repubblica.it, 29 ottobre 2026
Cina, rafforzata la stretta sul Partito: il generale delle purghe di Xi promosso al Politburo
Una promozione di peso a sorpresa, nuove misure per rafforzare la disciplina interna al Partito comunista cinese e la lotta alla corruzione, trentatré espulsioni dal Pcc confermate. Dopo quattro giorni di riunioni blindatissime, si sono chiusi a Pechino i lavori del Quinto Plenum del Comitato Centrale, che ha registrato la partecipazione più bassa nell’era post-Mao a dimostrazione della portata della campagna anti-corruzione di Xi Jinping. Riunione importante nel calendario della vita politica cinese questo Plenum, che segna l’inizio del conto alla rovescia per il Congresso del Partito dell’autunno 2027 dove Xi otterrà quasi certamente un quarto, storico, mandato.
La decisione più significativa emersa finora dal Plenum è la promozione del generale Zhang Shengmin a membro del Politburo, l’élite del Partito. Zhang, vicepresidente della Commissione militare centrale (dopo le purghe di questi anni, la Commissione ha solamente due membri in carica: Xi e, appunto, Zhang), dal 2018 a luglio di quest’anno è stato l’architetto della campagna anti-corruzione nell’esercito che ha scosso le forze armate. La promozione di Zhang è in linea con la prassi (i vicepresidenti della Commissione militare centrale sono solitamente anche membri del Politburo), tuttavia è rarissimo che tali nomine vengano fatte tra un Congresso e l’altro: è la prima volta in 32 anni che succede. Le nomine al Politburo (che ora con Zhang conta 22 membri) avvengono solitamente infatti durante il Congresso del Partito, che si tiene ogni cinque anni. Il ruolo fondamentale di Zhang nella lotta alla corruzione molto probabilmente spiega tale mossa urgente.
In totale, 279 membri del Comitato Centrale, tra titolari e supplenti, hanno partecipato al Plenum, rispetto ai 376 originariamente nominati nel 2022. Il più alto tasso di assenze dell’era post-Mao, secondo i calcoli dei pechinologi. Molte delle assenze a causa delle purghe di questi anni. Il Plenum ha poi formalmente confermato l’espulsione dal Partito di 33 funzionari, tra cui gli ex membri del Politburo Ma Xingrui e Zhang Youxia, l’ex alto diplomatico Liu Jianchao e l’ex ministro dell’Industria Jin Zhuanglong.
Il messaggio del leader Xi Jinping – segretario generale comunista al potere dal 2012 – ai compagni alla vigilia del Plenum era chiaro: serve più disciplina all’interno del Partito. E più fedeltà, ovviamente nei suoi confronti. Tradotto: rendere i funzionari più efficienti e meno corrotti. Questioni che continuano ad essere fonte di frustrazione per Xi.
Tra le misure per rafforzare la disciplina, o per “perseverare nell’autogoverno del Partito completo e rigoroso” come dice la leadership, nel comunicato uscito dal Plenum si afferma che “la chiave è una gestione rigorosa dei funzionari. Rafforzeremo le file dei funzionari di alto livello dotati di fermo impegno politico, eccellente competenza professionale, condotta lavorativa esemplare e disciplina rigorosa. Migliorare la condotta e inasprire la disciplina sono misure utili per garantire che i funzionari non abbiano l’opportunità o il desiderio di commettere atti di corruzione. Dobbiamo adottare misure sistematiche per affrontare sia i sintomi che le cause profonde della corruzione e adottare un approccio che combini punizioni severe, rimedi mirati e prevenzione efficace”.
Con la sua campagna anti-corruzione, che ormai dura da oltre un decennio – che ha portato all’epurazione di centinaia di alti funzionari e generali di alto rango – e con il suo richiamo alla disciplina, Xi cerca di rendere i quadri più efficienti e leali. Finora, non è ovviamente soddisfatto. “Xi considera la corruzione la ‘minaccia più grave’ alla sopravvivenza del Partito e un pericolo per lo sviluppo economico della Cina. Per questo ritiene che una disciplina più severa sia essenziale sia per la sicurezza politica sia per il progresso economico”, come hanno scritto gli analisti dell’Asia Society Policy Institute.
I Plenum sono riunioni del Comitato Centrale del Pcc sulle priorità della leadership che si tengono durante ogni mandato quinquennale del Comitato Centrale, tra un Congresso e l’altro. Questa è la quinta riunione da quando l’attuale composizione del Comitato si è formata nel 2022 e, dunque, nota come Quinto Plenum. Questo Plenum precede il Congresso del Partito che ci sarà nell’autunno del 2027, dove Xi Jinping otterrà quasi certamente un quarto mandato, e dove verranno nominati nuovi funzionari: ecco perché l’importanza della disciplina e della lealtà.