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 2026  novembre 01 Domenica calendario

Milano, Mondadori vince il derby per la libreria in Galleria. Feltrinelli fa ricoorso

Una partita a suon di rilanci che si rincorrono nel giro di pochi minuti. Terreno di gioco: il salotto più famoso di Milano. Il derby delle librerie va in scena in Galleria Vittorio Emanuele, per le vetrine accanto al Duomo oggi occupate da Feltrinelli. Dopo un combattuto testa a testa, a vincere è Mondadori. La battaglia, però, non è chiusa, perché c’è un ricorso di Feltrinelli al Tar: a quei locali non vuole rinunciare, perché la posizione non è di quelle che si trovano tutti i giorni.
Ma facciamo un passo indietro: la concessione di Feltrinelli, firmata nel giugno 2006, è scaduta il 15 giugno 2018. Dopo anni di stallo e ricorsi da parte della libreria, a luglio Palazzo Marino ha deciso di mettere a gara i circa mille metri quadrati tra piano terra, ammezzato e interrato. Lo ha fatto con un vincolo preciso, voluto dall’assessore al Bilancio e al Demanio Emmanuel Conte: per 18 anni lì si dovranno vendere solo libri, per «custodire l’identità culturale della Galleria». Oltre al suo «valore economico», ha aggiunto Conte, che non è poco: quest’anno gli affitti del Salotto porteranno nelle casse comunali 90 milioni di euro. Una miniera d’oro e una ribalta dove tutti vogliono stare, brand del lusso in prima fila. Da qui le guerre a colpi di ricorsi per metterci l’insegna: da Damiani contro Chanel a Grimoldi contro il Comune. Ma tornando allo spazio Feltrinelli: in cambio del vincolo sui libri, la base d’asta è agevolata: 434.090 euro l’anno.
Per la gara si sono fatti avanti in due. Prima una commissione ha votato i progetti, e qui Feltrinelli ha vinto: 98 punti su 100, contro gli 81 di Mondadori. Al secondo giro, però, con l’asta del 19 ottobre, Mondadori ha fatto l’offerta più alta: 440 mila euro in busta chiusa contro i 434.100 di Feltrinelli, dieci euro sopra la base.
Poi i rilanci, a mano alzata, sei per parte, in tre minuti: dalle 9.56 alle 9.59 del mattino. Feltrinelli si è fermata a 520 mila, Mondadori ha chiuso a 530 mila euro l’anno, il 22 per cento in più della base. Su 18 anni fanno oltre 9,5 milioni di affitto. Nella stessa seduta è andato all’asta anche uno spazio più piccolo, cento metri quadrati di uffici al piano di sopra: lo ha vinto Prada, con 135 mila euro l’anno, battendo Biffi Duomo. Ora manca l’aggiudicazione definitiva, che dopo i controlli di rito dovrebbe essere poco più di un atto formale.

Ma il vero ostacolo è un altro: Feltrinelli non ci sta. E la sua è una battaglia che dura da otto anni. Nel 2017 aveva chiesto il rinnovo automatico della concessione, una strada che in Galleria è riservata soltanto alle botteghe storiche, come le librerie Bocca e Rizzoli. Il Comune ha detto no e la casa editrice si è rivolta al Tar, ma sia i giudici amministrativi sia, nel 2023, il Consiglio di Stato, hanno dato ragione a Palazzo Marino. In parallelo c’è una causa in tribunale sull’indennità che Feltrinelli deve al Comune per aver occupato i locali senza contratto. Nel 2022 il Comune aveva proposto una transazione, mai andata in porto. Quest’anno, poi, è arrivato un nuovo ricorso al Tar, contro il bando stesso. E alla fine dell’asta Feltrinelli ha fatto mettere a verbale di partecipare «con espressa riserva di ogni diritto»: aver rilanciato non vuol dire aver rinunciato alle cause. L’ultima parola toccherà ai giudici.