Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  novembre 04 Mercoledì calendario

Allarme morbillo, un morto a New York. In Italia record europeo di contagi

Un bambino morto di morbillo nello Stato di New York, dove un fatto del genere non accadeva da oltre trent’anni. E l’Italia che, mentre negli Stati Uniti esplode la peggiore epidemia degli ultimi decenni, si ritrova in testa alla classifica europea dei contagi. Due facce della stessa emergenza, alimentata dal calo delle vaccinazioni contro una malattia che molti continuano a considerare un innocuo ricordo dell’infanzia. Il piccolo è morto nella contea rurale di Lewis, a 150 chilometri da Syracuse. E la governatrice Kathy Hochul punta il dito contro Washington, accusata di avere «eroso deliberatamente decenni di progressi» nella prevenzione delle malattie evitabili.
Negli Usa, secondo i Centers for Disease Control and Prevention, dal primo gennaio al 30 ottobre si contano 4.852 casi di morbillo, contro i 2.289 dell’intero 2025. L’11% dei malati è finito in ospedale e i decessi registrati nel bilancio sono tre. Un ritorno indietro per un Paese che nel 2000 aveva dichiarato eliminata la trasmissione endemica del virus, grazie alle vaccinazioni. Ora le coperture scese sotto la soglia di sicurezza del 95% hanno riaperto la porta al contagio.
E l’Italia non può certo guardare da lontano. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, nei dodici mesi conclusi a settembre il nostro Paese ha registrato 651 casi sui 2.325 notificati nei trenta Paesi dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo. In pratica il 28% del totale: siamo primi per numero assoluto di infezioni, davanti a Bulgaria, Romania, Spagna e Francia. Un primato che non equivale automaticamente al più alto tasso per abitante, ma segnala quanto il virus continui a circolare.
Già nei primi cinque mesi del 2026 il sistema di sorveglianza italiano aveva raccolto 609 segnalazioni, contro le 342 dello stesso periodo del 2025: un balzo del 78,1%. Di queste, 345 riguardavano giovani tra i 15 e i 39 anni. In Calabria le segnalazioni erano salite a 265, contro le 17 dell’anno precedente, in Campania a 100 contro 18. Dopo i 946 casi confermati del 2024 e i 497 del 2025, insomma, la tregua si è rivelata fragile.
La falla è soprattutto nei richiami vaccinali. Secondo i dati ministeriali relativi al 2024, la copertura nazionale con la prima dose di vaccino è del 94,77%, vicinissima al 95% raccomandato per frenare la trasmissione. Con la seconda, però, si scende all’84,45%. Nessuna regione raggiunge la soglia necessaria. E nell’ultimo anno in Europa, secondo l’Ecdc, il 71,8% dei contagiati non era vaccinato, mentre il 16,7% aveva ricevuto una sola dose.

«Politici irresponsabili, giornalisti cialtroni e medici criminali diffondono bugie sui vaccini che alimentano la diffidenza dei genitori. Alla fine di tutto questo ci scappa il morto, ed è sempre un bambino. Mi chiedo se si sentono in colpa». Così in un post Roberto Burioni, professore di Microbiologia e Virologia all’università Vita-Salute San Raffaele di Milano. Parole che riaccendono il dibattito sull’obbligo vaccinale e sulle sacche di popolazione rimaste senza protezione.
Il morbillo, del resto, è tra i virus più contagiosi: un malato può infettare in media da 12 a 18 persone suscettibili. Si trasmette anche prima che compaiano le macchie rosse e può provocare polmoniti, encefaliti e danni neurologici permanenti. Non è solo una questione di febbre ed esantema. Nei casi più gravi il virus colpisce polmoni o cervello: circa un bambino su venti può sviluppare una polmonite e uno su mille un’encefalite. Esiste anche una complicanza neurologica che può comparire anni dopo la guarigione. L’Oms stima che nel 2024 il morbillo abbia causato 95 mila morti nel mondo, soprattutto bambini sotto i cinque anni. Il paradosso è che sono decessi prevenibili: due dosi di vaccino garantiscono una protezione di circa il 97%. In Italia la prima viene somministrata a dodici mesi, la seconda a cinque anni. Chi ha saltato gli appuntamenti può recuperare la vaccinazione.
Il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha chiesto alle Regioni di rafforzare la sorveglianza e recuperare soprattutto i giovani adulti non vaccinati. Ma raggiungerli è difficile: sono persone spesso sane, lontane dagli ambulatori e poco consapevoli del rischio. Il vaccino è gratuito. E la morte di New York ricorda il prezzo che si può pagare quando si rinuncia a usarlo.