corriere.it, 3 novembre 2026
MediaWorld ai cinesi di JD.com, via libera Ue (condizionato)
MediaWorld finisce nell’orbita cinese dopo il via libera della Commissione europea all’acquisizione della tedesca Ceconomy, proprietaria anche delle catene MediaMarkt e Saturn, da parte di JD.com, uno dei giganti dell’e-commerce cinese. Un’operazione da 2,2 miliardi di euro, annunciata nel luglio 2025, che apre al gruppo asiatico le porte di una delle maggiori reti europee di elettronica di consumo. Ma Bruxelles ha imposto condizioni precise per impedire che i sussidi pubblici ricevuti in Cina si trasformino in un vantaggio sleale sui concorrenti europei.
Il via libera arriva dopo mesi di indagini condotte nell’ambito del regolamento europeo sulle sovvenzioni estere. La Commissione ha accertato che JD.com ha beneficiato di finanziamenti agevolati, incentivi fiscali e contributi pubblici cinesi, potenzialmente in grado di alterare la concorrenza nel mercato unico. L’antitrust europeo ha esaminato anche il sospetto che questi aiuti abbiano consentito al gruppo di offrire un prezzo più elevato per Ceconomy. Ma il rischio individuato da Bruxelles riguarda soprattutto il futuro: le risorse e le tecnologie sviluppate grazie ai sussidi potrebbero permettere alla nuova proprietà di praticare prezzi particolarmente aggressivi, mettendo in difficoltà gli altri operatori.
A preoccupare i concorrenti europei, però, non sono soltanto i prezzi. Ceconomy controlla una rete di 1.068 negozi in undici Paesi, di cui 153 in Italia. Per i produttori italiani ed europei di elettrodomestici, il timore è che una distribuzione controllata da un gruppo cinese possa finire per privilegiare i marchi della stessa provenienza, offrendo loro maggiore spazio sugli scaffali e visibilità sulle piattaforme online. Una preoccupazione industriale che si aggiunge al rischio di una concorrenza sempre più aggressiva sui prezzi, già sollevato dalle catene rivali quando Bruxelles aveva aperto l’indagine.
Per questo la Commissione ha subordinato l’autorizzazione a tre impegni precisi: i finanziamenti e le operazioni tra JD.com e Ceconomy dovranno avvenire a condizioni di mercato; i servizi logistici e di magazzino del gruppo cinese dovranno essere offerti anche agli altri rivenditori alle stesse condizioni riservate a Ceconomy; lo stesso principio varrà per i servizi tecnologici. Gli impegni dureranno dieci anni e il loro rispetto sarà controllato da un organismo indipendente sotto la supervisione di Bruxelles.
L’acquisizione ha una portata che va oltre il mercato italiano. Ceconomy è infatti anche il secondo azionista della francese Fnac Darty, a sua volta al centro di un’offerta pubblica d’acquisto da parte di EP Group, riconducibile al miliardario ceco Daniel Křetínský, già autorizzata dalla Commissione europea e destinata a chiudersi il 9 novembre. Per JD.com, quotata al Nasdaq e a Hong Kong, l’operazione rappresenta invece un passo importante nell’espansione internazionale, mentre in patria i consumi rallentano e la guerra dei prezzi tra le piattaforme dell’e-commerce comprime i margini.
È proprio questo il punti: JD.com cerca in Europa nuove opportunità per sottrarsi alla concorrenza feroce del mercato cinese, ma Bruxelles teme che possa trasferire quella stessa guerra dei prezzi nel mercato europeo, contando su risorse e infrastrutture sostenute dagli aiuti pubblici. Il via libera è arrivato, ma a condizioni destinate a pesare per il prossimo decennio.