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 2020  luglio 31 Venerdì calendario

Milano 2 agosto 1962. Imprenditore. Ex presidente di Hdc, cioè patron di Datamedia, società di sondaggi prima in stretti rapporti con Berlusconi, poi da questi affidata alle cure della Banca Popolare di Lodi e infine strangolata con la richiesta di rientro immediato dai debiti. «Il sondaggio è sempre fatto bene. I numeri sono quelli. Quando li passi all’ufficio propaganda vengono cucinati meglio, ecco».
• «È stato per anni il sondaggista prediletto del Cavaliere. Mutuandolo dal Patto con gli americani di Ronald Reagan, ha inventato il contratto con gli italiani siglato da Berlusconi a Porta a Porta e attraverso le sue società ha curato le multimilionarie campagne di pubblicità di Forza Italia. È a quel punto che Crespi pensa di fare il grande passo. Supportata dall’ex amministratore delegato di Mediaset Ubaldo Livolsi, che attraverso la sua Livolsi and partners svolge la funzione di advisor finanziario e dai professionisti dello studio Tremonti come consulenti tributari, Hdc sembra andare spedita verso la quotazione. Sotto il suo controllo finiscono agenzie di pubblicità come la Show up (clienti Birra Peroni, Giochi Preziosi, Milan, Swatch e Pomellato) di Paolo Spadaccini, case di produzione cinematografica come l’Alto Verbano di Renato Pozzetto e, dopo qualche mese, una serie di istituti demoscopici tra i quali la Directa di Giorgio Calò, allora braccio destro di Antonio Di Pietro in politica, e il Cirm di Nicola Piepoli. A completare il quadro si aggiunge anche il 25 per cento circa di Editing, società editoriale che controlla il quotidiano on line Il Nuovo. Per acquistare quelle quote vengono versati 3,7 milioni di euro: una cifra spropositata» (Peter Gomez).
• Finito in disgrazia («Ho perso tutto il gruppo, ho ceduto alle banche creditrici le mie aziende. Un euro e sono andato via») ha rotto con Berlusconi. Nella caduta, ha conosciuto anche il carcere. Repubblica: «Secondo la Procura, Luigi Crespi – in concorso con altri – avrebbe distratto qualcosa come 19 milioni di euro. Con un giro di fatture false e operazioni inesistenti tale da mettere in ginocchio il gruppo. “L’intenzione - hanno scritto i pm - era di ingannare i soci o il pubblico, al fine di conseguire un ingiusto profitto”».
• L’inchiesta milanese sulla bancarotta della Hdc portò tra giugno 2004 e febbraio 2005 all’intercettazione di trentuno parlamentari innescandone un’altra su un presunto patto di non belligeranza Rai-Mediaset ai tempi del Berlusconi II e III (vedi BERGAMINI Deborah).
• Nel settembre 2013 la Corte d’appello di Milano lo ha condannato per la bancarotta Hdc a 6 anni e 9 mesi (pena ridotta di un anno rispetto alla sentenza di primo grado del dicembre 2011). Condanne anche per la moglie Natascia Turato (4 anni e mezzo), per il fratello Ambrogio (4 anni) e per l’ex socio Federico Andrea Marini (4 anni e 7 mesi).
• Dalle ceneri di Hdc ha fondato il nuovo Gruppo Datamedia, che si occupa di sondaggi politici (col quotidiano Il Tempo di Roma dell’editore Domenico Bonifaci), di vendita di spazi pubblicitari (attraverso la società Web Com, partecipata dalla tv locale napoletana Canale 21) e di editoria on-line (Clandestinoweb, Italia24News, RomaCapitaleNews ecc.).
• Insieme al fratello Ambrogio si occupa anche di produzione cine-televisiva, da ultimo nel 2013 il documentario Enzo Tortora, una ferita italiana, diretto dallo stesso Ambrogio. I Radicali e il Pdl gridarono alla censura perché l’opera fu respinta dal Festival di Roma. Fu poi organizzata una proiezione alla Camera.
• È stato responsabile del marketing politico di alcuni ministri (Brunetta, Carfagna, Rotondi, Meloni) e spin doctor di Gianni Alemanno e Francesco Storace.
• Dalla moglie ha avuto due figli.