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 2026  ottobre 29 Giovedì calendario

Caso Siher, insulti e minacce alla gip: si valuta la scorta

I consiglieri del Csm chiedono l’apertura di una pratica a tutela di Tiziana Landoni, gip del Tribunale di Milano, la giudice che con il suo provvedimento ha liberato il ricercatore Youssef Siher.
La giudice, ieri, è stata al centro di pesanti attacchi. A partite dalle parole della premier Giorgia Meloni, che ha definito una “decisione vergognosa” quella della toga, e del ministro Matteo Salvini, che addirittura si è chiesto se non debba essere lei a pagare i danni in caso di futuri scontri di piazza. Landoni è stata bersagliata anche mediaticamente per aver firmato, nel settembre 2025, un appello per Gaza con altri 3mila giuristi di tutta Italia. Compresa la stessa pm che invece ha chiesto il carcere per Siher.
Intanto, come emerge da fonti di Palazzo di giustizia, i vertici del tribunale di Milano stanno monitorando con attenzione insulti e minacce nei confronti della giudice, al fine di chiedere, se sarà necessario, strumenti di protezione per la magistrata alla prefettura e più in generale al comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica. Diversi i messaggi offensivi che stanno arrivando in queste ore. Uno recita: “Spero per lei (la giudice, ndr) che sia già sotto scorta”. I riferimenti alla scorta sono più di uno.
Tornando al Csm, da un comunicato diffuso oggi, emerge che tutti i consiglieri togati (ad eccezione degli appartenenti a MI: Paola D’Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti), insieme ai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli, hanno chiesto l’apertura di una pratica a tutela della giudice.
Le dichiarazioni contro di lei sono ritenute inaccettabili perché travalicano i confini della legittima critica ai provvedimenti giudiziari, rischiando di delegittimare la magistrata e la stessa funzione giurisdizionale.
"Le decisioni giudiziarie possono essere criticate, anche severamente, ma non possono essere rappresentate come un ostacolo alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione del lavoro delle forze dell’ordine. Particolarmente preoccupante è che simili affermazioni provengano dalla più alta autorità di Governo, con il rischio di trasformare decisioni giudiziarie sgradite in occasioni di contrapposizione politica. La sicurezza collettiva e il rispetto delle garanzie costituzionali non sono valori contrapposti”.
Ieri avevano fatto quadrato attorno alla Landoni i vertici del tribunale di Milano e dell’Anm. La giudice ha respinto il carcere per Siher e smontato le accuse della procura. Secondo la sua valutazione, l’attivista e creatore del “Movimento 17 ottobre” non ha istigato a commettere violenze di piazza, e nemmeno regge l’aggravante di terrorismo.