1 novembre 2026
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Teresa De Sio, nata a Napoli il 3 novembre 1952 (74 anni). Attrice, cantautrice, scrittrice. Ha collaborato con molti grandi talenti della scena napoletana, italiana e internazionale. La sua canzone più famosa è Voglia ‘e turnà.
Titoli di testa «Il folk è il rock del popolo. Studiavo antropologia culturale con Annabella Rossi che mi ha schiuso la porta della conoscenza facendomi conoscere i saggi di De Martino (Ernesto De Martino, celebre antropologo, autore di Sud e magia, ndr). Nello stesso tempo facevo anche ricerche sul campo e cominciavo a cantare perché avevo una buona voce. Mi è capitato così di avviarmi verso quella che si chiama etno-musicologia» [Teresa De Sio a Simonetta Robiony, Sta 19-03-04].
Vita Primogenita di Elvira e Alfonso De Sio, avvocato e scrittore giramondo, trascorre l’infanzia a Cava de’ Tirreni con la sorella Giuliana De Sio divenuta poi attrice. Il padre va via di casa quando le due bambine sono ancora piccole: «La famiglia d’origine? È stata inesistente. Mamma aveva i suoi problemi, papà se ne è andato subito. Io e mia sorella (Teresa De Sio, ndr) non abbiamo avuto accudimento. E fa sorridere che ora a teatro, nello spettacolo Cose che so essere vere diretto da Valerio Binasco, interpreti una madre iper accudente”»[Giuliana De Sio a Chiara Maffioletti, Cds] • Si è avvicinata alla musica popolare dopo avere assistito a un concerto di Joan Baez a Roma, quando aveva 15 anni • Nel 1976 comincia la sua attività artistica con Eugenio Bennato e Carlo D’Angiò, per poi entrare con loro nei Musicanova muovendosi nell’ambito della tradizione popolare napoletana. Il suo particolare timbro di voce la distingue per genuinità e raffinatezza. L’esperienza culmina nel 1978 con un lp dalle forti atmosfere folk intitolato Villanelle popolaresche del ’500 • Nel 1980 viene pubblicato il suo primo album da solista Sulla terra sulla luna in cui comincia a fare i conti con tematiche e sonorità più moderne che la lanciano verso le eccellenze della canzone d’autore partenopea e nazionale • Già in questo lavoro la cantautrice si avvale della collaborazione, proseguita fino al suo quarto album, di musicisti di talento, autori della parte musicale di molte delle sue canzoni di maggior successo, quali Francesco Bruno, chitarrista e compositore romano, e Gigi De Rienzo, bassista • Nel 1982 pubblica l’omonimo album Teresa De Sio in cui l’artista conferma la sua predilezione per il napoletano come lingua ideale grazie alla sua fluidità. L’album supera inaspettatamente le 500 mila copie vendute: brani come Voglia ‘e turnà, Aumm aumm e Pianoforte e voce diventano popolarissimi, soprattutto il primo, destinato a rimanere il suo più celebre • L’anno successivo pubblica l’album Tre, e ottiene una serie di riconoscimenti per i testi delle canzoni, alcune diventate anche in questo caso abbastanza popolari come E pazzielle, Terra ‘e nisciuno e Ariò • Nel 1983 partecipa anche al programma televisivo Fantastico, la quarta edizione della serie, con Gigi Proietti e Heather Parisi, in cui presenta brani tratti dai primi tre album e canta la sigla di coda O sole se ne va • Precedentemente al celebre varietà del sabato sera, il 21 settembre dello stesso anno conclude il tour alla Mostra d’Oltremare di Napoli, davanti alle telecamere di Rai 2 (prima diretta televisiva di un concerto realizzato dalla rete pubblica) • Nel 1985 intraprende una nuova avventura. L’album è Africana, Teresa è affiancata da Brian Eno. Compaiono diverse composizioni in lingua italiana, e le atmosfere sono diventate più rock • L’anno successivo, con una sorta di ritorno alle origini, pubblica Toledo e regina, in cui la De Sio dimostra la sua conoscenza e il suo amore nei confronti della musica partenopea di fine Ottocento e inizio Novecento. All’album collabora Paul Buckmaster che scrive gli archi per l’accompagnamento di raffinatissime riletture-capolavoro tra cui Passione, Catarì e Io te vurria vasà • Nel 1988 è la volta di una particolarissima pubblicazione in doppio album