Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  novembre 06 Venerdì calendario

Ex Ilva, a Taranto spenti tutti gli impianti dell’area a caldo

«Da questa mattina non c’è più nulla di acceso. Tutti gli impianti dell’area a caldo sono stati spenti». A riferirlo il direttore generale di Acciaieria d’Italia in amministrazione straordinaria, Maurizio Saitta, ai sindacati durante l’incontro tenutosi al ministero del Lavoro sulla cassa integrazione. 
Le procedure di spegnimento degli altiforni sono iniziate negli scorsi giorni dopo la pronuncia della Corte di Cassazione, che ha confermato il decreto dei giudici di Milano che stabiliva lo stop dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto. Ma oggi, appunto, lo spegnimento sarebbe diventato effettivo.
I sindacati: preoccupati per la cig degli 8.600 dipendenti
Preoccupazione, intanto, emerge al termine del vertice al ministero del Lavoro sulla richiesta di cassa integrazione formulata da Acciaierie d’Italia per 8.600 dipendenti, proprio in conseguenza del blocco definitivo degli impianti dell’area a caldo. 
«All’esito dell’ampio e proficuo confronto – si legge nel verbale – le organizzazioni sindacali, preso atto della volontà della società di richiedere il pagamento diretto della cassa integrazione da parte dell’Inps, esprimono preoccupazione in ordine alla tempestività dei pagamenti e richiedono garanzie sulla tutela del reddito dei lavoratori e sulla puntualità del trattamento di integrazione».  
La riunione è stata perciò rinviata al 10 novembre, quando verrà costituita anche una cabina di regia con l’Inps per «seguire per la prosecuzione della procedura di concessione della cassa».