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 2026  novembre 05 Giovedì calendario

Urbania, collezionista raccoglie oltre un milione di monetine da un centesimo (27 quintali)

C’è chi mette da parte i risparmi in banca, chi li investe e chi, come Bruno Salvi, li conserva in 28 damigiane. Non sono banconote e nemmeno monete preziose (anche se alcune potrebbero esserlo), ma semplici monetine da un centesimo di euro. Ne ha raccolte oltre un milione, per la precisione 1.176.125, per un valore complessivo di oltre 11.761,25 euro e un peso che supera i 27 quintali. Tutto catalogato, contato e custodito meticolosamente. E a raccoglierle, una alla volta, è stato questo 67enne di Urbania, in provincia di Pesaro e Urbino, che da 43 anni e mezzo lavora come postino.
La passione per le monete nasce quando Bruno è ancora un bambino. «Avevo setto o otto anni quando ho cominciato a mettere da parte le prime lire – racconta al telefono -: le 500 lire, le 20 lire e quelle che, all’epoca, mi sembravano piccoli tesori». Poi arriva l’euro e la collezione cambia forma. «Quando sono finiti i tempi della lira ho cominciato con i centesimi di euro. Faccio il postino e mi conoscono tutti: questo mi ha dato una grande possibilità di trovarne».
Le prime monete finiscono in una piccola damigiana. Una volta riempita, ne arriva un’altra, poi un’altra ancora. Fino ad arrivare alle 28 attuali, alcune con una capienza di 30 litri e un collo largo abbastanza da permettere di versare le monetine. Il risultato? Una collezione che occupa spazio e richiede una certa organizzazione. «Ogni volta che le metto dentro, tengo un libro e faccio la somma. Al momento sono 1.176.125, ma il numero aumenta ogni giorno». E precisa: «Sono tutte monete che ho pagato, non ho preso niente gratis da nessuno».
Bruno Salvi, 67 anni, postino e collezionista
Il peso, però, è diventato un problema anche per la casa. Le damigiane, inizialmente disposte lungo una tromba delle scale, sono state spostate al piano terra dopo la comparsa di alcune crepe. E spostarle non è proprio come traslocare qualche scatolone: «Per tirarne giù due, ho impiegato due giorni». C’è anche un altro inconveniente: ogni tanto qualcuna esplode. «Succede soprattutto d’inverno, quando fa freddo. Le monete si assestano, ci sono delle micro vibrazioni, magari passano i camion in strada o ci sono piccoli terremoti. Basta poco e la damigiana può rompersi».
Le altre collezioni
Ma le monetine da un centesimo sono soltanto una delle sue tante passioni. Salvi si definisce senza troppi giri di parole un «accumulatore seriale». Nel suo appartamento di 140 metri quadrati ha raccolto migliaia di oggetti: circa 5 mila fumetti, 1.500 vinili, oltre 1.500 videocassette, dvd e macchinine. «Ho tantissima roba, anche in soffitta. Quando prendo una cosa non la rivendo, la tengo per me. I dischi, per esempio, li ho ascoltati tutti e i film li ho presi naturalmente per guardarli. Sono cose che mi piacciono e che vivo». 
Tornando alle monete, ne conserva anche di particolari: «Ne ho alcune arrivate dalla Finlandia e coniate tra il 1999 e il 2001, possono valere quattro o cinque euro ciascuna». Ma il valore economico non gli interessa: «Mi piace averle e vederle dal vivo». Una filosofia che si riflette anche nel suo stile di vita. Bruno è vegano, non beve caffè, non consuma alcolici e non fuma. «Sono un ragazzo rimasto agli anni Ottanta». E anche il rapporto con la tecnologia, per lui, si è fermato a un’altra epoca: «Sono stato tra i primi ad avere il cellulare quando è uscito il primo modello e tra i primi a buttarlo. Adesso non ce l’ho più. La gente non si incontra neanche per strada, sono tutti incollati allo schermo».
Intanto, per Bruno si avvicina la pensione ma dopo oltre 43 anni di lavoro, l’idea di fermarsi non lo entusiasma. «Terminerò a lavorare il 9 novembre ma non voglio farlo». Anche se avere più tempo a disposizione significherebbe soprattutto «poter sistemare tutto quello che ho accumulato nel corso di una vita». E, naturalmente, continuare ad arricchire la sua collezione di monetine. Perché un milione e passa di centesimi, anche se custoditi in 28 damigiane, non sono ancora abbastanza: «Vorrei arrivare a 2 milioni di pezzi».