Corriere della Sera, 6 novembre 2026
Il Campo largo da Landini che vuole la patrimoniale. Stop di Conte e Iv
Tutti (o quasi) i leader del centrosinistra alla corte di Maurizio Landini. Il leader della Cgil, di cui si parla come del possibile ministro del Lavoro del futuro governo del Campo largo, ha invitato Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Maria Elena Boschi e Riccardo Magi, a discutere con lui, al Teatro Brancaccio. All’assemblea, intitolata «Il futuro è adesso», gli esponenti del centrosinistra salgono sul palco per il dibattito. La sedia accanto a Landini resta vuota per mezz’oretta perché Conte arriva in ritardo. Ma non è un atto di scortesia, perché il centrosinistra in questa occasione vuole mostrarsi unito e vincente.
Su un tema, però, evocato da Landini, le distanze restano. Si tratta della patrimoniale. Sul palco, con una certa pudicizia, il leader della Cgil preferisce definirla un contributo di solidarietà. E per paradossale che possa sembrare, 5 Stelle e Italia viva, cioè Conte e Boschi, sul tema la pensano allo stesso modo e prendono le distanze da questa tassa, al contrario degli altri.
Attacca Landini: «In Italia ci sono 500 mila persone che hanno un reddito netto di almeno due milioni di euro. Se a queste persone chiediamo l’uno per cento otteniamo almeno 25 miliardi». Bonelli e Fratoianni, grandi sostenitori della patrimoniale (che vogliono nel programma del centrosinistra) sono entusiasti. Dice il primo: «Non chiamiamola patrimoniale se questo termine incute terrore, ma affrontiamo il tema». Afferma il secondo: «Una tassa sulle grandi ricchezze dovrà esserci, perché è giusto che ci sia una politica di redistribuzione». Schlein apre all’ipotesi: «Noi siamo favorevoli a una tassazione dei super ricchi ed è una battaglia che a livello europeo abbiamo sempre portato avanti. Siamo pronti, anche con l’alleanza, a discuterne pure a livello nazionale».
Boschi e Conte però non ci stanno. Anche Magi appare assai dubbioso: per lui meglio reperire fondi dalla legalizzazione della cannabis. Conte spiega che la patrimoniale «non ha funzionato in tanti paesi europei per due problemi». Primo, perche «sono nati tanti contenziosi e lo Stato ha dovuto rinunciare». Secondo, perché le grandi ricchezze «travalicano i confini nazionali e sono facilmente occultabili». Anche per Boschi, che sottolinea di «avere qualche dubbio su questo strumento» perché «i grandi patrimoni sono i più facili da spostare all’estero».
Per il resto, grande armonia che nemmeno un sondaggio di Porta a Porta, che dà il centrosinistra guidato a Conte un punto sopra al centrosinistra guidato a Schlein, riesce a incrinare. E domani si parte con la prima riunione in video call sul programma.