bla... (Mondadori). Nel 2008 ha inciso una nuova versione rock per il quarantennale de La bambola (videoclip in cui sfoggiava un look alla Amy Winehouse). Nel 2009 ha partecipato al Festival di Sanremo con il brano E io verrò un giorno là, nel 2011 con Il vento e le rose. Nel 2011 ha pubblicato l’album Nella terra dei pinguini, nel 2013 la raccolta Meravigliosamente Patty. Nel 2012 ha dovuto interrompere il tour estivo. L’ufficio stampa: «Nicoletta interrompe il tour per amore, e per rispetto, verso la musica e verso i fan. Da un po’ di tempo è vittima di un forte disagio psicologico» in quanto «soffre di attacchi di panico, che si scatenano proprio in occasione di eventi a forte partecipazione emotiva, come i concerti, l’occasione in cui lei cerca sempre di dare il massimo. Non sentendosi più all’altezza ha scelto di lasciare». Ha completamente superato le crisi ed è tornata sulle scene dopo qualche tempo. Nel 2016, in concomitanza con i cinquant’anni di carriera, partecipa al Festival di Sanremo con il brano Cieli immensi e pubblica l’album Eccomi.
• Nel 2010 due sue canzoni sono state inserite nel film di Ferzan Ozpetek Mine vaganti (Pensiero stupendo e l’inedito Sogno, con la quale ha vinto il Nastro d’argento e il premio Lunezia per il miglior brano originale). Nel 2012 ha conquistato il Globo d’oro alla miglior musica per l’interpretazione di Com’è bello far l’amore, colonna sonora dell’omonimo film di Fausto Brizzi, scritta da Bruno Zambrini, l’autore de La bambola.
• Nel 2013 Pazza idea ha compiuto quarant’anni (uscì nell’estate del 1973): «Fu un parto. La proposi per nove mesi ma nessuno la voleva, aveva una struttura non tradizionale. Poi non piaceva la zeta di “pazza”, volevano che dicessi “folle”. Io insistevo che avevo la zeta veneziana, morbida. Ma nulla. Poi alla fine è uscita. E se ha venduto milioni di copie, forse, un po’ di ragione l’avevo» (a Silvia Bombino) [Vty 3/4/2013].
• «Una delle ultime dive della musica leggera. Una signora con l’aspetto di una ragazza. “Gli americani dicono che sono tra le più grandi voci femminili al mondo”. Eppure non si sente arrivata: “Impossibile. Io ho un rapporto originale col tempo. Quando ero una bambina, mi hanno chiesto, come si fa con tutti i piccini: quanti anni hai? E io ho risposto così: sono millenaria”. E anche oggi risponderebbe così: “Certo. Sono morta e risorta almeno quattro volte”. Crede in Dio: “Come non potrei? Il mio non è un mestiere: è una grazia. Magari non credo nei preti, nei riti, e neanche in una religione in particolare. Ma spesso mi dico: Dio, ti ringrazio per la voce che mi hai dato”. E crede anche nell’energia. Energia che mette nel lavoro e che ha trovato “attraversando tre volte il deserto. Da sola, senza guida”. Si definisce, “artista con la A maiuscola. Corretta. Professionale. Ma anche una persona normale in un mondo in cui non si vedono molti geni. Sono semplice, spontanea. E sono anche impulsiva. Mi guida l’istinto: al primo impatto con una persona, tac, vedo tutto. La prima impressione non inganna mai”. Si considera buona? “Un mio grande amico, Mario Schifano, mi diceva che sono scema. Non so. Sono generosa, fiduciosa. Penso che la gente, almeno al 90 per cento, sia okay”. Della sua vita privata è sempre trapelato poco: “Vero. E pensa che ho avuto una quantità di mariti. E di suocere. E che ci vogliamo tutti bene. Rapporti di lunga durata. Sono stata tra i primi a divorziare, con grande confusione, per le leggi diverse nei vari Paesi: mi sono ritrovata bigama, trigama...”. Quanti mariti? “Tanti. Quattro. Il primo, Angus Faggetter, un batterista. Giurammo di non fare figli con nessun altro, un patto di sangue. Non si possono avere figli facendo questo mestiere. I figli vanno curati”. Qualcuno aveva malignato che non potesse averne: “Certo che no”. Il secondo marito? “Franco Baldieri, uno stilista. L’unico italiano. E poi Jack Johnson, un grande chitarrista. E Paul Martines, un bassista”. Perché tutti questi matrimoni? “Per suggellare, con il rito, una storia importante”. Confessa che quando li rivede, gli ex mariti, le capita di avere momenti intimi, amorosi: “Certo, perché no?”. Alla domanda sugli amori femminili, resta stupita: “Mai avuti amori femminili. Sempre maschili”. Non ha mai avuto paura, dice: “Nemmeno della solitudine. La considero molto bella, è la possibilità di godere del nulla”. Non teme nemmeno le sofferenze ingiuste, come quei giorni in carcere, quando venne accusata per la droga. “L’ingiustizia ci fu, certo: non c’entravo nulla, con la cocaina. Le canne sì: l’ho sempre ammesso, anche in tv. Cocaina, mai. Comunque il carcere fu un’esperienza serena, positiva. Magari si potessero fare due o tre giorni al mese in carcere. Incontri storie, persone incredibili. Capisci che i veri farabutti non stanno dentro”» (da un’intervista di Cesare Lanza).
