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 2026  novembre 06 Venerdì calendario

«Working poor» in aumento del 65 per cento in un anno

Chi non lavora non fa l’amore, cantava Celentano, ma oggi va peggio se  anche chi lavora non tira fine mese: a Milano quasi un terzo di chi non ce la fa è un working poor, cioè uno stipendio ce l’ha eppure deve mettersi in fila per il pane. È quanto emerge dai dati dell’Osservatorio 2026 di Operazione Pane, secondo cui a Milano le persone singole supportate sono 398, che sarebbero anche un terzo in meno rispetto al 2025 e andrebbe bene, se non fosse che tra questi i working poor sono cresciuti del 65% e rappresentano il 12% di tutti i lavoratori in difficoltà aiutati dalla rete di Operazione Pane a livello nazionale. A Milano, questa categoria costituisce oggi il 30% delle persone singole supportate, contro il 17% della media nazionale e il 12% dell’anno precedente.
In aumento anche le situazioni di grave marginalità tra le persone singole che si rivolgono alla mensa francescana meneghina: il 56% è senza dimora, mentre il 33% ha più di 60 anni.

Sono solo alcuni tra i numeri diffusi presso il Centro Sant’Antonio durante l’incontro «I tanti volti della povertà: un dialogo sulle nuove fragilità sociali», promosso dall’Antoniano di Bologna, con la presenza di alcune realtà francescane della rete di Operazione Pane e la partecipazione di Caritas e Croce Rossa Italiana. Al centro del confronto l’aumento del costo della vita e i fattori che incidono sulle nuove forme di vulnerabilità sociale, dai conflitti al cambiamento climatico, che determinano nuovi volti del fenomeno: dai working poor alla cooling poverty.
In vista della Giornata Mondiale dei Poveri, il prossimo 15 novembre, l’incontro ha raccontato le trasformazioni della povertà e le azioni concrete che possono essere messe in atto dalle realtà del Terzo Settore. Raccogliendone nel frattempo le testimonianze portate al convegno da Rocco Pezzullo, Coordinatore dell’Unità Comunicazione e Fundraising di Caritas Italiana, fra Giampaolo Cavalli, Direttore di Antoniano, Maurizio Bonomi, Presidente del Comitato Regionale della Lombardia di Croce Rossa Italiana e fra Luca Volonté, Responsabile del Centro Sant’Antonio di Milano. A conclusione l’intervento di Chiara Lodi Rizzini, Sociologa e Ricercatrice, specializzata nello studio delle politiche sociali, del welfare e del contrasto alla povertà.
Il sostegno alimentare è il primo aiuto offerto dal Centro alle situazioni di difficoltà: nei primi otto mesi del 2026 la mensa di Milano ha garantito in media 82 pasti al giorno, per un totale di 2.132 al mese (+2,5% rispetto al 2025), con un valore donato pari a 8.528 euro mensili.
L’impegno di Operazione Pane non si esaurisce però nella distribuzione dei pasti e si estende ad altri servizi di accoglienza e sostegno, per rispondere alle diverse difficoltà delle persone aiutate. A Milano tutti i singoli supportati hanno usufruito dello sportello di ascolto, il 18% degli utenti di questo servizio a livello nazionale. Un’attività particolarmente importante di fronte a fragilità che non sono soltanto economiche e alimentari, ma che riguardano anche il benessere delle persone: il 6% dei singoli assistiti presenta infatti problematiche legate alla salute mentale. A queste si aggiungono le necessità legate alla cura e all’igiene personale, a cui risponde il servizio docce, utilizzato dal 31% delle persone assistite e fondamentale per garantire dignità anche nei periodi segnati da temperature elevate, come quelli che hanno caratterizzato l’estate 2026 o inverni particolarmente rigidi.
Chiara Lodi Rizzini nel corso del convegno ha offerto una lettura dei fattori che concorrono a determinare le condizioni di fragilità e sono «più crisi che si sommano: inflazione, conflitti in Ucraina, Medio Oriente, crisi climatica, impatto dell’intelligenza artificiale, trasformazioni delle famiglie e una crescente erosione della capacità fiscale e regolativa dello Stato», ha spiegato. «La sfida – ha aggiunto Rocco Pezzullo – non è soltanto dare risposte alla povertà ma trasformare le condizione che la rendono persistente e restituire a ciascuno la possibilità di costruire il proprio futuro».
A chiudere l’incontro fra Luca Volonté: «La povertà assume forme diverse e coinvolge persone di ogni età e condizione. In un contesto segnato dall’aumento del costo della vita e dell’emergenza abitativa, sono sempre più evidenti le fragilità di chi fatica a sostenere le spese quotidiane, talvolta pur avendo un lavoro». Con citazione di Papa Leone XIV nel messaggio per la Giornata Mondiale dei Poveri: «I poveri dei nostri giorni sono i dimenticati e gli emarginati. Derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane».