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 2020  luglio 31 Venerdì calendario

• Roma 15 gennaio 1962. Attrice. «Vado molto forte come moglie cornuta, è la mia specialità».

• «La vedova emotivamente bloccata (Il più bel giorno della mia vita), la moglie tradita con un gay (Le fate ignoranti), la borghese repressa alle prese con una storia di sesso improbabile (Controvento), la suora tormentata (Fuori dal mondo), la mamma stroncata da un destino crudele (Incompreso), la ragazza tutta ansie e fobie (Maledetto il giorno che t’ho incontrato) che rivelò al grande pubblico il suo sguardo spalancato sul mondo e un talento innegabile. Ma, nello stesso tempo, le cucì addosso l’etichetta di eterna insicura, di donna impacciata, di antidiva timida fino al parossismo, in perenne conflitto con il mondo aggressivo e ultraesibizionista del cinema» (Gloria Satta).

• La fama di attrice nevrotica e ingabbiata nel suo personaggio le è pesata. «Sono cose che derivano dalla superficialità di persone distratte che si limitano a usare un solo aggettivo per cose diverse. Ho cercato di reagire andando avanti, dimostrando con il mio lavoro che si sbagliavano» (Fulvia Caprara) [Sta 9/8/2009]. «Prendo atto di suggerire alla gente questa immagine di donna nevrotica e insicura. In realtà, ho una mia forza di base» (Giancarlo Dotto) [Sta 8/2/2009]. «Rendo sempre tutto più tragico di quello che è» (Paola Jacobbi) [Van 21/10/2009].

• «Sono nata e cresciuta in una famiglia “normale”, primogenita di tre femmine. Papà, un dirigente dell’Unità sanitaria locale, era un uomo rigido, inflessibile e strenuamente attaccato alle regole. Mamma stava a casa, si occupava di noi. Siamo cresciute al quartiere Coppedé, tra questi palazzi di fiaba con i pinnacoli e le torrette, un rifugio per i turisti. Ho frequentato il liceo scientifico: un posto terribile, quasi nazista. Gli anni della scuola non sono certo stati i più felici della mia vita, le materie scientifiche non facevano per me. Avevo sempre voglia di scappare, ma papà teneva più alla matematica che a tutto il resto. Era medico e pensava che la scienza avrebbe dovuto contagiarmi. Mamma ci lasciava libere, papà no. Spesso usava toni sprezzanti rispetto a qualsiasi scelta facessimo le mie sorelle e io. Abbiamo tre caratteri diversi ma la stessa incapacità di autostima: forse di questo dobbiamo ringraziare lui, anche se non gliene voglio».

• «Buy, il mio cognome paterno, viene dalla Francia. Il nonno di mio nonno era un ufficiale medico al seguito di Napoleone» (Aurelio Picca) [Iod 4/2/2012].

• «Ho iniziato a studiare recitazione per caso. Ma forse no, non so. È tutta colpa di Andrea Camilleri, sì lo scrittore. Sua nipote era una mia compagna di scuola, la moglie mi dava ripetizioni di latino. Entrare nel suo appartamento soffocato di libri sugli scaffali e impilati sul parquet, mi ha folgorata. Camilleri era docente all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, ne ho sentito parlare da lui e ho cominciato a pensarci. Ci pensai a lungo, tentai l’esame ma non venni ammessa. Ho studiato per un anno in una scuola privata e l’anno dopo ce l’ho fatta. Uscita dall’Accademia sono andata a vivere con il mio fidanzato, Sergio Rubini, che poi è diventato mio marito. Ci siamo sposati nel 1991, sì credo fosse proprio il 1991...».

• Si sono separati nel 1993 e hanno divorziato nell’estate del 2012. Intanto però la Buy aveva interpretato, proprio con Rubini, i film La stazione per il quale aveva ricevuto il Nastro d’argento e il David di Donatello, Prestazione straordinaria, Tutto l’amore che c’è, L’amore ritorna, L’uomo nero, un episodio in Manuale d’amore di Giovanni Veronesi e Mi rifaccio vivo.

• Altri premi vinti: un altro David per Fuori dal mondo (1999), un altro Nastro per Le fate ignoranti (2001), Nastro e David come non protagonista per Caterina va in città (2004), David per Manuale d’amore (2005), Nastro per Saturno contro e Il caimano (2007), Nastro e David per Giorni e nuvole (2008), Nastro per Io viaggio da sola (2013). «La Buy è la nostra attrice più premiata» (Giancarlo Dotto, cit.).

