il Fatto Quotidiano, 5 novembre 2026
Droga e contrabbando, l’Anticorruzione a Kiev colpisce anche i servizi di sicurezza
Tracce di crimini e riciclaggio, evidenze di corruzione. Poi lunghe indagini, perquisizioni e dimissioni, allontanamenti e rimozioni ai vertici delle istituzioni. Il copione della saga ucraina sembra ripetersi sempre uguale, ma il nuovo capitolo racconta di un ennesimo confronto tra Nabu, l’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina, Sapo, la Procura specializzata anticorruzione e Sbu, il Servizio di sicurezza dell’Ucraina, il cui numero uno, Oleksandr Poklad, ieri ha rimosso due uomini finiti nelle maglie dell’operazione anticorruzione Cartagine. Ieri secondo il quotidiano Ukrainska Pravda sono state perquisite le abitazioni di alcuni membri dei servizi di sicurezza: Anton Kravchuk, capo della Direzione principale per la sicurezza interna, Oleksandr Kovalchuk, primo vicecapo della direzione del Dipartimento per la protezione dello Stato, Serhii Duka, primo vicecapo dello stesso dipartimento. Proprio lui ha tentato di opporsi con le armi per evitare la perquisizione e sul posto sarebbero arrivate alcune delle divise sotto il suo comando: “Tali azioni sono inaccettabili e ostacolano l’espletamento dei legittimi compiti procedurali da parte degli investigatori” ha dichiarato la Nabu, i cui impiegati, nel 2025, sono stati sottoposti a cinquanta perquisizioni dal personale dell’agenzia che agiva sotto la direzione di Duka.
Ad aver condotto gli investigatori sulle tracce dei funzionari ucraini sono stati gli elementi emersi nelle indagini sulle attività di Andrii Osipov, nome in codice “il Criminale”. Gli agenti gli hanno garantito protezione e libertà d’azione per le sue attività illegali (gestiva una rete di call center fraudolenti, traffico di droga, produzione illegale di sigarette contraffatte e valuta estera; la sua banda era anche coinvolta in aggressioni e sequestri di persona). Ora si dà la caccia anche al suo socio, il Meksykanets, il “messicano” fondatore del cartello di droga Khimprom. Poklad vuole venga consegnato a Kiev: “Sono in contatto con i nostri omologhi dei servizi di intelligence dei paesi partner, stiamo facendo tutto il necessario per garantire che questi crimini vengano indagati anche in altre giurisdizioni.”. Ovunque si nasconda, ha promesso, verrà trovato. Altri ricercati hanno nomi in codice indecifrabili, come “il boxer” e “Pasha”, ma c’è perfino “il consulente”, nome di copertura di un agente di polizia corrotto. Le autorità hanno anche diffuso registrazioni in cui la banda pianificava un’aggressione con l’acido ai danni del giornalista investigativo Denys Bihus, che aveva scoperto che in una catena di negozi in espansione sospetta si vendeva droga camuffata da souvenir.
Ancora ieri è arrivata la chiusura delle indagini sul caso Midas, il vasto sistema di corruzione che ha investito il settore energetico ucraino, in cui sono rimasti coinvolti dirigenti di Energoatom, l’ex vice primo ministro Oleksiy Chernyshov, l’ex ministro dell’Energia Herman Halushchenko e l’imprenditore Tymur Mindich, l’ex socio di Zelensky e comproprietario dello studio di produzione del presidente, Kvartal 95. Secondo gli investigatori, tra il 2020 e il 2025, sono stati rubati e riciclati oltre 11 milioni di dollari e 12 milioni di euro in contanti.