Corriere della Sera, 1 novembre 2026
La Route du Rhum: sfida solitaria sull’Oceano
Sulla rotta del rhum, che una volta portava la preziosa acquavite dalle Indie Occidentali all’Europa, da oggi navigano le speranze di sei marinai italiani: è l’onda azzurra oceanica che prova a lasciare un segno sulla più dura, e più francese, delle transatlantiche in solitario.
3542 miglia di mare tra Saint Malo, Bretagna, e Pointe-à-Pitre, Guadalupa, ogni quattro anni, è la Route du Rhum: salire sul podio è la missione di Ambrogio Beccaria e Francesca Clapcich, skipper di Allagrande Mapei e 11th Hour Racing. I capitani della flotta italiana regatano tra gli Imoca, monoscafi di quasi 20 metri con ali sommerse, capaci di decollare. Le classi al via sono sei, gli altri gareggiano tra i Class 40, i più numerosi (49): sono Luca Rosetti su Maccaferri Futura, Andrea Fornaro su Influence 2, Marco Guerra su Imagin-Act Socomec e Matteo Sericano su Lucente.
Il record è quasi un battito di ciglia, trattandosi di Oceano a novembre. L’ha realizzato nel 2022 un multiscafo velocissimo, Maxi Edmond de Rotschild: 6 giorni, 19 ore, 47 minuti e 25 secondi, alla media di 26,9 nodi, quasi cinquanta all’ora. Il sogno di abbassarlo è affidato a una navigazione perfetta in ogni segmento della regata: l’uscita dalla Manica, la traversata della Biscaglia contro le perturbazioni dell’autunno, l’inseguimento degli Alisei e la planata verso la Guadalupa, da lasciarsi a sinistra. Chi ha un contrattempo è perduto. Saranno ancora una volta gli enormi trimarani oceanici ad arrivare per primi dall’altra parte del mondo. Però Ambrogio e Francesca, da Milano e Trieste con furore, non rimarranno a guardare: il primato tra gli Imoca appartiene a Thomas Ruyant in 11 giorni, 17 ore, 36 minuti e 25 secondi. «Partiremo di poppa, con bel tempo e un gigantesco anticiclone. All’inizio ci sarà poco vento, ma una volta usciti dalla Manica avremo 14-15 nodi e la barca comincerà a volare» racconta dalla Francia Beccaria, che nel 2022 si era piazzato secondo nei Class 40. Allagrande Mapei, con nuovi foil, ha migliorato le prestazioni in ogni andatura. Per Clapcich, che vive in Utah con la moglie, la velista americana Sally Barkow, e la figlia Harriet, 4 anni, una volta messa a punto la barca la priorità era salpare dopo aver votato per le elezioni di midterm: «Il giorno del voto sarò in regata – spiega —, ma questo non significa smettere di impegnarmi per il Paese che oggi è la mia casa». Su 11th Hour Racing, oltre all’essenziale, viaggiano i valori in cui Francesca, una delle undici veliste nella flotta di 115 marinai, crede: «L’oceano mi ha dato tantissimo: la carriera, il mio scopo nella vita, la consapevolezza di chi sono – dice —. Lì fuori, nulla è separato dal resto. L’acqua, il vento, i mammiferi marini sotto la barca, le persone che vivono sulla costa: sono tutti collegati tra loro. E lo stesso vale per le scelte che facciamo sulla terraferma per proteggere l’Oceano, da cui tutti dipendiamo. Quest’anno, il clima è al centro delle elezioni americane. Quelle di medio termine non sempre ricevono l’attenzione che meritano, ed è proprio questo il punto: l’affluenza alle urne è minore, quindi ogni voto ha più peso. E io ho mandato il mio».
Per lei, 38 anni, la Rotta del Rhum è la prima transatlantica in solitario su un Imoca. Un battesimo di fuoco ma nulla al confronto con l’obiettivo di una vita, lo stesso di Beccaria, 35 anni: il Vendée Globe 2028, giro del mondo in autonomia, senza scalo e senza assistenza, l’avventura più estrema della vela. «La Route du Rhum è una regata importante – sottolinea Ambrogio —, non bisogna nascondersi dietro un progetto più grande, dicendosi che questa regata conta meno perché rappresenta una tappa di avvicinamento al Vendée. Io la affronto al massimo». Nessun lusso a bordo con Frankie e Bogi: la giusta combinazione tra cibi liofilizzati, snack energetici e tocchi di italianità (parmigiano, pesto e espresso sono i comfort food). La gestione dei cicli del sonno e di veglia sarà fondamentale. Il resto è in mano a Nettuno ed Eolo. Bisognerà farseli amici in fretta, magari offrendogli un caffè.