intitolata Sindarella suite: infatti all’interno dell’opera è compresa una suite vera e propria dal titolo La storia vera di Lupita Mendera, musicata ancora una volta in collaborazione con Brian Eno • Nello stesso anno interpreta insieme all’autore il brano La volpe, contenuto nell’album La pianta del tè di Ivano Fossati • Nel 1991 la De Sio pubblica ben due album: uno di inediti intitolato Ombre rosse che contiene anche Colomba e Bello mio (quest’ultima su argomenti gay); inoltre esce anche una raccolta, Voglia ‘e turnà, con tutti i grandi successi di Teresa presenti anche nella scaletta dei suoi due lunghi tour di quell’anno. L’artista chiude così il rapporto con la Phonogram • Nel 1993 approda alla Cgd con un album dal titolo La mappa del nuovo mondo in cui l’impegno e la tematica sociale entrano a far parte del suo mondo poetico in composizioni come Teresa stanca di guerra e soprattutto Io non mi pento • Nel 1994 punta su una forma di spettacolo intitolato Parole e musica, in cui pubblico e artista interagiscono attraverso il dialogo durante la performance dal vivo • Nel 1995 registra in presa diretta e senza pubblico l’album Un libero cercare al Teatro Petrella di Longiano. Collaborano anche Fabrizio De André e Fiorella Mannoia: Un libero cercare è considerato tra i suoi lavori più riusciti • Negli anni successivi Teresa riprende con frequenza e intensità l’attività concertistica presentando dal vivo i brani più famosi del suo repertorio riarrangiati per l’occasione con l’aiuto del chitarrista Sasà Flauto e degli Almonjavà, il nuovo gruppo. È così che nel 1997 viene infatti pubblicato il live Primo viene l’amore, con alcune straordinarie riletture dei suoi grandi successi unitamente a tre inediti, tra cui Rondine • Nel 1999 l’artista realizza il progetto La notte del Dio che balla. È in questo periodo che Teresa si avvicina alla musica popolare pugliese, alla taranta in particolare. Infatti, dopo molti concerti e progetti live come Da Napoli a Bahia da Genova a Bastia, che raccolgono ovunque ottimi consensi da parte della critica più esperta, Teresa mette a punto con Giovanni Lindo Ferretti Craj, uno spettacolo a metà tra musica e teatro che intende omaggiare la tradizione popolare pugliese, elemento alla base del progetto, che spiega l’intensa collaborazione con Matteo Salvatore • In quest’ambito nasce un nuovo lavoro in studio pubblicato alla fine del 2004, A Sud! A Sud!, in cui Teresa torna a celebrare la musicalità mediterranea in brani, come Salta salta, scritta per il progetto La notte del Dio che balla, Mamma Napoli, in cui Sasà Flauto è la seconda voce, e soprattutto Lu bene mio di Matteo Salvatore, autore particolarmente caro a Teresa • C’è spazio anche per Stelle, scritto dall’amico brasiliano Lenine: Teresa opera un parallelismo tra il Sud che è solita raccontare nel folk mediterraneo e partenopeo, e il Sud dell’America Latina, in cui ritroviamo gli stessi colori e la stessa malinconia • Craj è diventato nel frattempo anche opera cinematografica. Partecipando alla 62ª edizione della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia 2005 vince il premio Lino Miccichè del Csc per la miglior opera prima • Nel maggio del 2007 pubblica il nuovo lavoro Sacco e fuoco. Nel 2008 Teresa presenta Riddim a Sud. In tiratura limitata (200 copie) è uscito anche Riddim a Book, un libro che raccoglie le foto dei musicisti che hanno partecipato ai cinque concerti del tour • A fine 2009 esce per Einaudi (Coralli) il suo primo romanzo Metti il diavolo a ballare. Un noir socio-antropologico ambientato nella Puglia del dopoguerra che racconta romanzando la vita di una famiglia nel sud dell’Italia tra povertà, ignoranza, violenza, tradizioni e la magia legata al mito della taranta. Nella primavera del 2010 Metti il diavolo a ballare vince il premio Rapallo Carige come migliore opera prima • Nel 2010 Teresa De Sio trasforma il suo romanzo Metti il diavolo a ballare in uno spettacolo a metà fra teatro, concerto e narrazione, con l’attore Ippolito Chiarello e tre musicisti (H.E.R, Upapadia, Egidio