• «A 67 anni ho le stesse voglie che avevo a 30» (a Lavinia Farnese) [Vty 23/11/2015].
• «L’attrazione è un affare strano. Io preferisco i corpi giovani, i trentenni, ma non mi limiterei: magari incontro uno di 50 che mi fa impazzire».
• La sua prima volta «a 14 anni, marinai la scuola, eravamo in una villa, c’era la neve a Venezia, tornai a casa a pranzo e chiesi ai nonni di poter riandare da quel ragazzo anche il pomeriggio, per continuare. Mi ci mandarono» (Farnese, cit.).
• «Il vero musicista è colui che scrive musica e testo, gli altri sono cantastorie. Io non ho bisogno di cantare, la natura mi ha dato uno strumento perfetto, la voce, che non devo nemmeno allenare. Ho invece bisogno di scrivere».
• Nell’album Sperando che ti piaccia... Pour toi... canta Bambino in napoletano e in arabo: «Ma come ha fatto Patty Pravo a calarsi nella lingua araba? “Io ho cantato in tantissime lingue. Per esempio in cinese che mi riesce più facile dell’italiano. Mi sono fatta spiegare il testo sillaba per sillaba dal percussionista Adel Shams El Din. Ed è stato un lavoro lungo perché l’arabo per andare da A a B percorre l’intera galassia”» (a Mario Luzzatto Fegiz).
• Ha criticato Mina: «Penso che sprechi il suo talento. Con la sua voce potrebbe innovare, invece le sue ultime cose sono banali. Lo fa solo per i soldi».
• «Mi piace il mio corpo androgino, avevo 15 anni quando mio padre a uno che gli chiedeva se ero davvero una femmina disse di toccarmi sotto per vedere se avevo o no le palle e lo minacciò di buttarlo in un rio se ci avesse provato sul serio. Non sopporterei di avere le tette grosse, quando vado a correre me le schiaccio con le mani, per non sentirle sobbalzare».
• Non ha mai portato il reggiseno: «Anche perché c’è stato sempre ben poco da reggere» (a Enrica Brocardo) [Vty 20/8/2014].
• «Non ho mai votato in vita mia. Pago le tasse, mi pare che basti».
• «Ho molto amato Wojtyla, anche perché era uno di noi, aveva le folle ai suoi piedi» (a Giancarlo Dotto). Pensa che papa Francesco sia «okay» (a Silvia Bombino). Angelo Roncalli, poi papa Giovanni XXIII, era un amico di famiglia.
• «Avrei voluto essere una donna pericolosa» (a Dario Cresto-Dina).
• «Mai dormito in tutta la mia vita, non più di tre ore al giorno».
• «La mia età biologica è di 35 anni. Del resto, ho una madre che a ottant’anni va ancora in moto» (festeggiando il 60° compleanno).
• «Prima di cantare, ovunque sono, attacco il chewing-gum all’asta del microfono, è un rito. Deve stare attaccata. Sennò porta sfiga. Sono decenni che lo faccio: da quando ho iniziato a fare rock&roll di brutto, negli anni Settanta».
• «Siamo qui fino a quando non abbiano finito il nostro compito e poi ce ne andiamo. Quando capirò di essere arrivata alla fine cercherò un posto tranquillo».
• Viveva col gatto siamese Memè: «Oggi non mi prenderei un uomo in casa, quando ci si abitua ad avere i propri spazi è difficile rinunciarci». Poi lo ha affidato a un’amica «perché era spesso da solo e non riuscivo ad accudirlo».
• Si nutre di pesce crudo e verdure.
• È fumatrice.
• Ha scelto questo nome d’arte perché al Conservatorio studiava Dantismo e l’unica parte che amava era l’Inferno. Da qui Pravo (anime prave). Patty, invece, era un nome molto ricorrente in quel periodo e suonava bene con Pravo (dal suo sito ufficiale).
• All’anagrafe è registrata come Nicola: «Era il nome di un altro figlio di mia nonna morto facendo un tuffo dalla diga. La storia venne fuori quando, per via della mia voce, scrissero che ero un uomo. Quando andarono da mio padre a chiedergli se fosse vero, rispose: “Magari”» (Brocardo, cit.).
• «Una volta mi sono comprata una casa a Bahia e me ne sono dimenticata. A un certo punto, Vinícius de Moraes mi chiama e mi dice: “Guarda che se non vieni ad abitarla, te la espropriano”. E, infatti, me l’hanno portata via».
• Vittorio De Sica le aveva chiesto di recitare per lui nel Giardino dei Finzi Contini, nel ruolo che poi fu di Dominique Sanda: «Feci il provino. Sarebbero stati anche disposti a spostare le date di lavorazione, ma in quel periodo non potevo interrompere la mia carriera musicale, giravo in continuazione per tutto il mondo. E dissi no» (Marco Molendini) [Mes 21/8/2014].
• Negli anni ’80 fece un servizio nuda per Playboy: «Mi chiedevo, però: che simbolo sexy posso essere con quelle tettine?» (Leonardo Iannacci) [Lib 2/8/2014].