Corriere della Sera, 5 novembre 2026
Il Parlamento Ue ci ripensa: torni il motore a scoppio
Nuova vita al motore a scoppio. Passa a larga maggioranza in commissione Ambiente del Parlamento europeo il testo che evita lo stop totale al motore endotermico dal 2035: 48 voti favorevoli, 30 contrari e due astensioni. Certo, l’iter è ancora lungo, serve il passaggio in plenaria entro dicembre e poi il cosiddetto trilogo, cioè la sintesi tra le posizioni della commissione (presentata a dicembre 2025), del Parlamento e del Consiglio. Ma la convergenza politica è ampia: il voto è figlio di un accordo tra partito popolare (Ppe), socialisti (S&D) e liberali (Renew). Gli italiani hanno avuto un ruolo importante. Relatore era Massimiliano Salini (Ppe-Forza Italia), a capo della commissione invece Pierfrancesco Maran (S&D, Pd). Ha votato contro invece Ecr, il gruppo di cui fa parte anche FdI, sebbene lo stesso capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Ue, Carlo Fidanza, si sia ampiamente battuto per un ridimensionamento della transizione all’elettrico.
Il cavallo di Troia per il motore endotermico sono i biocarburanti e i carburanti sintetici. Il testo introduce una nuova categoria di auto con motore a scoppio (Veef, Vehicle running exclusively on eligible fuels, cioè veicoli che funzionano esclusivamente con carburanti idonei) ma alimentate al 100% con carburanti bio e sintetici. Le Veef saranno equiparate alle elettriche: entrambe sono considerate a emissioni zero. Il punto diventa ora: quali biocarburanti? Ottenuti con prodotti coltivati ad hoc o con scarti? Fatti arrivare via nave da Paesi lontani o generati in Europa? Sono aspetti che possono cambiare la reale quantità di emissioni. Il testo approvato dal Parlamento Ue parla di biocarburanti che permettono il risparmio del 65% dei gas serra fino al 2032, poi i criteri diventerebbero più rigidi dal 2033. Dalla stessa data sarebbero considerati a emissioni zero anche i carburanti sintetici (ottenuti combinando idrogeno verde e anidride carbonica). Il testo non limita i biocarburanti idonei a quelli prodotti in Europa, a differenza dell‘intesa Francia-Germania. L’apertura ai biocarburanti può avere un impatto importante per l’Italia dove Eni ha convertito in bioraffinerie i siti di Gela e Porto Marghera, a cui si aggiungeranno tra 2027 e 2028 anche Livorno, Priolo e in parte Sannazzaro dei Burgundi. Certo, le scelte dei consumatori dipenderanno anche dal costo dei biocarburanti stessi.