repubblica.it, 29 ottobre 2026
Un libro su dieci è un fumetto
A Lucca Comics & Games l’Associazione Italiana Editori ha presentato il report annuale sullo stato dell’editoria a fumetti in Italia, evidenziando una crescita decisa nei canali “trade” ovvero l’insieme dei canali di vendita al dettaglio tradizionali attraverso cui i libri e i fumetti raggiungono il pubblico generico: librerie fisiche (sia le librerie di catena come Feltrinelli, Mondadori Bookstore, Ubik, sia quelle indipendenti), librerie online (tutti i principali store digitali come Amazon, IBS, La Feltrinelli online, Mondadori Store online) e, infine la grande Distribuzione Organizzata (GDO) ovvero i banchi libri e i corner editoriali presenti all’interno di supermercati e ipermercati.
L’incontro, organizzato dalla Commissione Comics e Graphic Novels di AIE in collaborazione con il festival toscano, ha messo a confronto i dati statistici elaborati con NielsenIQ GfK e le testimonianze dirette di alcune tra le principali realtà editoriali e fieristiche del Paese, tracciando il bilancio di un comparto ormai pienamente centrale nelle dinamiche culturali e commerciali nazionali.
Ad aprire il dibattito è Emanuele Di Giorgi, delegato AIE per Comics e Graphic Novels, che sottolinea come i numeri rilevati mappino un perimetro significativo ma non esaustivo del mercato, indicando che la dimensione reale del settore è ancora più vasta di quanto emerga dalle statistiche ufficiali. Di Giorgi ribadisce la straordinaria vitalità del fumetto prima di passare la conduzione dell’incontro al moderatore, che ricorda il ruolo pionieristico svolto dai grandi media, Repubblica in primis (si trattava de I Classici del Fumetto, realizzata in collaborazione editoriale con Panini Comics iniziata il 25 febbraio 2003 con un volume dedicato a Corto Maltese con Una ballata del mare salato di Hugo Pratt): distribuito in omaggio con il quotidiano in una tiratura evento che raggiunse circa un milione di copie.
Un evento che, a tutti gli effetti contribuisce a riportare il fumetto nelle edicole e nelle case degli italiani.
La parola passa quindi a Rachele Marziolo dell’Ufficio studi AIE per la disamina dei numeri relativi ai primi nove mesi del 2026 calcolati a prezzo effettivo del venduto ed escludendo edicole, fiere e fumetterie specializzate. Grazie anche al contributo del Fondo Biblioteche, il fumetto torna a crescere toccando 68,3 milioni di euro di spesa (+14,9% a valore rispetto allo stesso periodo del 2025) e 7,1 milioni di copie comprate (+12,4%). La quota sul totale del mercato trade sale al 6,7% a valore e al 10,1% a tiratura.
Tradotto: un libro su dieci acquistato oggi è un fumetto. Sul fronte dei segmenti spicca i particolr modo l’avanzata dei graphic novel, le cui vendite salgono del 34,8% raggiungendo una quota del 23%; i manga crescono dell’11,7% e mantengono saldamente il 73% delle copie totali vendute, mentre il comparto bambini e ragazzi segna un +6,7% a fronte del calo delle strisce (-6,8%). Il prezzo medio si attesta a 7,32 euro per i manga, 18,23 euro per i graphic novel, 14,07 euro per i ragazzi e 15,75 euro per le strisce. Nel canale delle librerie indipendenti, fruitore diretto degli acquisti del bonus biblioteche nel primo semestre 2026, il fumetto è il genere cresciuto di più in assoluto (+36% a valore e +31,2% a copie).
Sollecitata sui meccanismi del bonus biblioteche, Marziolo chiarisce che i fondi ministeriali erano vincolati alle librerie di prossimità nel perimetro territoriale stabilito, mentre un intervento dal pubblico ricorda che anche le fumetterie in possesso del codice ATECO per il commercio librario al dettaglio hanno potuto rientrare nelle forniture. Circa l’entità dei canali esclusi dalle rilevazioni, Marziolo rammenta che una stima condotta da AIE nel 2022 sulle sole fumetterie indicava un volume d’affari ipotizzabile intorno ai 170 milioni di euro, pur registrando un basso tasso di risposta delle strutture; dal canto suo, Di Giorgi conferma che stime precedenti valutavano che l’insieme dei canali non monitorati potesse addirittura raddoppiare i valori espressi dal mercato trade.
Interrogata sull’andamento dei supereroi e della serialità periodica, Stefania Simonini di Panini Comics conferma lo stato di salute positivo del settore: i manga mantengono la propria tenuta mentre il fumetto supereroistico ritrova slancio dopo una fase di stanchezza legata all’eccesso di offerta tra cinema e serie tv, premiato da una ritrovata cura dei testi come accade con la linea Absolute di DC Comics, capace di attirare nuove fasce d’età, i giovani in particolare. Simonini rimarca inoltre il valore non quantificato del canale edicola che, pur tra difficoltà strutturali, muove tirature notevoli escluse dalle tabelle, citando il successo di Topolino e il traguardo del numero 500 per la testata Supereroi Classic, sostenuta da uno zoccolo duro di migliaia di lettori fedeli.
