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 2026  novembre 03 Martedì calendario

In Polonia tremila soldati da undici Paesi. I Volenterosi testano l’esercito Ue

Un contingente multinazionale composto da 2.800 soldati provenienti da 11 diversi Paesi, guidati da un tenente generale britannico, con mezzi terrestri e aerei, oltre ad asset navali impiegati per preparare lo sminamento del Mar Nero. Sono i connotati dell’esercitazione “Koalicja”, che prenderà il via il prossimo 9 novembre e si svolgerà principalmente in Polonia, ma anche nel Mar Nero e nello spazio aereo romeno. È il primo vero test operativo per la “Multinational Force Ukraine” (Mnf-U), questa specie di esercito europeo che, quando la guerra sarà finita, verrà schierato boots on the ground in Ucraina con il compito di difenderla da future invasioni. Uno sguardo in avanti, mentre il presente è fatto di raid e stragi, come quella di ieri a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia, in una scuola usata come rifugio: almeno 24 le vittime.
Mentre la diplomazia si prepara a un nuovo round negoziale con i colloqui in programma ad Abu Dhabi, la coalizione dei Volenterosi schiera per la prima volta il suo braccio militare. La Mnf-U rappresenta una rete di salvataggio che viene offerta a Kiev come alternativa all’articolo 5 della Nato, visto che l’Ucraina non potrà entrare a far parte dell’Alleanza atlantica. Non solo: il contingente avrà anche il compito di assistere l’esercito ucraino. Si tratta di un progetto politico-militare tutto europeo che, per funzionare, dovrà avere la garanzia di una “copertura” americana, seppur nelle retrovie. Non è ancora noto quanti uomini verranno schierati, ma di certo saranno molti più dei 2.800 coinvolti nel test in Polonia. Probabilmente dieci volte tanto.
L’esercitazione che partirà la prossima settimana rappresenta la messa a terra del piano al quale hanno lavorato negli ultimi anni soprattutto il presidente francese, Emmanuel Macron, e i primi ministri britannici, prima Keir Starmer e ora Andy Burnham, in collaborazione con gli altri leader Volenterosi. Il prossimo vertice dovrebbe tenersi verso metà novembre a Berlino per coordinare l’assistenza militare e finanziaria all’Ucraina, dopo che Volodymyr Zelensky ha chiesto 70 miliardi di euro per il 2027.
In totale, i Paesi che fanno parte del gruppo dei Volenterosi sono 37, di cui soltanto undici però parteciperanno con i propri militari all’esercitazione (e con ogni probabilità anche alla forza multinazionale vera e propria che sarà schierata sul campo). L’Italia, da sempre scettica sull’invio di soldati in Ucraina, non è tra questi. Nell’elenco degli Stati partecipanti all’esercitazione, oltre a Francia e Regno Unito, figurano infatti il Belgio, l’Estonia, la Germania, la Lituania, i Paesi Bassi, la Polonia, la Spagna, la Svezia e la Turchia.
I dettagli dell’esercitazione verranno presentati soltanto oggi, ma – secondo quanto si apprende dal ministero della Difesa britannico – l’esercito di Londra contribuirà con 300 uomini e schiererà i soldati della Settima divisione corazzata, i cosiddetti “Topi del deserto”, per le attività di supporto logistico. La Royal Air Force (Raf) metterà invece a disposizione i suoi Typhoon e un aereo da rifornimento Voyager. «Questa esercitazione mostra che il Regno Unito si sta facendo avanti, insieme alla Francia e ai nostri alleati, per prepararsi al giorno in cui arriverà la pace in Ucraina – spiega Wes Streeting, segretario alla Difesa britannico –. Non si tratta di un piano ipotetico: è una vera forza, pronta ad aiutare l’Ucraina una volta cessati i combattimenti». Il ministero della Difesa di Londra precisa che il contingente, una volta dispiegato sul terreno, non svolgerà compiti di peacekeeping né di monitoraggio di un eventuale cessate il fuoco. Oltre alle componenti terrestri e aeree, l’esercitazione riguarderà anche la sfera marittima. Le forze armate turche se ne occuperanno da Istanbul, dove verranno testate le procedure per lo sminamento marittimo in modo da garantire il ripristino della sicurezza nei porti ucraini per il traffico commerciale.
Intanto, con un’iniziativa separata, la polizia polacca ha istituito una task force antiterrorismo con l’esercito, le guardie di frontiera e le forze speciali per «mettere in sicurezza» le province che si trovano nella parte nordorientale del Paese, al confine con l’exclave russa di Kaliningrad. L’operazione è stata lanciata in seguito agli avvertimenti dell’intelligence di Varsavia su possibili atti di sabotaggio o addirittura incursioni di gruppi armati.