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 2026  novembre 01 Domenica calendario

Bannon: “Dopo le Midterms sarà guerra civile nel Gop”

Dopo le midterm «tra i repubblicani esploderà la guerra civile». Parola di Steve Bannon. L’ex consigliere del presidente Trump ha detto al Financial Times che le elezioni di martedì faranno scoppiare le contraddizioni interne al Gop, fra l’ala Maga di cui lui è sempre stato l’ispiratore, e quella più tradizionalista. Resta da vedere se sul risultato del 3 novembre, e i suoi effetti futuri, avranno più peso le divergenze fra il Partito repubblicano vecchio e quello nuovo, oppure le divisioni tra i democratici moderati e i socialisti, confermate ieri dalla lite fra il candidato al Senato nel Michigan Abdul El-Sayed e la sua rivale nelle primarie Haley Stevens.
Bannon da tempo parla di guerra civile, ma finora si era concentrato su quella che il movimento Maga dovrebbe combattere con il resto della civiltà occidentale, secondo lui arresa alla decadenza. Parlando con il Financial Times però ha ammesso che problemi simili esistono anche dentro al Partito repubblicano, dove finora la corrente tradizionale ha dovuto abbassare il capo davanti a Trump, ma in caso di sconfitta alle midterm tornerebbe ad alzare la testa, provocando una resa dei conti. La spaccatura peraltro esiste anche nel movimento Maga, che si è diviso in particolare sul caso Epstein, che ha spinto leader come la deputata Marjorie Taylor Greene a voltare le spalle a Trump. Anche la guerra in Iran è stata una ragione di scontro, perché il presidente in campagna elettorale aveva promesso di mettere fine ai conflitti eterni, in particolare in Medio Oriente, ma poi ne ha scatenato lui uno contro Teheran.
Bannon è sempre stato contrario, perché ritiene che l’intervento americano interessi solo al premier israeliano Netanyahu e pensa che se dopo le midterm il capo della Casa Bianca ordinerà la ripresa degli attacchi, subirà una reazione negativa anche tra i suoi sostenitori, colpiti dall’inflazione provocata dal conflitto. I dazi sono invece un elemento di rottura con i repubblicani tradizionali, paladini dell’economia di mercato e la libertà di commercio senza ostacoli.
Intanto secondo il Wall Street Journal tra i repubblicani sale la tensione in vista delle elezioni Nelle sale operative dei conservatori ci si prepara al peggio, cercando di prevedere quanti seggi saranno persi alla Camera e se il Senato reggerà o meno. Anche il finora ottimista Donald Trump di recente ha cambiato atteggiamento e il suo umore – riporta sempre il Wsj – è peggiorato guardando alle midterm. A preoccupare sono anche le indicazioni in arrivo dai distretti tradizionalmente rossi: «Potrebbe essere una serata piuttosto brutale. Una volta che parte l’effetto domino è difficile fermarlo», ha detto una fonte repubblicana a Politico, ammettendo che la situazione sembra peggiore di quanto si poteva immaginare solo qualche tempo fa.
Anche tra i democratici però ci sono divisioni, come hanno dimostrato El-Sayed e Stevens, rinunciando a fare la pace. Il rischio è che queste divergenze fra socialisti e moderati facciano perdere voti decisivi per riconquistare il Congresso.