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 2026  novembre 04 Mercoledì calendario

Crans-Montana, la Svizzera: “Pagheremo le fatture dei feriti italiani”

Paga la Svizzera. Le fatture per le cure dei ragazzi italiani feriti nella strage del Constellation saranno prese in carico dalla Confederazione elvetica e non inviate all’Italia. Il caso, sollevato da Repubblica, aveva scatenato polemiche e attriti fra i due governi.
“Decisione a titolo eccezionale. Informata la premier Meloni”
Ora, in un comunicato ufficiale, si legge: “Dopo varie discussioni tra l’Italia e la Svizzera, il Consiglio federale ha deciso, in occasione della sua seduta del 4 novembre 2026, di rinunciare a titolo eccezionale al rimborso di queste spese mediche, che ammontano a circa 1,5 milioni di franchi”. Il presidente della Confederazione Guy Parmelin ha informato della decisione la presidente del Consiglio dei ministri italiano Giorgia Meloni.
“Coscienti dell’immenso dolore che grava sulle famiglie”
Nel comunicato si fa riferimento alle “dodici vittime assicurate in Italia” e curate in Svizzera prima di essere trasferite nel nostro Paese. Gli accordi, si sottolinea, prevedono “che in linea di principio ogni Paese si faccia carico delle spese”, ma prevede anche “la possibilità per gli Stati di derogare a questo meccanismo”. Da qui la rinuncia alla somma. “Il Governo svizzero è pienamente cosciente dell’immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle sequele delle gravi ferite subite. Subito dopo il rogo, la Svizzera ha beneficiato di un aiuto rapido, senza burocrazia e gratuito da parte dell’Italia e di diversi Paesi europei per la cura o il trasporto all’estero dei feriti”. Dunque, “la decisione di rinunciare al rimborso di queste spese mediche si inserisce in un’ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine della Svizzera per la solidarietà ricevuta”.
Meloni: “Sono felice, nessun onere sulle famiglie e sull’Italia”
“Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia”, dice la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti, che affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco. Ringrazio il Presidente Parmelin per la sensibilità dimostrata”. Per il ministro degli Esteri Antonio Tajani è “un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente”. Anche l’ex ambasciatore italiano a Berna, Gian Lorenzo Cornado, ora rappresentate delle famiglie italiane nella fondazione Beloved, esprime “viva soddisfazione”.
Quelle fatture inviate ai feriti
La vicenda dei dodici ragazzi italiani curati in Svizzera, e dei relativi conti da saldare, ha creato uno scontro diplomatico. Il nodo non si limitava a una cifra da saldare. Perché dietro a ogni euro c’è una storia, un ragazzo ferito nell’incendio che, da quanto emerso finora, è stato provocato per colpa e negligenza: dai mancati controlli per sei anni alle falle nella sicurezza al Constellation. Era fine aprile quando diverse famiglie si sono viste recapitare copia dei conti delle spese sanitarie legate all’incendio. Lettere con cifre esorbitanti, anche per poche ore trascorse in ospedale. Come quella da quasi 67 mila franchi, fra le prime a essere recapitate a Umberto Marcucci, papà di Manfredi, che all’ospedale di Sion ci era stato per meno di quindici ore.
"Una richiesta ignobile”
“Una richiesta ignobile – la bollò la premier Giorgia Meloni – che sarà respinta”. L’invio delle fatture fu congelato dalla Svizzera. Fino alla promessa di Parlmelin nel trovare “una soluzione accettabile” e agli incontri con il presidente Mattarella e il ministro degli Esteri Tajani. Fonti diplomatiche avevano spiegato a Repubblica che la Svizzera avrebbe potrebbe optato per la scelta di farsi carico delle spese nell’ottica di quello che veniva definito un “pragmatismo umano”.
La reazione delle famiglie: “Ora più fiducia verso il futuro”
"Siamo soddisfatti – il commento di Marcucci – è stato fatto un lavoro diplomatico e politico molto positivo, sicuramente da qui si può ripartire per trattare tutto il tema relativo ai risarcimenti dei ragazzi che sono rimasti feriti”. Dopo questa decisione “c’è sicuramente una maggiore fiducia verso il futuro”. Fabrizio Ventimiglia, legale di Sofia Donadio, ferita nel rogo, parla di “una decisione giusta e attesa, coerente con la solidarietà dimostrata dall’Italia fin dalle prime ore. Un segnale importante di attenzione alle vittime. Per Sofia e per gli altri ragazzi, però, il percorso di cura continua. Servono certezze sull’assistenza futura, risarcimenti adeguati e tempestivi e un pieno accertamento delle responsabilità”. La rinuncia ai rimborsi “è un buon inizio, il nostro auspicio è che il Governo italiano e quello svizzero riprendano un dialogo perché è importante poter portare avanti quelle che sono le prospettive di ulteriori costi e risarcimenti relativi a tutte le persone offese del processo, in modo particolare alle parti civili”, dice Alfredo Zampogna che insieme al collega Vinicio Nardo assiste la famiglia di Chiara Costanzo, morta a 16 anni nel rogo del Constellation.