repubblica.it, 4 novembre 2026
Lega, Salvini convoca il federale
Tutti convocati per venerdì. Da quanto apprende Repubblica, Matteo Salvini ha fissato per dopodomani il consiglio federale della Lega. Sono ore burrascose per il Carroccio. E così all’ordine del giorno del vertice del partito, non c’è solo il varo della nuova segreteria politica, che dovrà affiancare il vicepremier in vista delle Politiche, ma anche le tensioni sulla manovra. Nel mirino c’è da giorni il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, invitato a partecipare, al pari degli altri membri di governo, come Giuseppe Valditara, titolare dell’Istruzione, uno dei dicasteri che ha dovuto subire tagli.
Il malumore, però, è soprattutto nei confronti del responsabile del Tesoro. Salvini ha chiesto ripetutamente, nei vertici di maggioranza in cui si è discusso dell’ultima legge di bilancio della legislatura, di attivare quota 64 per le pensioni, per ridimensionare l’impatto della legge Fornero. Il testo finale della manovra licenziato da Giorgetti scontenta (e non poco) gli ex lumbard, perché il fondo per l’uscita anticipata è ritenuto insufficiente rispetto alle aspettative. “E agli impegni presi”, è il mantra dei salviniani. Lo stesso segretario ha cavalcato anche la protesta sulla scuola, dichiarando pubblicamente di non essere stato messo a parte della sforbiciata agli organici di prof e maestri.
Nel federale di dopodomani, Salvini proverà anche a chiudere la pratica segreteria. Un rebus ancora da risolvere, nelle prossime 48 ore. Luca Zaia, secondo i fedelissimi del vicepremier, entrerà in squadra. Più complicato invece l’ingresso di Massimo Garavaglia, lo sfidante al congresso straordinario del 25 ottobre: l’ex ministro del Turismo non vuole far parte dell’esecutivo del partito, se subito dopo sarà silurato il capogruppo al Senato, Massimiliano Romeo, suo grande sponsor durante le assise. Salvini conosce i mal di pancia, ma non sembra crucciarsi troppo: “Non devo convincere nessuno”.
Romeo, si diceva. Come raccontato l’altro ieri da Repubblica, dopo il congresso, Salvini ha deciso di accelerare per la sua rimozione. È così oggi è partita l’annunciata raccolta firme per chiedere la sfiducia dal suo ruolo di capogruppo. Garavaglia punge: “Ne prendo atto con rammarico, evidentemente non c’è la volontà di unire come mi sembrava fosse emerso dal congresso, ma di spaccare tutto e allargare il divario di posizioni nel partito – dice all’Ansa – A me basta questo. Per regolamento, dovrebbe esserci una assemblea di gruppo. Vedremo, chi deciderà ci spiegherà le motivazioni”. L’idea è di portare la questione direttamente nel federale, per protocollare la richiesta di “discontinuità” ai vertici del gruppo a Palazzo Madama. Romeo ha dalla sua una minoranza di 4 senatori su 29. Infatti in 25 hanno firmato per l’avvicendamento. Dunque le sue chance di resistere sono poche.