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 2026  novembre 03 Martedì calendario

Garlasco, la procura chiede il processo per Andrea Sempio

Nessuna sorpresa e tempi, tutto sommato, rapidi. La Procura di Pavia ha chiesto il processo per Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco. Delitto per cui è stato condannato in via definitiva a 16 anni, con sentenza pronunciata dalla Cassazione il 12 dicembre 2015, Alberto Stasi, il fidanzato della vittima. La richiesta di rinvio a giudizio dovrà essere valutata da un gup, dopo la fissazione dell’udienza preliminare. “La procura di Pavia, valutati anche gli atti da ultimo depositati dalla difesa dell’indagato, ha richiesto in data odierna il rinvio a giudizio di Andrea Sempio davanti al tribunale di Pavia”, è il secco annuncio che si legge nella nota del procuratore capo Fabio Napoleone.
Gli inquirenti, nel chiedere il processo per il 38enne Sempio, hanno confermato le due aggravanti già contestate con i due avvisi di conclusione dell’indagine: l’aver “agito con crudeltà verso la vittima in considerazione dell’efferatezza dell’azione omicidiaria per il numero e l’entità delle ferite inferte alle vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto” e l’"aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all’odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale”. Aggravanti nuovamente scolpite nel capo di imputazione inoltrato al gup e che – in caso di condanna – potrebbero costare all’amico di Marco Poggi, fratello della vittima, la pena dell’ergastolo.
Omicidio di Chiara Poggi, la ricostruzione della procura
Prosegue la nota di Napoleone: “In particolare, dopo un’iniziale colluttazione, colpiva reiteratamente la vittima con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina e, dopo che la parte offesa provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana e in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra, cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso”.
Sempio: “Sarà dimostrata la mia innocenza”
Andrea Sempio è “pronto ad affrontare anche questa fase del procedimento davanti al gup” ed è “convinto che sarà dimostrata” la sua “innocenza”, come fanno sapere i suoi legali. “Non c’è nulla di nuovo o inatteso, siamo assolutamente pronti a fronteggiare questa imputazione”, spiega l’avvocato Liborio Cataliotti, ai microfoni di Dentro la notizia. “L’imputazione mi sembra articolata secondo quelle che erano le aspettative, certo non rosee ma assolutamente attese, perché si parla di una imputazione che corrisponde al reato e alle aggravanti della fine delle indagini e, quanto alla dinamica, alle ipotesi ricostruttive”. “L’imputazione è conforme a quelle che erano le nostre previsioni. Attenderemo decisione del gup”, ribadisce la sua collega Angela Taccia. Non è ancora nota la data dell’udienza: “In ipotesi potrebbe celebrarsi anche entro fine anno – teorizza Cataliotti – ma essendo mastodontico il fascicolo penso che il gup necessiterà di tempo per studiarlo come ne abbiamo abbisognato noi”.
Nordio: “Comprendo il disagio dei protagonisti”
Sull’argomento interviene anche il Guardasigilli Carlo Nordio. “Non posso commentare le decisioni della magistratura, che è autonoma e indipendente; posso dire che a distanza di tanti anni, come potrebbe accadere per il caso di Pasolini che ho visto viene riaperto, è molto difficile recuperare tutte le prove che si sarebbero potute, forse dovute, ottenere subito. Comunque rispettiamo ovviamente le decisioni della magistratura”. Il ministro di Grazia e Giustizia, non nuovo a commenti sulla vicenda Garlasco, va oltre con riferimento ad Andrea Sempio e Alberto Stasi: “Possiamo anche capire il disagio però di entrambi i protagonisti: una persona che è stata condannata e ha espiato parecchi anni di prigione per una cosa per la quale invece oggi viene imputata una persona diversa a distanza di tanto tempo”.