• Particolarmente apprezzata dal regista turco Ferzan Özpetek che l’ha voluta nei suoi film Le fate ignoranti (2001), Saturno contro (2007), Magnifica presenza (2012).

• Il debutto nel mondo dello spettacolo era avvenuto a teatro con alcune commedie di Umberto Marino (l’autore del testo da cui era stato tratto La stazione) e al cinema con La seconda notte di Nino Bizzarri.

• Poche, rispetto al cinema, le esperienze per il piccolo schermo. L’ultima nel ruolo di maestra in Pinocchio di Alberto Sironi, trasposizione televisiva della favola di Collodi andata in onda su Rai Uno nel novembre 2009.

• «Ho sempre lavorato con registi che erano anche amici, o figure di primo piano nella mia vita privata: come Rubini, Giuseppe Piccioni. Da una parte ne sono orgogliosa, questo fatto mi ha dato una grande sicurezza e mi ha permesso di crescere insieme a persone care».

• «Non sono stata alle regole imposte dal mio mestiere. La mia ribellione, ieri come oggi, è fare il contrario di quello che la gente si aspetta da me. Sei un’attrice, allora devi andare alle feste: io me ne sono sempre tenuta alla larga, anche a costo di farmi prendere in giro per la mia riservatezza. Devi avere il cosiddetto “stilista di riferimento”: e io vado in giro vestita come capita, chi se ne frega del look… Devi coltivare la visibilità: ma continuo a rifiutare le “ospitate” in tv. Un’altra trasgressione che mi sono sempre concessa è dire no al successo facile, alle offerte più scontate».

• A proposito del rischio di rimanere senza lavoro: «Cambierò mestiere, anche se non saprei quale, sono una frana in tutto e poi mi sembra un momento abbastanza drammatico per tutti» [Rep 12/7/2010].

• «Qualche volta ho la tentazione di mollare, perché finora è andato tutto per il meglio, ma sotto sotto continuo ad avvertire il vago terrore che la favola possa finire da un momento all’altro» (Franco Montini) [Rep 7/4/2013].

• Ha paura di volare.

• «Da ragazza ero piena di complessi, ma immaginavo di poter migliorare. Avrei voluto essere più alta, per esempio» (Jacobbi, cit.). La sua prima scena di nudo a 48 anni, nel film Lo spazio bianco di Francesca Comencini. «Mi sono sempre vergognata e non ho mai pensato che il nudo aggiungesse qualcosa a un film. A 48 anni, mi sono spogliata perché si trattava di mostrare un corpo reso vulnerabile dalla maternità» (Stefania Rossini) [Esp 4/2/2010]. «Ho fatto spogliare anche la Comencini. Volevo condividere il momento, per sentirmi meno imbarazzata. Tenga conto che io non sto nuda nemmeno a casa mia» (Jacobbi, cit.).

• A proposito di Silvio Berlusconi, la cui storia è stata raccontata nel film Il caimano: «Più ne parli e più gli fai un favore. Pure le sue battute sulle donne o su Obama (...) è sempre tutto molto meditato. Battute che piacciono alla gente». Sulle sue posizioni politiche in gioventù ha dichiarato di avere «nessuna passione giovanile per Che Guevara o per Fidel Castro. Sono nata in quegli anni dove si era un po’ tutti doverosamente politicizzati (...) Preoccupiamoci di noi, piuttosto di quello che succede a Cuba» (ibid.)

• Tra i politici attuali le piace Anna Finocchiaro: «La trovo molto cazzuta, un po’ vecchio stile, quando parla mi sembra di riascoltare certi interventi che si sentivano a scuola, durante le autogestioni, oppure nelle sezioni...» (Caprara, cit.).

• Dal 1999 convive con lo pneumologo Renato De Angelis (Salerno 7 marzo 1952), dal quale ha avuto una figlia, Caterina, nata nel gennaio 2001. «L’esperienza di madre mi ha migliorato e mi ha fatto crescere, mi ha reso più responsabile» (Franco Montini) [Rep 7/4/2013].

• «Margherita Buy s’innamora ogni dieci anni» (Aurelio Picca, cit.).

• «Non ho mai fatto nulla, nemmeno una minima cosa in più rispetto a quello che mi è arrivato da solo». «Sono una pigra stakanovista» [Grazia 18/9/2012].

• «Provò a sedurre Sean Penn durante una festa. Entrambi ubriachi, lei lo invitò a ballare, lui la respinse» (Giancarlo Dotto, cit.).