Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  novembre 04 Mercoledì calendario

Le storie travagliate delle tiare reali

Un sacco di tela grezza riempito di gioielli e portato oltre il confine in gran segreto, un aereo precipitato nelle nebbie del Belgio con una valigia blindata in stiva, un conto mai pagato e un piccolo imprevisto prima delle nozze. Se alcune corone portano con sé l’aura della felicità e della continuità dinastica, della ricchezza e del potere, altre sembrano accompagnate da destini irrequieti e raccontano storie di fughe, esili, incidenti e vendite clandestine.
L’oro dei Romanov e la tiara Vladimir nel sacco di tela
Nei secoli scorsi, la fine delle grandi dinastie europee ha più volte dato vita a fughe rocambolesche di cui sono stati protagonisti anche i gioielli. Ne è un esempio la tiara Vladimir, commissionata negli anni Ottanta dell’Ottocento dalla granduchessa Maria Pavlovna di Russia – membro della dinastia dei Romanov e grande collezionista –, che dopo la rivoluzione del 1917 ha rischiato di finire distrutta o requisita. A salvarla fu un amico di famiglia, l’antiquario e corriere diplomatico britannico Albert Stopford: si intrufolò nel Palazzo Vladimir, recuperò diversi preziosi – compresa la tiara – e li portò fuori dalla Russia in subbuglio nascondendoli in un sacco di tela. Arrivato a Londra, il diadema – composto da quindici cerchi intrecciati in diamanti, da cui pendono gocce di perle intercambiabili con smeraldi – fu acquistato dalla regina Mary. Più tardi divenne uno dei pezzi prediletti della nipote Elisabetta II.
Il pesante fardello della Strawberry Leaf Tiara
Commissionata nel 1861 dal principe consorte britannico Albert per la figlia Alice, sposa nella casata d’Assia e figlia della regina Vittoria, la Strawberry Leaf Tiara – caratterizzata da un motivo con foglie di fragola in diamanti – porta con sé un pesante e triste fardello. Era il 16 novembre 1937, infatti, quando un discendente della coppia, il granduca Georg Donatus d’Assia, sua moglie Cecilia di Grecia e Danimarca (cognata del principe Filippo di Edimburgo) e i figli piccoli persero la vita in un disastro aereo a Ostenda, in Belgio. Nell’impatto e nel successivo incendio che distrusse il velivolo, l’unica valigia che rimase intatta fu proprio quella che custodiva la tiara. Da allora, il pezzo è stato allontanato dalle scene pubbliche.
Il sangue sulla tiara di Vittoria Eugenia
Il 31 maggio 1906, in occasione delle nozze con il re Alfonso XIII di Spagna celebrate a Madrid, la principessa britannica Vittoria Eugenia di Battenberg indossò un imponente diadema di diamanti: la celebre tiara Fleurs-de-lis commissionata alla gioielleria reale Ansorena. La cerimonia però fu insanguinata da un attentato: una bomba lanciata contro il corteo nuziale uccise infatti decine di persone e ferì i presenti, macchiando di sangue anche la sposa. Sopravvissuto ai drammi della storia e tramandato nella dinastia, oggi il diadema fa parte della collezione dei Borbone di Spagna.
Lo scandalo e la frontiera: il diadema della Chata
Risale al 1868 uno dei gioielli più chiacchierati della corona spagnola: il diadema della Chata, commissionato da Isabella II di Spagna come dono di nozze per la figlia – l’infanta Isabella, nota appunto come “la Chata” – e realizzato dalla gioielleria Mellerio con motivi a conchiglia tempestati di diamanti, sette grandi perle a pera e dodici brillanti studiati per oscillare a ogni movimento. Pare infatti che la sovrana, avvezza a spese folli, non pagò mai il conto e che il contenzioso finì perfino nelle mani della giustizia che diede ragione ai gioiellieri. Ma c’è anche un altro aneddoto su questa tiara: risale al 1931, quando con la caduta della monarchia di Alfonso XIII, l’infanta Isabella lasciò la Spagna e, per evitarne il sequestro alla dogana, trasportò il diadema nascosto sotto la fodera di un cappello.
Il furto e la replica della tiara della regina Maud di Norvegia
Era febbraio del 1995 quando la famiglia reale norvegese affidò un prezioso diadema di perle e diamanti – appartenuto a Maud di Norvegia, figlia di Edoardo VII del Regno Unito e moglie di Haakon VII – alla storica maison londinese Garrard & Co. per un intervento di manutenzione. Un commando armato fece però irruzione nei locali, rubando la tiara e altri pezzi preziosi. Visto che il gioiello non fu mai ritrovato, per colmarne l’assenza la corte norvegese commissionò alla stessa gioielleria una replica che la regina Sonja indossa regolarmente dal 1996.
Il contrattempo della tiara nuziale di Elisabetta IIÈ solo un piccolo imprevisto, invece, quello di cui è stata protagonista la Queen Mary’s Fringe Tiara: il gioiello di diamanti, ispirato ai tradizionali copricapi russi, che la futura sovrana Elisabetta II indossò per le nozze con il principe Filippo il 20 novembre 1947, cinque anni prima di salire al trono. Quel giorno infatti, mentre le sistemavano il velo a pochissimi minuti dalla cerimonia, la montatura della tiara cedette spezzandosi. Un intervento d’urgenza risolse il problema, lasciando però un impercettibile spazio tra le barrette, visibile ancora oggi in alcune foto ufficiali.