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 2026  novembre 05 Giovedì calendario

In Italia l’opposizione applaude

 «Adesso la sinistra ha scoperto l’America, adesso sono tutti americani». Giorgia Meloni non commenta pubblicamente le elezioni di midterm. Per tutta la giornata i social e le dichiarazioni della premier parlano d’altro: Crans-Montana, Electrolux, ddl ColtivaItalia, carta «Dedicata a te» e festa delle Forze armate. L’unica battuta che filtra da Palazzo Chigi è rivolta, appunto, alle opposizioni in festa per il successo dei democratici. Il dossier riservato elaborato dal centro studi di Fratelli d’Italia raccomanda ai parlamentari di «non lasciarsi andare a tifoserie perché siamo contrari a qualsiasi tipo di ingerenza». Al contrario dei leader del Campo largo, si legge che «hanno provato pateticamente a mettere di nuovo il cappello sulla vittoria degli altri».
Fin qui la linea politica dei vertici del partito di Meloni. Poi c’è l’analisi del governo sulle conseguenze di questo voto. Il primo timore riguarda una possibile escalation della guerra in Iran, una reazione muscolare della Casa Bianca. Il secondo guarda al Vecchio Continente: questa sconfitta così rumorosa potrebbe spingere Trump ad accelerare il disimpegno del contingente Nato in Europa. Nel ripetere che l’esito delle urne «non cambia» gli storici rapporti Usa-Italia e che le relazioni transatlantiche restano «strategiche», dentro FdI si nota «il peso che ha avuto la guerra in Iran con tutte le sue conseguenze, soprattutto economiche». In questo quadro la premier parteciperà alla riunione dei Volenterosi per l’Ucraina – in programma il 19 a Berlino – portando in dote il pacchetto di aiuti militari a Kiev (il tredicesimo), atteso martedì al Copasir con l’audizione del ministro Guido Crosetto. Delle elezioni di midterm parla Antonio Tajani, leader di Forza Italia e ministro degli Esteri: «Mai stati trumpiani. Neanche Giorgia Meloni è una Maga, per carità. Siamo – dice il vicepremier al Messaggero – conservatori e io sono berlusconiano». Matteo Salvini – intervenendo a Point Break, il programma di San Marino Rtv, condotto da Monica Giandotti e Daniele Ruvinetti – spiega: «In questo voto ha influito molto il tema del carovita e del costo del gasolio. Penso che i repubblicani avessero votato Trump nel nome della stabilità, dell’interesse americano e della fine dei conflitti. E invece i conflitti sono aumentati».
Opposizioni in brodo di giuggiole. Elly Schlein, segretaria del Pd, parla di «vittoria storica» perché «la speranza delle persone è più forte dell’arroganza di queste destre al potere: ora dopo questo segnale sta a noi anche in Italia battere le destre». Giuseppe Conte, presidente del M5S, attacca Meloni: «Quando si tratta di proporre Nobel a casaccio nonostante le guerre è rapidissima. Quando si tratta di sottoscrivere accordi disastrosi per l’Italia e gli interessi degli italiani, è altrettanto rapida. Quando si tratta invece di prendere atto della realtà, fa scena muta». All’attacco anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni (Avs): «Ora tutti si vergognano del loro passato, quando Trump, appena eletto, veniva osannato da Meloni. Il tracollo di Donald è un voto a cui dobbiamo guardare con grande attenzione: la destra italiana può perdere». Matteo Renzi (Iv) cita Barack Obama: «Non c’è divisione interna al centrosinistra che non valga la pena di essere superata. Nel 2027 ci presentiamo uniti e sconfiggiamo Meloni». Per Carlo Calenda (Azione) quella di ieri è semplicemente «una buona notizia». E poi c’è Roberto Vannacci (Futuro nazionale) che crea un parallelismo tra le «promesse disattese» del presidente Usa e quelle della premier.