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 2026  novembre 01 Domenica calendario

In Francia oltre 300 mila in piazza. Cortei anche in Germania

I cortei in tutta la Francia si sono svolti in modo per lo più pacifico, ma con casi puntuali di violenze, meno diffuse che nelle scorse settimane ma comunque gravi. Sono scese in piazza circa 320 mila persone secondo le autorità, e quasi mezzo milione secondo i sindacati. I 70 mila agenti schierati e i controlli preventivi su migliaia di black bloc hanno evitato le scene di saccheggi e violenze di massa del 17 ottobre a Parigi, ma si sono verificati comunque incidenti anche in altre città, come Tolosa e soprattutto Marsiglia. Qui i cortei non erano autorizzati, ma i casseur si sono comunque raggruppati e hanno dato l’assalto alle boutique del centro e, come era già accaduto il 17 ottobre, anche ad alcune abitazioni private: un video in particolare riprende uomini con il volto coperto che forzano il portone di un palazzo e salgono le scale per raggiungere gli appartamenti tra le grida di esultanza dei compagni. A Parigi, dopo un corteo pacifico e senza tensione lontano dal centro, lungo i boulevard dell’est della capitale da Bagnolet a Charenton, qualche decina di black bloc hanno rifiutato di disperdersi e hanno attaccato la polizia lanciando molotov. In una delle immagini più drammatiche della giornata, si vede un agente avvolto dalle fiamme, e un collega che accorre con un estintore per salvarlo.
Jordan Bardella, appena riconfermato presidente del Rassemblement National, ha espresso la propria indignazione: «Chiunque lanci contro le forze dell’ordine una bomba artigianale incendiaria deve essere punito con la massima severità. Questi ordigni sono fatti per uccidere, e i loro autori devono marcire in prigione per lunghi anni. Questi atti non hanno posto nella Repubblica francese».
Seguendo lo stesso copione ormai da settimane, l’estrema destra sottolinea gli incidenti e promette che una volta arrivata al potere ristabilirà l’ordine, mentre l’estrema sinistra di Jean-Luc Mélenchon esulta per la partecipazione popolare, minimizza i disordini, critica la repressione del governo e della polizia, e invita il presidente Emmanuel Macron a «cedere alle richieste o andarsene». Dopo il caos senza precedenti del «primo atto» del 17 ottobre, l’attentato razzista contro neri e arabi a Trappes il 23, e il «secondo atto» più tranquillo del 24, ieri si temevano eccessi soprattutto a tarda serata, per la paura che i casseur approfittassero della festa di Halloween, dei volti truccati e e delle maschere di Spiderman o Batman, per nascondere le identità. La partecipazione è leggermente in calo, lunedì i liceali tornano nelle classi dopo le due settimane di vacanza di Ognissanti, ma c’è già un nuovo appuntamento a preoccupare il governo: giovedì 5 novembre i sindacati hanno indetto in tutta la Francia uno sciopero generale contro il carovita che potrebbe provocare nuovi disordini.
Manifestazioni anche in Germania ieri, con circa 3.000 ragazzi del movimento «Gen Z decides» scesi in piazza a Berlino, 1.800 a Monaco e un migliaio a Francoforte per chiedere le dimissioni del cancelliere Friedrich Merz, la diminuzione dei fondi per il riarmo e l’aumento delle spese sociali.