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 2026  novembre 05 Giovedì calendario

Gaza, Google Maps aggiorna le mappe e mostra le macerie. Su Apple tutto è intatto

Interi quartieri cancellati. Edifici ridotti a macerie. Strade che attraversano quello che resta delle aree residenziali. Le nuove immagini satellitari di Google Maps restituiscono la dimensione della devastazione nella Striscia di Gaza dopo l’offensiva israeliana. Per la prima volta in oltre un anno l’applicazione ha aggiornato le fotografie di gran parte del territorio palestinese. Restituendone così il vero volto. Gli scatti – risalenti a febbraio 2026 – consentono di confrontare le aree prima e dopo i bombardamenti. Una attualizzazione che però Apple Maps non ha effettuato. Almeno per ora. 
La differenza è stata notata da diversi profili sui social, che hanno anche accusato l’azienda di Cupertino di aver ripristinato una vecchia versione delle immagini, lasciando intendere misteriosi pressioni politiche (israeliane o dell’amministrazione Trump, che sulle mappe ha già imposto alle Big Tech la propria volontà). Nulla di tutto ciò: semplicemente Apple Maps non ha ancora aggiornato le immagini satellitari di quell’area.
Quel che è certo è che passando da un’applicazione all’altra lo scenario cambia. I segni del conflitto compaiono, per poi scomparire. La differenza è evidente a Tel al-Sultan, nel sud della Striscia, nei pressi di Rafah. Su Apple Maps gran parte degli edifici appare ancora in piedi. Su Google Maps, invece, di quei palazzi ne restano appena una decina. Anche il Villaggio Svedese, vicino al confine con l’Egitto, è scomparso: dove prima sorgevano le abitazioni, ora si vedono distese di macerie. Eccetto sulle mappe di Apple, che continuano a mostrare un paesaggio che non corrisponde più alla realtà.
Prima dell’offensiva israeliana seguita agli attacchi guidati da Hamas del 7 ottobre 2023, Gaza City contava circa 650 mila abitanti. Secondo un’analisi preliminare del Centro satellitare delle Nazioni Unite (Unosat), nell’ottobre 2025 l’83% degli edifici della città risultava danneggiato dalle operazioni militari israeliane. Le immagini di Google mostrano la scomparsa di interi palazzi nel centro urbano, lungo via Omar Mukhtar e nei pressi dello Stadio Palestinese. In alcune aree, tra le macerie, sono comparse le tende degli sfollati. La distruzione ha coinvolto anche l’ospedale Al-Shifa, il più grande complesso medico della Striscia. La struttura è stata assediata e bombardata dall’esercito israeliano tra ottobre e novembre 2023 e nel marzo 2024. Gli attacchi hanno provocato centinaia di morti e lasciato lo stabile inagibile, nonostante Apple lo mostri ancora lì. Pronto ad accogliere e curare bisognosi.
Gravi danni sono visibili anche nel quartiere di Rimal, lungo la costa, un tempo tra le zone più ricche di Gaza e sede di diversi uffici del governo palestinese. Il 5 settembre 2025 l’esercito israeliano ha fatto saltare in aria la Torre Mushtaha, l’edificio più alto della città, con i suoi 14 piani. Un domino, il cui risultato ora è ben visibile su Google Maps, ma di cui non c’è traccia sull’equivalente Apple. L’impatto diventa ancora più immediato, camminando virtualmente lungo il porto di Gaza. Lì – utilizzando Google – è possibile vedere come le tende degli sfollati occupano la spiaggia e circondano gli edifici ancora rimasti. Un paesaggio che le fotografie precedenti e quelle non ancora aggiornate non riescono a restituire.
Dopo quasi tre anni di conflitto, il quadro dei danni è pesante. Lo si vede nelle foto e lo confermano le Nazioni Unite, che stimano 1,9 milioni di sfollati forzati e 371.888 abitazioni distrutte o danneggiate. Oltre il 60% della popolazione ha perso la propria casa. Più della metà degli ospedali è fuori servizio, mentre quasi tutte le scuole risultano inagibili. L’economia della Striscia si è contratta dell’84%. Secondo l’Onu, lo sviluppo di Gaza ha subito una battuta d’arresto di 77 anni. Tra i luoghi simbolici colpiti c’è anche la Grande Moschea di Gaza. A mostrarcelo sono le nuove immagini satellitari. Le vecchie, invece, ci ricordano com’era.
La devastazione è visibile anche a nord. Beit Hanoun e Jabalia, centri tradizionalmente legati all’agricoltura per la fertilità dei loro terreni, appaiono gravemente danneggiati. Interi quartieri sono stati ridotti in macerie. Anche qui le immagini aggiornate mostrano ampi solchi tracciati dall’esercito israeliano per isolare, raggiungere o distruggere aree che prima ospitavano terreni agricoli, strade e abitazioni. Una tattica che appare e scompare nel confronto tra Google Maps e Apple Maps. Perché a Gaza le mappe ancora non raccontano tutte la stessa realtà.