repubblica.it, 5 novembre 2026
Paraguay, mezzo Paese si sveglia senza più soldi in banca. Il presidente si dimette
Good Morning Paraguay! Suona la sveglia, e metà della popolazione del Paese latino si alza dal letto senza più un soldo in banca: i conti sono congelati, le carte di credito bloccate. Guardi l’app e non ti dice più il saldo. Impossibile pagare la spesa al supermercato o la benzina al distributore; impossibile ritirare soldi al bancomat o versare l’affitto. Tutto paralizzato per il crac bancario di Ueno Bank, che aveva in pancia non solo i soldi di mezzo Paese ma anche quelli per pagare le pensioni e la mutua.
Ueno aveva raccolto depositi e investimenti di enti pubblici per 850 milioni di dollari, 380 dei quali erano dell’Instituto de Previsión Social (Ips). Lo scandalo travolge in poche ore anche il presidente Santiago Peña che, sotto richiesta di impeachment, si dimette. Fino all’anno scorso era il suo quarto maggior azionista e aveva nominato lui l’ex dirigente finanziario di Ueno, Carlos Carvallo, a governatore della Banca centrale che avrebbe dovuto controllarla impedendo il crac. Ora tutto vola via, compresa la pazienza. Dirigenti fermati, dimissioni del governatore della Banca centrale, proteste in piazza.
Code davanti alle filiali
La valanga finanziaria, che nella sua corsa distruttiva coinvolge tutti e tramortisce la politica, si è distaccata quando la Banca centrale ha chiuso per insolvenza Ueno Bank, congelando automaticamente i risparmi di oltre metà dei paraguaiani adulti e i soldi dei fondi pensione. Era la banca che usavano sei adulti su dieci, in Paraguay: procedure snelle e digitalizzazione efficace, il successo era stato travolgente come lo è ora il crollo. Alle 3,24 del mattino di martedì, improvvisamente i conti online hanno nascosto il saldo e impedito i trasferimenti. La Banca centrale aveva appena comunicato di aver avviato la procedura di commissariamento dell’istituto: non aveva più il patrimonio sufficiente per operare, lo aveva usato ampiamente per finanziare le altre aziende del suo principale azionista.
A mattina fatta, davanti alla sede centrale e alle 75 filiali si formano lunghe code, ma i portoncini blindati restano chiusi dietro alla security rinforzata dagli agenti. Nel giro di 48 ore tre milioni di clienti hanno perso l’accesso ai conti, otto dirigenti sono stati arrestati, il governatore della Banca centrale si è dimesso e 35 parlamentari avevano chiesto l’impeachment del presidente Santiago Peña, 47 anni, ex funzionario del Fondo monetario internazionale. Guidava il Paraguay dal 2023 con il Partito Colorado, che domina da decenni.
I conti fino a circa 30mila euro sono garantiti, ma ci vorrà un prezzo per riavere i propri soldi. Chi aveva patrimoni superiori, poi, rischia di aver perso praticamente tutto. Ueno Bank era il simbolo della modernizzazione bancaria, la storia di successo di una nuova realtà digitale controllata da un gruppo potente, Grupo Vázquez. Una formula di successo che ha segnato altre recenti fortune bancarie nel mondo, costruita sulla facilità di aprire il conto e sulle app, sulla gestione delle carte digitali e fisiche e sulle promozioni, alimentata da sponsorizzazioni e campagne pubblicitarie. In tre anni era esplosa, ma i segnali di crisi erano iniziati a giugno quando la Banca centrale aveva segnalato gli enormi prestiti concessi a imprese legate ai suoi proprietari. A ottobre Fitch conferma il rating BB ma abbassa l’outlook a negativo. A fine ottobre Ueno annuncia un piano per raccogliere 100 milioni di dollari di nuovo capitale, ma la situazione è già così grave che lunedì il consiglio della Banca centrale ha deciso all’unanimità di avviare la “risoluzione”: l’indice di solvibilità era inferiore alla metà del minimo consentito.
Gli arresti
L’annuncio ufficiale arriva martedì insieme alla contestazione della grave insufficienza patrimoniale e del commissariamento che paralizza ogni movimento. In mezzo alla tempesta, il governo prova a correre ai ripari offrendo anticipi sulla restituzione dei soldi congelati nei conti di banca Ueno, mentre l’Ips assicura che pagherà le pensioni regolarmente. Intanto l’indagine penale porta dietro le sbarre otto uomini dei suoi vertici tra cui il presidente Juan Manuel Gustale e l’ad Federico Miguel Vázquez Villasanti, membro della famiglia proprietaria. Il terrore, ora, è il contagio: i malfunzionamenti si sono diffusi ieri anche alle applicazioni di altre banche, probabilmente per l’assalto dei correntisti di Ueno che tentavano di trasferire i propri soldi dai conti paralizzati di Ueno. La vigilanza finanziaria ha sospeso temporaneamente i riscatti di alcuni fondi esposti su attività legate a Ueno, e ci sono denunce di una grave flessione delle vendite negli ipermercati.