Giorgia di Tolle di Mondadori offre invece uno spaccato generazionale, testimoniando come agli incontri con gli autori partecipi un pubblico estremamente variegato, che unisce genitori, adolescenti e ventenni. Secondo di Tolle, la forte crescita del graphic novel rispecchia l’evoluzione di chi ha iniziato a leggere durante la pandemia attraverso anime e manga e oggi, raggiunta la maggiore età, cerca tematiche più articolate o una diversa coscienza civile, trovando nel romanzo grafico una risposta naturale. In questo quadro, il lavoro delle biblioteche assicura alle opere una continuità di lettura fondamentale, trasformando il fumetto in un ponte stabile verso le nuove generazioni.
Claudio Curcio di Comicon Edizioni evidenzia invece come la tendenza positiva premi anche un’etichetta specializzata nel recupero filologico di classici d’autore, permettendo di arricchire il catalogo già di grande qualità di maestri del fumetto come Robert Crumb e Tanino Liberatore aggiungendo di recente un artista come Dave McKean, mentre le collaborazioni con autori storici come Milo Manara continuano a registrare una più che solida domanda. Da organizzatore fieristico del COMICON di Napoli, seconda fiera dopo Lucca Comics e principale evento del centro-sud, Curcio che è anche componente della Rete dei Festival Italiani di Fumetto (RIF), propone che i festival promuovano un’indagine autonoma per certificare il reale peso economico mosso dagli eventi sul territorio, rivendicando per il comparto un riconoscimento istituzionale analogo a quello garantito ad altri settori culturali. Curcio osserva inoltre che i graphic novel in volume unico rappresentano per le biblioteche un acquisto molto più accessibile e gestibile rispetto a collane seriali composte da decine di numeri.
Sul tema della visibilità nei punti vendita, di Tolle chiarisce che la catena libraria del gruppo Mondadori si fonda su un modello di franchising che lascia ampia autonomia gestionale e di assortimento ai singoli punti vendita in base alle specificità del pubblico locale.
Infine, nel confronto sul collezionismo e sulla strategia delle variant cover,vedi le recenti quattro variant proposte per i 50 anni di Dylan Dog che hanno visto veri e propri assalti a edicole e supermercati, Simonini osserva che le edizioni speciali costituiscono un acceleratore per titoli già apprezzati, ma non possono ribaltare le sorti di un’opera narrativa debole; da qui la scelta di diversificare i formati, affiancando collane pocket a basso costo a volumi cartonati di pregio. Un tipo di ricetta di grande successo che ha riportato anche i più giovani a comprare i supereroi, tanto che è stata ripresa dallo stesso mercato americano.
Curcio concorda, sottolineando che la coesistenza di edizioni limitate per collezionisti e formati economici per i più giovani riflette la maturazione definitiva del medium. A chiusura dell’incontro, su richiesta di un chiarimento terminologico dal pubblico, Marziolo specifica che la categoria graphic novel corrisponde nella banca dati a narrativa a fumetti e include la produzione d’autore occidentale, i supereroi e la bande dessinée francese, mentre il comparto ragazzi viene isolato attraverso un monitoraggio ad hoc.
In conclusione, se oggi le classifiche ufficiali certificano che un libro comprato su dieci è una storia disegnata, la realtà ci dice che stiamo guardando solo la punta emersa dell’iceberg. Perché là fuori, considerando le quattrocento fumetterie indipendenti, le fiere di settore ormai diffuse in tutta Italia e la resistenza quotidiana delle edicole, pulsa un mercato parallelo che vale almeno una cifra analoga a quella dichiarata. Il fumetto non sta semplicemente vivendo una stagione fortunata: è una valanga silenziosa che viaggia al doppio della velocità raccontata dai registratori di cassa. E quando anche le istituzioni e i grandi media, televisione in primis, decideranno di accorgersene per intero, non parleremo più del riscatto di un genere considerato a torto minore, ma della spina dorsale dell’immaginario contemporaneo: anche perché è sempre da lì ormai che viene la maggior parte dei film di successo (vedi tutto il mondo dei supereroi) ma anche di quelli amati dai cinefili come l’ultimo lungometraggio di Hirokazu Kore-eda tratto da un fumetto che si intitola Look Back (in Italia è stato pubblicato da Star Comics). Il film è stato presentato in concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e oggi viene riproposto a Lucca Comics. L’opera infatti è il primo adattamento cinematografico live-action dell’omonimo manga autoconclusivo scritto e disegnato da Tatsuki Fujimoto. Non sarà l’ultimo caso.