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 2026  novembre 02 Lunedì calendario

La «guerra degli emù» in Australia: quando l’esercito sfidò gli animali (e perse)

Era il 2 novembre 1932, nell’Australia occidentale. Lì, 94 anni fa, iniziava quella che sarebbe diventata una delle operazioni militari più bizzarre della storia: la «Emu War», la guerra contro gli emù. Per capire come si arrivò a quel punto, bisogna tornare alla fine della Prima guerra mondiale. Il governo australiano aveva incentivato il trasferimento di oltre cinquemila ex soldati nelle campagne del Western Australia con l’obiettivo di trasformarli in agricoltori e sviluppare il territorio. Ma i terreni poveri e le scarse precipitazioni resero difficile il lavoro nei campi. Nel 1932, poi, una grave siccità spinse migliaia di emù – grandi uccelli incapaci di volare – verso le aree coltivate alla ricerca di cibo e acqua. Gli animali calpestarono i raccolti e danneggiarono le recinzioni.
Gli agricoltori chiesero l’intervento del governo che decise di inviare tre soldati della Royal Australian Artillery, armati di due mitragliatrici leggere Lewis. La missione sembrava semplice: contenere gli animali e salvare le coltivazioni. Ma nessuno aveva previsto che gli emù si sarebbero rivelati avversari molto più difficili del previsto. Nei primi tre giorni furono abbattuti appena 30 esemplari. Gli uccelli, invece di restare in grandi gruppi, iniziarono a disperdersi rapidamente rendendo difficile ogni tentativo di contenerli. Durante un’imboscata vicino a un abbeveratoio, una delle armi si inceppò proprio mentre migliaia di emù erano nelle vicinanze. Anche gli inseguimenti con i camion si rivelarono poco efficaci: gli animali riuscivano a correre su terreni sconnessi a velocità vicine ai 50 chilometri orari.
La vicenda attirò rapidamente l’attenzione della stampa e dell’opinione pubblica: un’operazione, pensata per risolvere in pochi giorni il problema degli agricoltori, si trasformò in un caso nazionale. Il comandante militare Gwynydd Purves Wynne-Aubrey Meredith arrivò a paragonare la resistenza degli animali a quella dei carri armati. Dopo 45 giorni si contavano circa 2.500 emù abbattuti, ma le proteste per il trattamento riservato agli animali e il fallimento dell’operazione spinsero il governo a interrompere la campagna a dicembre. Il risultato? Gli agricoltori non ottennero i risultati sperati, mentre gli emù continuarono a popolare le pianure australiane.
A 94 anni di distanza, la guerra degli emù resta uno degli episodi più singolari della storia australiana. Quella che doveva essere una rapida operazione militare si trasformò in una sconfitta leggendaria. Una vicenda talmente paradossale da arrivare anche sul grande schermo: tra il 2023 e il 2024 fu realizzato The Emu War, un film che rilegge il conflitto del 1932 in chiave surreale. Tra violenza e comicità.
Una storia che, ancora oggi, richiama l’attenzione su un problema reale: il difficile rapporto tra attività agricole, fauna selvatica e ambiente naturale. E sulla necessità di trovare e sperimentare strategie integrate per ridurre i conflitti e tutelare al tempo stesso la biodiversità.