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 2026  novembre 03 Martedì calendario

Salvini critica la manovra, polemiche nella Maggioranza

La scuola, le pensioni, la sanità. Matteo Salvini se la prende praticamente con l’intero impianto della legge di Bilancio votata dal Consiglio dei ministri, dove siede, e provoca reazioni in tutto l’arco parlamentare. Non solo quelle – fisiologiche – delle opposizioni, ma anche da parte della maggioranza. Ora il leader della Lega, vicepremier e ministro dei Trasporti, sostiene che il suo partito avanzerà proposte di modifica e sostiene di “non condividere” né i tagli all’istruzione né le scarse risorse per la sanità pubblica. Anzi, il Carroccio fa sapere che i suoi tecnici e parlamentari sono al lavoro per individuare le risorse necessarie a evitare la riduzione degli organici nel mondo della scuola. Un malcontento generalizzato, esternato anche in maniera molto netta e pesante, che arriva fino al superamento della legge Fornero: “Come io rispetto gli altri, conto che tutti rispettino quella che è la priorità della Lega”, avvisa.
Parole che hanno portato Fratelli d’Italia a rimettere i puntini sulle “i”, attraverso il responsabile economico del partito e presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato: “Ha ragione… il rispetto dei patti è sacro e in questo caso i patti sono sanciti nella legge di Bilancio”. Una sorta di pietra tombale sulle rivendicazioni di Salvini. “Il Parlamento è eletto dagli italiani apposta per migliorare qualcosa che eventualmente dovesse essere migliorato sulla scuola, sulla sanità, sulle pensioni”, aveva detto il vicepremier. “Noi come Lega ci stiamo già preparando, dicendo anche dove prendiamo i soldi, evidentemente. Quindi sono convinto che sia un momento in cui occorre essere cauti, attenti e investire laddove va investito”, era stato il commento iniziale, quasi a scavare un solco dalle norme previste in manovra, nonostante il ministro all’Economia sia il leghista Giancarlo Giorgetti. Quindi era partito a razzo sulla sanità: “Non condivido quelli che mettono in competizione la sanità pubblica con l’accreditato. Il modello lombardo è un esempio di dove pubblico e privato insieme possono tagliare le liste d’attesa e possono offrire più prestazioni”. Questo, aveva aggiunto, “vale anche nella scuola”. Altro argomento sul quale “ragionare”, ha sostenuto Salvini: “Come Lega qualche proposta la faremo”, ha anticipato. Per poi strappare del tutto, rispondendo a chi gli ha chiesto se si aspettava la sforbiciata: “No, io non ne sapevo niente”. L’affondo finale, invece, lo aveva dedicato al cavallo di battaglia del suo partito, l’addio alla legge Fornero.
“Dico agli amici della maggioranza, col totale rispetto per tutti gli interventi che ci sono in manovra, il taglio dell’Irpef, l’aumento della flat tax per le partite Iva, il fondo per l’uscita in anticipo rispetto a quanto previsto dalla Fornero è un fondo per arrivare a quota 64″, ha insistito. “Siccome leggo cose varie ed eventuali, l’uscita anticipata per chi vorrà è una scelta, non è un obbligo – aggiunge – Per chi vorrà andare in pensione a 64 anni dal 2027 il fondo per la previdenza per quello è stato disegnato, non per altro – ha concluso – Quindi come io rispetto gli altri, conto che tutti rispettino quella che è la priorità della Lega, che è il superamento della legge Fornero, che è quota 64 a partire già dal prossimo anno”. A sostegno di Salvini interviene il sottosegretario leghista al Lavoro Claudio Durigon, rispondendo ai meloniani: “Osnato non si preoccupi, facciamo le cose che servono al Paese, e che abbiamo sottoscritto nel programma del 2022, come la flessibilità in uscita”. Quello di cui discutiamo “è un obiettivo storico della Lega, tanto è vero che non abbiamo votato la legge Fornero, ma tutte le norme che hanno dato ristoro a questa nefasta legge, come per esempio quota 100”, dice all’agenzia AdnKronos.
Gli attacchi del vicepremier anno mandato in sollucchero le minoranze. “Ma come in conferenza stampa era la manovra delle meraviglie e adesso man mano ogni giorno che passa scopriamo che non hanno letto bene, non sanno quello che hanno approvato?”, dice Giuseppe Conte in un video sui social. “Ci stanno prendendo in giro? Il governo annuncia fantomatici record sulla sanità e poi scopriamo dalle regioni di centrodestra” che si lamentano dei tagli. “Sulla scuola scopriamo che in manovra c’è un taglio di 7000 posti tra docenti e persone Ata e poi si sveglia Salvini e dice che dei tagli alla scuola non sapevano nulla. E lui dov’era? E ancora, sempre Salvini: ‘Abbiamo superato la legge Fornero, in pensione a 64 anni’. Ma un attimo dopo Fratelli d’Italia: ‘la Fornero non è affatto superata’. Ci stanno prendendo in giro, stanno giocando con le difficoltà economiche delle famiglie che sono in difficoltà”.
Angelo Bonelli di Avs si è invece chiesto se “Salvini dorme durante le riunioni del Consiglio dei ministri” e ha parlato di un “governo di inetti che ha approvato una vera e propria rapina sociale ai danni degli italiani e ora fa finta di non sapere nulla”. Di “commedia dell’assurdo” si tratta secondo il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia. “Il vicepresidente del Consiglio: ‘Io non c’ero e se c’ero dormivo’. Ma accompagnarlo alla porta?”, provoca Carlo Calenda su X taggando la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Caustico anche il vicepresidente 5 Stelle Stefano Patuanelli: “La Lega lavora per arginare la Lega. Salvini ha votato la manovra ma non ne sapeva nulla (quindi cosa ha votato?). Ora la Lega dice che è al lavoro per ridurre i tagli alla scuola (e le pensioni?). Tagli previsti da Giorgetti (della Lega) e da Meloni. E Durigon si è dimesso?”, scrive sui social.