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 2022  agosto 08 Lunedì calendario

• Roma 1977. Costruttore. Amministratore delegato del gruppo immobiliare Parsitalia. Alla fine del 2012 ha rilevato l’area di Tor Di Valle, Roma sud, dove dovrebbe venire realizzato il nuovo stadio romanista.
• «Palazzinaro no, per carità, ma neanche costruttore va bene e pure immobiliarista non è calzante. Luca Parnasi si sente uno “sviluppatore”. Edificare, lottizzare e fare operazioni immobiliari, in una certa neo-lingua capitolina ora si dice infatti “sviluppare” e Parnasi sta sviluppando parecchio a Roma con la sua Parsitalia. Da Euroma 2, il centro commerciale con le due mastodontiche torri dell’Eur, fino a Marino dove la “sagra c’è dell’uva”, 1.500 alloggi insieme a Idea Fimit del gruppo De Agostini. E poi il gigantesco terzo polo commerciale a Pescaccio, 250 mila metri quadrati di case e negozi, e la Città del sole con Bnl-Paribas, altri 10 mila metri quadrati di appartamenti nell’ex autorimessa Atac a Tiburtina. E infine lo stadio della Roma a Tor di Valle con il progetto dell’architetto americano Dan Meis. Luca è esponente di seconda generazione. Il regno l’ha edificato, è il caso di dirlo, il padre Sandro, stagnaro comunista, amico e in qualche caso in affari con il Marchini “calce&martello”, nonno di Alfio candidato sindaco. Il Parnasi padre cominciò a “sviluppare” a Roma nel 1945 tirando su palazzi che, dicono gli esperti, stanno qualche spanna sopra l’orrido periferico capitolino. Un certo legame con la sinistra, i Parnasi non l’hanno mai smarrito e padre e figlio si sono fatti vedere anche a un’iniziativa elettorale di Ignazio Marino, aspirante sindaco Pd. Alla fine degli anni Ottanta, il padre ingrandì il suo regno comprando a un’asta Sogene e Generali immobiliare che erano state di Michele Sindona, finanziere amico del Vaticano e di Andreotti. Sempre all’asta, ma dal fallimento Graci, uno dei quattro Cavalieri catanesi dell’edilizia mafiosa, comprò i terreni delle attuali torri Eur. (…)» (Daniele Martini) [Fat 22/5/2013].
• «Romanista per caso, Luca Parnasi. L’imprenditore che costruirà lo stadio della Roma all’americana abitava vicino a Roberto Pruzzo, “o Rei” di Crocefieschi, bomber dello scudetto del 1983 di casa al quartiere Fleming. Altra influenza nell'età evolutiva è quella del “nonno adottivo” Teseo, mitico fin dal nome, pescatore di Fiumicino e trasmettitore del contagio giallorosso. Da bambino era Parnasi junior a trascinare allo stadio il padre Sandro, palazzinaro indifferente al pallone. “I miei zii sono tutti laziali”, confessa sapendo che sulle radio calciopatiche della capitale si finisce in croce per molto meno. La fine del 2012 è stata eccezionale per Luca Parnasi. Negli ultimi giorni di dicembre ha venduto il grattacielo dell’Eur che sarà la nuova sede della Provincia di Roma. L’incasso è di 263 milioni di euro alla faccia delle polemiche scatenate dai giornali di Francesco Gaetano Caltagirone. Una somma che è ossigeno puro per le casse di Parsitalia, la holding dei Parnasi, e per i suoi principali creditori Bnl e Unicredit, azionista di minoranza della Roma. Dopo l'accordo con la giunta guidata da Nicola Zingaretti, il 30 dicembre (2012) Parnasi è partito per gli Stati Uniti a firmare il memorandum of understanding per il nuovo stadio con James Pallotta e gli altri soci dell’As Roma. Uno stadio che abbinerà tifo bollente e bambini in gita al Disney Village nei giorni senza partita. (…) “Tor di Valle, l’ex ippodromo, è già di fatto uno stadio, è sulla ferrovia Roma-Lido, è vicina all’aeroporto di Fiumicino e all’Eur, uno dei quartieri più riconoscibili di Roma. C’è anche il Tevere. Non dico che si arriverà allo stadio in barca, ma potrebbe essere un’idea. Di certo, gli americani vogliono fare dello stadio un nuovo Colosseo, un simbolo a livello mondiale” (…)» (Gianfrancesco Turano) [Esp 18/1/2013].
• Nel 2010 si è sposato con l’attrice Christiane Filangieri. Hanno un figlio, Alessandro.