il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2026
Truffa aggravata: la Procura vuole processare Occhiuto
La Procura di Roma vuole processare Roberto Occhiuto per truffa aggravata. I pm hanno esercitato l’azione penale contro il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto perché avrebbe incassato per un lungo periodo una somma di 3 mila e 893 euro al mese di troppo a titolo di indennità per l’auto privata usata nell’esercizio delle sue funzioni pur avendo Occhiuto diritto, grazie alla sua carica di presidente, a una (seconda) auto ‘pubblica’ pagata sempre dalla Regione.
Il reato contestato è l’articolo 640 Comma II n.1 che punisce “chiunque, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno”, reato aggravato perché compiuto ai danni della Regione Calabria.
La GdF ha scoperto la questione intercettando il telefono di Paolo Posteraro, ex socio di Occhiuto, nell’ambito di un’altra indagine della Procura di Catanzaro per corruzione della quale si sono perse le tracce dopo una fragorosa emersione a giugno 2025. La GdF scriveva: “Con riferimento all’autovettura Audi Q4 Sportback 40 E-Tron, targata G.…A, nella disponibilità di Occhiuto, Posteraro riferiva alla moglie: ‘gliene pago un’altra in forza della quale lui pija un bel rimborso dalla Regione!’”. Allora la GdF scriveva “la circostanza dovrà essere verificata”. Così si è scoperto che, per gli spostamenti istituzionali del suo presidente, la Regione Calabria aveva acquisito un’automobile apposita. La tesi dei magistrati (non condivisa dall’Avvocatura Regionale) è che i due ‘benefit’ non fossero cumulabili. Il fascicolo è stato trasmesso da Catanzaro a Roma dove si trova il conto corrente del presidente. A luglio l’indagine è stata chiusa dalla sostituta procuratrice Valentina Gianmaria e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco.
La contestazione al momento della chiusura indagini includeva i rimborsi incassati dal novembre 2021 al giugno 2025 per un totale di 179mila euro. Occhiuto si è fatto sentire dai pm e ha sostenuto che l’indennità mensile di 3.800 euro gli spettava anche dopo l’acquisto dell’auto da parte della Regione. Anche perché aveva chiesto lumi dopo l’acquisto, alla fine del 2024, agli uffici regionali, ottenendo rassicurazione in tal senso.
In subordine, comunque ha contestato la cifra di 179mila euro sostenendo che al massimo si può parlare di sovrapposizione tra auto e indennità solo per un breve periodo: 15 giorni a gennaio 2024 e poi da novembre 2024 – quando l’auto fu comprata dalla Regione – fino all’estate del 2025, quando, a seguito dell’emersione dell’indagine, la duplicazione indennità-auto finì.
Solo in quel breve periodo, secondo Occhiuto, c’era nel parco auto regionale una vettura solo per il presidente. Dal 2021 al 2024, si è difeso il presidente con i pm, ho usato “auto di mia esclusiva proprietà o in leasing a me in uso: due auto Q8, una Audi A6 e una Audi Q8”.
Per ridurre drasticamente la contestazione iniziale Occhiuto si è fatto scudo della documentazione delle spese sostenute di tasca sua per manutenzione e benzina e delle parole di un testimone a lui favorevole: la guardia giurata in servizio presso la Giunta della Regione Calabria, Domenico Macrì. Occhiuto, difeso dagli avvocati Nicola Carratelli e Gianluca Tognozzi, non ha convinto del tutto la Procura che ha chiesto il giudizio. Sentito dal Fatto Occhiuto spiega: “Non ho ricevuto alcuna richiesta di rinvio a giudizio o citazione a giudizio. Se arriverà, dimostrerò davanti al giudice di non aver commesso alcun illecito: in questa vicenda mancano sia il fatto sia l’intenzione che configurano un reato. Un anno e mezzo fa, al primo avviso di garanzia della mia vita, mi sono dimesso e ho chiesto pubblicamente ai magistrati di controllare tutto. Se l’esito è una contestazione su un rimborso per l’auto di servizio, usata per ragioni di servizio, ognuno può trarre le conclusioni”.
Occhiuto è uno dei candidati per la leadership futura di Forza Italia. Questa contestazione non lo spaventa: “So che c’è chi spera di usare questa vicenda per fermarmi. Si sbaglia di grosso perché ho già dimostrato di avere coraggio e forza per continuare nel mio lavoro”.