Corriere della Sera, 4 novembre 2026
Oltre 100 occupazioni in tutta Italia
Motorini che sfrecciano nella palestra appena ristrutturata dell’Istituto alberghiero Rossini di Napoli: le foto circolano in rete, postate dagli studenti che hanno assistito all’assurda gara. Una montagna di banchi e tavoli ridotti a detriti nell’aula magna ha reso inagibile il Ferrari-Hertz a Roma: il conto dei danni si aggira sui 250 mila euro. A Pisa la Provincia, proprietaria delle mura del Pacinotti, del Santoni e del Fascetti, ha stimato che per riaprire dopo le occupazioni servono lavori di ripristino tra i 60 e i 70 mila euro. Allo Striano Giordani, istituto professionale di Fuorigrotta a Napoli, la preside ha chiamato i carabinieri per fare i conti e risalire ai responsabili della devastazione.
«Ormai in tutta Italia i danni arrecati durante le occupazioni ammontano a qualche milione di euro», è la stima del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara, «indignato e arrabbiato» per quello che è successo a Roma: «Abbiamo investito dal 2022 a oggi circa 5 miliardi di euro di fondi nazionali e altri 10 miliardi di euro di fondi Pnrr. Credo che dobbiamo affermare un principio: chi rompe paga».
A vedere l’elenco delle scuole occupate che si allunga di ora in ora le misure per scoraggiare gli studenti – dai brutti voti in condotta che incidono sul profitto al risarcimento a carico delle famiglie – non sono servite a scoraggiare le proteste e neppure i vandali. Va detto che non tutte le occupazioni finiscono con danni da migliaia di euro e scuole distrutte. Solo a Roma ieri sono state occupate entrambe le sedi del liceo scientifico Righi, il Russell, l’Augusto e il Caravillani e il Pinturicchio.
Le prime occupazioni erano cominciate intorno al 7 ottobre, da qualche giorno è in corso una seconda ondata. Sono oltre cento in tutta Italia secondo un calcolo approssimativo. Milano, Firenze, Genova, Rimini: lezioni sospese fino a nuovo aggiornamento, si legge nelle bacheche online. Le ragioni delle occupazioni sono diverse: innanzitutto i tagli alla scuola e lo smantellamento dei servizi, il carovita e la difesa del diritto allo studio. Ma ci sono anche le proteste contro la guerra e contro il decreto Scuola e il tetto agli studenti stranieri. Difficile dire se alla fine il conto sarà più salato rispetto agli scorsi anni: certo è che le autogestioni che avevano caratterizzato la stagione pre Covid sono ormai un ricordo. Le manifestazioni di piazza e il clima incandescente degli ultimi weekend non hanno aiutato a rendere la situazione meno problematica.
A Torino, dove le scuole occupate sono una dozzina, la prefettura teme le infiltrazioni, dopo i danneggiamenti in due istituti, che potrebbero essere stati causati da «soggetti estranei al mondo della scuola i quali, infiltrandosi, hanno lo scopo di strumentalizzare le proteste degli studenti e danneggiare gli arredi e le strumentazioni degli istituti stessi». A Rimini nella notte di Halloween una quarantina di ragazzi, probabilmente minorenni, ha preso d’assalto la scuola media Pazzini, rompendo vetrate, svuotando estintori e vandalizzando i laboratori: le occupazioni in questo caso non c’entrano ma la scuola è distrutta.