corriere.it, 6 novembre 2026
Arriva il fast food del pollo fritto sulle piste di Cortina e Madonna di Campiglio
Sulle piste da sci arriva anche il fast food. A portarlo sarà Kfc, una delle catene internazionali specializzate nel quick service, che ha fatto del pollo fritto la propria bandiera. Che da dicembre inizierà a sventolare anche in due dei comprensori sciistici più gettonati del nostro Paese: quelli di Madonna di Campiglio e Cortina d’Ampezzo. Nel primo caso il ristorante sarà aperto sulla piana di Nambino; nel secondo nell’area Faloria-Cristallo.
L’iniziativa nasce da una partnership con Super G, la società che ha già creato gli Après Ski, discobar all’aperto posizionati direttamente sulle piste che consentono di chiudere la giornata sciistica ballando e bevendo drink sulla neve. Non sempre accolti con favore dai residenti e dai possessori di seconde case, che lamentano rumore e confusione e uno spirito molto lontano dall’ideale della montagna.
Anche il pollo fritto, specialità della casa nei punti ristoro di Kfc (acronimo che sta proprio per Kentucky Fried Chicken), non è propriamente come lo speck, la polenta con formaggio o il Kaiserschmarren, il dolce tipico austriaco ma adottato ormai da tempo in tutta l’area dolomitica. E infatti su molti siti e pagine social che si occupano di montagna la novità è stata accolta con scetticismo e preoccupazione. Il timore è che si tratti di un ulteriore passo verso una trasformazione delle vette in succursali d’alta quota delle città, annacquando sempre di più la cultura dei luoghi.
Dal canto suo la società proprietaria del marchio ha comunicato di essere particolarmente entusiasta di questa iniziativa che «rappresenta perfettamente il modo con cui immaginiamo la nostra evoluzione, raggiungendo luoghi in cui nessuno si aspetterebbe di trovarci e farlo senza rinunciare a ciò che ci rende unici». E aggiunge, parlando di «volontà di assecondare le nuove abitudini dei viaggiatori», di essere pronta in questo modo a rispondere «alle aspettative di un turismo sempre più diversificato e internazionale».
Anche McDonald’s ha individuato nelle piste da sci un possibile approdo. E ha già avviato alcuni esperimenti, come il McSki di Lindvallen, in Svezia, aperto già dal 1996 e che ha addirittura il servizio «ski-thru», l’equivalente montano del Mc Drive, in cui gli sciatori possono mettersi in coda ad uno sportello senza neppure togliersi gli sci e ritirare il proprio sacchetto contenente hamburger, patatine e tutto il resto.
Va detto che molti ristoranti sulle piste hanno già adottato da tempo formule di ristorazione veloce, creando linee self service per il periodo invernale (che qualcuno utilizza anche in estate), che richiamano quelle delle mense aziendali o degli autogrill, per velocizzare il servizio e servire un numero maggiore di persone. Nel concetto, insomma, niente di particolarmente nuovo o sconvolgente. La fruizione delle «baite» nei comprensori sciistici è già molto diversa da quella che avviene nei rifugi lontano dagli impianti, che ha ritmi, rituali e sapori molto diversi. Non sempre, considerando che in alcuni casi, anche lontano da impianti e piste, si trovano rifugi che offrono menu gourmet con tanto di «cantinetta di vini pregiati».
Piacerà il pollo fritto a bordo pista? I commenti in rete si dividono. E mentre c’è chi accoglie la novità come un’opzione in più per pranzare senza spendere le cifre eccessive che spesso vengono pagate in alcuni ristoranti in quota, in molti si interrogano sull’abbattimento di un’altra delle barriere che separano la città dalla montagna e che rendevano quest’ultima diversa dalla prima, soprattutto portatrice di una propria unicità.