Marchitelli), intitolato Reading – Metti il diavolo a ballare. Il 25 marzo del 2010 ha partecipato alla serata Rai per una notte, organizzata contro la censura e in difesa della libertà di stampa • Il 17 giugno dell’anno successivo ha preso parte alla serata Tutti in piedi: signori, entra il lavoro, organizzata in occasione dei 110 anni della Fiom. Ha collaborato con Arcilettore • Sempre nel 2011, ma a luglio, partecipa al raduno femminile di Siena della sigla Se non ora quando lanciata dopo il caso Ruby: «Per strade e radici diverse, a Siena si incroceranno donne che vengono dal sindacato, dalla politica, dalla cultura, dall’arte, dalla società civile (…) Racconta di aver letto dell’appuntamento senese e di essersi fatta subito avanti la cantautrice Teresa De Sio: “Mi sorprende un movimento così trasversale composto da persone che invece di dividersi si parlano per portare avanti una battaglia di intelligenza e passione che dice basta a quell’immagine femminile così maltrattata e tradita rispetto alla realtà”» [Montanari, Rep 06-07-11] • Nello stesso periodo viene pubblicato l’album Tutto cambia • Nel mese di febbraio del 2015 viene pubblicato il suo secondo romanzo dal titolo L’attentissima • «In Pedala, pedala (una ragazza al Giro d’Italia) Teresa De Sio riflette su quanto devono “pedalare” le donne per finire il loro “Giro”» [Alessia Cruciani, SportWeek 09-05-15] • Il 3 maggio 2019 esce il nuovo album Puro desiderio • L’artista prosegue coerentemente nel suo impegno sociale: «Il 27 giugno 2019, trenta cantautrici e musiciste di tutte le età, alcune figure note (Teresa De Sio, Angela Baraldi, Andrea Mirò, Chiara Civello), e altre meno popolari (ma di cui sentiremo presto parlare), si sono date appuntamento all’Officina Pasolini di Roma (dalle ore 19), quartier generale di Tosca, 52 anni, artista visionaria e combattiva che ha convocato colleghe e amiche per dare il via alla prima edizione di Femminile plurale, una sorta di Stati Generali del cantautorato femminile» [Ippaso, Mess 26-06-19] • Nel 2024 pubblica, insieme al cantautore Napoleone, una nuova versione del brano Voglia ‘e turnà, riscritta proprio da quest’ultimo • Dopo la morte di Pino Daniele torna in primo piano il suo ruolo nella musica: «Gli artisti del cosiddetto “Neapolitan Power”, tra cui i Napoli Centrale, James Senese, Enzo Avitabile, Tony Esposito, Tullio De Piscopo, Rino Zurzolo, Teresa De Sio, Edoardo Bennato e tanti altri che si ispirano direttamente al Black Power americano, si definiscono “neri del Vesuvio”. Ribaltando gli stereotipi razzisti sui meridionali allora ancora tanto diffusi, in una sorta di movimento “Sud lives matter”» [Niola, Rep 31-12-24].
Amori Teresa De Sio non ha amori o relazioni sentimentali storiche di pubblico dominio, poiché ha sempre mantenuto il massimo riserbo sulla sua vita privata • La cantautrice napoletana ha ironicamente dichiarato in diverse interviste di essere «sposata con la musica», un legame indissolubile e longevo che non ha mai vissuto crisi. Nel corso degli anni, ha svelato solo pochissimi dettagli personali, confidando in un’intervista a Oggi di aver preferito, in età matura, compagni più giovani di lei di almeno dieci anni.
Titoli di coda «Settantuno anni e l’aria e il look da ragazzina gioiosa che si vuole divertire e non si prende troppo sul serio. Ha illuminato il caotico doppio party del produttore discografico Gianni Testa e incuriosito tutti con la sua eccezionale svolta sexy. Teresa De Sio, la nota cantante partenopea sorella dell’attrice Giuliana, chioma rossa e forte presenza scenica, coroncina di Swarovski tra i capelli, lungo abito fiorato con corpetto che le strizzava il seno prosperoso, trucco marcato e colorato per uno stile folk-sensuale rivisitato alla sua maniera, ha calamitato tutti gli sguardi. Si è presentata in forma perfetta dopo aver superato un periodo decisamente no, tra cui un problema alla cistifellea che le ha fatto rischiare la vita e un fidanzato che l’ha mollata al telefono durante il lockdown dandole una mazzata tremenda» [Sassone, Dago 11-06-24].
T.P.