Sette, 2 novembre 2026
Gianluca Torre parla della sua carriera
«Volevo vendere la mia casa, ma l’ho fatto per conto mio perché non mi fidavo di darla a nessuna agenzia: avevo una pessima considerazione degli agenti immobiliari». Ora Gianluca Torre ha cambiato idea. Su quel primo «deal» così «stunning» direbbe lui, ci ha costruito una carriera, anche televisiva (Casa a prima vista).
Adesso Torre, 56 anni, è anche nel cast di The Traitors (su Prime Video) che vede un gruppo di personaggi famosi sfidarsi in un gioco di strategia, intuizione e inganno. Attraverso una serie di missioni, i concorrenti dovranno collaborare per incrementare il montepremi in denaro. Ma tra loro si nascondono alcuni «traditori», pronti a manipolare il gruppo e a sabotarne i piani per conquistare il premio finale.
Perché può piacere al pubblico?
«Perché è un gioco pieno di colpi di scena ed è un reality in cui chiunque entri – che abbia un carattere più freddo o più emotivo – è come se vivesse davvero in una realtà parallela. Per il pubblico è curioso vedere alcuni aspetti dei personaggi che altrove non emergono».
Lei ha mai giocato sporco?
«Il mio modo di fare è piuttosto diretto: sono uno che mette subito le cose in chiaro, un aspetto atipico per un agente immobiliare».
Lei non mostra solo i pregi di una casa?
«No, credo che sia la mia forza, perché i clienti così abbassano subito le difese. Li disarmo mostrando la verità: è inutile cercare di convincere una persona a comprare la casa sbagliata».
Lei si è reinventato nel 2019, a 50 anni. Il cambiamento è stato innescato dalla crisi del mercato della pubblicità in cui lavorava da 20 anni. Come è arrivato al mercato immobiliare?
«Annuso le tendenze. Forse sono fortunato, forse ho intuito: avevo capito che Milano, sia a livello internazionale per allure e fascino, sia a livello immobiliare, stava decollando».
Gli inizi come agente?
«Il primo anno e mezzo ho dovuto masticare parecchia sabbia. Non è stato facile».
Oggi a Milano è possibile fare ancora affari?
«Se una casa viene venduta a un prezzo più basso rispetto al mercato, vuol dire che c’è sotto qualcosa. Meglio non fidarsi».
Quindi?
«L’unico affare è sondare le zone che in proiezione possono crescere: le case attorno agli scali Romana e Farini sono quelle che avranno un impulso più alto nel prossimo quinquennio».
Si guadagna di più con la tv, con i social o a vendere case?
«Dipende da quanto tempo dedichi alle singole attività. Se riesci ad alimentarlo in modo corretto ogni ramo si sviluppa in un circolo virtuoso».
Vabbè non ha risposto. Gli affari più costosi che ha gestito?
«A Milano ho venduto una villa a 4 milioni. E per una collega di Como ho fatto il reel di una villa sul lago venduta a 30 milioni di euro».
Erano ben spesi?
«Duecento metri di lineare diretto sul lago. Una villa incredibile: li valeva tutti».