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 2026  novembre 02 Lunedì calendario

Nuovo falso allarme bomba inviato a 271 scuole

"Siamo il corpo delle guardie della Rivoluzione islamica. Abbiamo appena lasciato un sacchetto di plastica contenente esplosivo con un detonatore a distanza. Lo attiveremo tra un’ora”. È la mail che questa mattina ha fatto scattare l’allarme in 271 scuole italiane. Un messaggio inviato contemporaneamente a diversi istituti, con la minaccia di un attentato imminente e un conto alla rovescia di sessanta minuti. “Dopodiché, i sopravvissuti saranno uccisi a coltellate. L’ordigno esplosivo è stato realizzato con cura e contiene anche nitrato di ammonio (Anfo)”.
Tra le otto scuole romane raggiunte dall’intimidazione, sulla quale sono in corso gli accertamenti della polizia postale, c’è anche l’istituto comprensivo Cagliero di largo Volumnia, che comprende anche la scuola Gianni Rodari.
La mail è arrivata alle 10.15 e subito sono stati messi in sicurezza gli studenti. “L’abbiamo letta in tempo reale – racconta la dirigente scolastica, Anna Fucile – e avevamo un’ora per evacuare i plessi, in tutto cinque. Per un momento ho pensato potesse essere uno scherzo di cattivissimo gusto, ma non avrei mai potuto far finta di nulla”. È così che è scattato il piano di evacuazione per circa duemila bambini, tra i 1.200 alunni dell’istituto e quelli degli altri plessi, compresi i bambini con disabilità e quelli della scuola dell’infanzia comunale.
A rendere ancora più inquietante la minaccia erano i dettagli contenuti nella mail. “Per uccidere il maggior numero possibile di persone, abbiamo inserito nel corpo dell’ordigno numerosi frammenti metallici che, dopo la detonazione, mutileranno i sopravvissuti. Per dimostrare che non si tratta di uno scherzo, proprio ora faremo esplodere l’ordigno a bordo del volo Ryanair numero FR4438, in volo dalla Lettonia all’aeroporto di Roma. Verrà fatto esplodere in volo. L’ordigno è risultato così potente che ucciderà sicuramente decine di persone. Buona fortuna”.
Di fronte alle minacce, la dirigente, psicologa clinica, ha quindi organizzato l’evacuazione, facendo uscire per primi i più piccoli e i bambini più fragili, anche con il supporto della polizia locale. La destinazione scelta è stata Villa Lais. “C’è un’agorà e gli insegnanti avrebbero potuto contenere i bambini più facilmente”, spiega Fucile, che ha escluso fin dall’inizio l’ipotesi di utilizzare i cortili delle scuole: “Sarebbero stati troppo vicini agli edifici”.
Mentre i bambini uscivano sotto la pioggia, in fila e ordinati, la preside ha contattato le forze dell’ordine e la polizia postale. “Grazie a dei progetti che abbiamo fatto in passato, con molti di loro abbiamo dei contatti diretti e in una situazione d’emergenza come questa è stato fondamentale”. Alle 11 erano tutti fuori. Quarantacinque minuti di paura, con un’ora a disposizione per mettere al sicuro gli alunni. “D’altronde ci avevano dato un’ora di tempo”.
Subito dopo è partita la comunicazione alle famiglie. “Ho invitato tutti a mantenere la calma, spiegando che i bambini erano ormai al sicuro”. Alle 11.15, però, non è successo nulla. Sul posto sono comunque arrivati gli artificieri, insieme ai cani addestrati per la ricerca di esplosivi, che hanno iniziato a setacciare i plessi. Nell’edificio intitolato a Rodari, racconta la dirigente, è stata trovata aperta una stanza che normalmente dovrebbe restare chiusa: “È quella che contiene tutte le chiavi dell’istituto”. Un elemento sul quale saranno necessari ulteriori approfondimenti..
Non è la prima volta che le scuole italiane ricevono minacce di questo tipo. Già lo scorso 19 ottobre erano arrivate comunicazioni analoghe a decine di istituti. L’oggetto della mail era “La morte è vicina”. Anche in quel caso, il messaggio. proveniente da un account saudita, era stato scritto in italiano e inviato contemporaneamente a più scuole, annunciava una serie di attacchi terroristici: “Nell’edificio è stato collocato un ordigno esplosivo contenente nitrato d’ammonio (Anfo). Oggi, con il permesso di Allah, condurremo una serie di attacchi terroristici pianificati sul territorio nazionale. Ciò che proverete oggi è solo l’inizio”.
Tra gli istituti raggiunti dalle comunicazioni figuravano l’IIS “Via Silvestri 301” e l’IC “Piazza De Cupis”, a Roma, e l’IIS “Paolo Borsellino e Giovanni Falcone” di Zagarolo, in provincia di Roma. Il messaggio si concludeva con un’ulteriore minaccia, accompagnata dall’invocazione “Allah Akbar": “Un giorno, il vostro governo cederà il potere e verrà instaurata la Sharia!”.