corriere.it, 5 novembre 2026
Badanti, una su due lavora in nero: per le famiglie costi sopra i 1.500 euro al mese
Tra il 2023 e il 2025 i lavoratori domestici sono aumentati del 7,6% passando da 1,38 milioni a 1,48 milioni del 2025 (+7,6%). Circa un lavoratore domestico su due lavora in condizioni di irregolarità, suddivisa tra lavoro completamente in nero e lavoro grigio. È quanto emerge dal nuovo capitolo del Rapporto 2026 Family (Net) Work, di Assindatcolf.
Il lavoro sommerso
Lo studio evidenzia come, a partire dal 2020 anno in cui, grazie alla regolarizzazione del settore, il tasso di irregolarità era sceso al 51%, la percentuale di lavoro irregolare ha continuato a salire, attestandosi al 53,5% nel 2022, al 55,4% nel 2023 e arrivando al 56,6% nel 2024. Il solo settore del lavoro domestico concentra il 33,7% di tutta l’occupazione dipendente irregolare in Italia.
Aumentano i costi per le famiglie
«Cresce il sommerso nel settore domestico – dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf – perché non ci sono aiuti. Sei famiglie su dieci non ricevono alcun sostegno, e non per scelta: semplicemente non c’è nulla a cui accedere, o è troppo poco per fare la differenza. Purtroppo la legge di Bilancio non compie scelte precise sul fronte degli anziani e della non autosufficienza: le risorse sono distribuite un po’ ovunque, senza una direzione chiara. Intanto le famiglie sostengono costi che in un decennio sono cresciuti del 20% e, di fronte a spese che superano spesso i 1.500 euro al mese per una badante, per molte l’irregolarità diventa l’unica strada».
I limiti del decreto flussi
La maggior parte delle colf e delle badanti sono straniere. Una settimana fa la Filcams Cgil aveva denunciato le criticità del sistema di ingresso per i lavoratori domestici. In Italia il lavoro domestico è svolto per l’88,7% da donne, ma il 90% degli ingressi autorizzati attraverso il Decreto flussi per queste attività riguarda uomini. Nel 2025 i lavoratori domestici contribuenti sono stati 804.464, in calo del 2,3% rispetto all’anno precedente. La componente delle badanti rappresenta il 51,3% del totale, superando quella delle colf. Si tratta inoltre di un’attività spesso continuativa, aveva evidenziato il sindacato: circa la metà degli occupati lavora per 50-52 settimane l’anno, soprattutto nell’assistenza agli anziani e alle persone non autosufficienti.