Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2026  novembre 03 Martedì calendario

I Benetton vendono i latifondi argentini comprati per la lana dei maglioni

I Benetton vendono le sconfinate tenute argentine comprate 35 anni fa. È un altro segno della svolta radicale che attraversa il gruppo di Ponzano Veneto e Benetton group, il nucleo originario nella moda che ha dato origine l’impero di partecipazioni raccolto sotto il controllo della holding Edizione, la vendita, l’altro ieri, dell’enorme Estancia da 920 mila ettari, formata da sei grandi proprietà, tra la Patagonia e la parte sud della provincia di Buenos Aires, che era stata acquistata nel 1991.

Un’operazione voluta all’apice delle fortune del gruppo dell’abbigliamento trevigiano, costata, dicevano le cronache dell’epoca, 50 milioni di euro, che aveva trasformato i Benetton nei primi proprietari terrieri dell’Argentina. Alla base c’era innanzitutto il progetto industriale di costruire una filiera produttiva integrata, fin dalla produzione della lana, insediata su un patrimonio di proprietà su cui vengono allevati 300 mila capi di bestiame (260 mila ovini e 22 mila bovini), per una produzione di lana intorno al milione di chili l’anno, ma su cui si sviluppano anche coltivazioni agricole – dal mais, alla soja al girasole – e produzioni forestali, che Edizione, la holding dei Benetton, deteneva attraverso le due società Compañía de Tierras Sud Argentino e Ganadera Cóndor.
La vicenda si era incrociata, all’inizio del nuovo millennio, con le rivendicazioni del possesso storico e ancestrale su quelle terre degli indios Mapuche, che ne chiedevano la restituzione, tra proteste, occupazioni e sgomberi. Ne era nato a un certo punto un dialogo diretto tra il patron di United Colors, Luciano Benetton, e il Nobel per la pace argentino Adolfo Perez Esquivel, intorno a progetti di restituzione alle popolazioni locali di unità produttive di migliaia di ettari. Flash del passato. Inserita già nel 2022, con il nuovo corso di Edizione della seconda generazione guidata da Alessandro Benetton, tra gli asset patrimoniali non core, con una Benetton group ormai ridimensionata, che ha chiuso la produzione diretta dell’abbigliamento, le due società che detenevano la sconfinata proprietà sono state ora vendute a un gruppo di soci argentini del gigante agroaindustriale locale Adecoagro. 

Scelto, dopo una selezione durata alcuni mesi, che cercava un acquirente locale, capace di rilevare la totalità degli asset e garantire la continuità occupazionale sul territorio. Non si conosce l’ammontare complessivo dell’operazione ma, secondo quanto riportano diversi siti specializzati locali, si tratta della «compravendita immobiliare dell’anno» nel settore rurale, il cui valore potrebbe aggirarsi nell’ordine di alcune centinaia di milioni di euro.