corriere.it, 4 novembre 2026
Fossili non denunciati, a processo il fondatore del museo «Dolomythos»: 700 reperti sequestrati
Si è aperto ieri (3 novembre), davanti al giudice David Cognolato, il processo a carico di Michael Wachtler, ricercatore e fondatore del museo «Dolomythos» di San Candido dove, nel 2022, dopo la denuncia sporta dal Museo di scienze naturali dell’Alto Adige, i carabinieri del Nucleo tutela beni artistici e culturali di Udine avevano sequestrato circa 700 reperti archeologici. La Procura ne contesta la mancata denuncia, anche se la difesa, affidata agli avvocati Paride D’Abbiero e Veronica Holzer, ha sollevato dubbi sulla formulazione del capo d’imputazione. La prossima udienza è in programma il 2 marzo, quando verrà sentito Benno Baumgartner, geologo del Museo di scienze naturali.
I precedenti
Autore, imprenditore e appassionato, Wachtler ha costruito il museo attorno alla sua scoperta principale, la «Megachirella Wachtleri», che lui stesso presenta come «la stele di Rosetta dei fossili». Non è la prima volta che finisce nel mirino della Procura per la sua attività di ricerca. Nel 2010, nel museo dell’alta Pusteria erano state sequestrate due uova fossili di dinosauro provenienti dalla Romania. Gli accertamenti successivi avevano portato a riscontrare la presenza di oltre 4 mila reperti paleontologici il cui ritrovamento, nel parco naturale Fanes-Sennes-Braies, non era stato denunciato alle autorità competenti: per questo, Wachtler era stato condannato in via definitiva a otto mesi. Successivamente, la Provincia aveva avanzato una richiesta di risarcimento danni da 303 mila euro.
Nell’ambito del procedimento sul «Wachtlerosaurus ladinicus», il piccolo sauro completo scoperto dal team del museo e poi esposto a San Candido, descritto per la prima volta dal ricercatore Thomas Perner, il ricercatore pusterese era stato assolto.