corriere.it, 29 ottobre 2026
Ragusa, pubblicava contenuti jihadisti: misura cautelare per una minore
Su TikTok avrebbe pubblicato dei contenuti di matrice jihadista. Si tratta di una ragazzina minorenne di origini albanesi residente in provincia di Ragusa, la cui attività sui social ha destato l’allarme dell’Aisi, i nostri servizi di sicurezza interna. Da qui la segnalazione all’autorità giudiziaria siciliana. Ed oggi per la minore è scattata la misura cautelare con il collocamento, vista la minore età, in comunità.
La ragazzina è accusata di auto-addestramento e di apologia con finalità di terrorismo anche internazionale. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura per i minorenni di Catania ed è stato eseguito dalla Digos ragusana. Una serie di accertamenti, anche in ambito scolastico, avrebbero fatto emergere che «la minore aveva mutato le proprie abitudini, restringendo le proprie frequentazioni alle compagne di classe di religione islamica».
Il reato di auto-addestramento, come disciplinato dall’art. 270 del codice penale, consiste nella «condotta autonoma di chi si procura o apprende da solo, tramite web, manuali o tutorial, le tecniche e le capacità necessarie per l’uso di armi o esplosivi». Ed è punito con pene che possono arrivare fino a 10 anni.
Lo scorso maggio le è stato sequestrato anche il suo cellulare dalla cui analisi sarebbe emerso, stando a una nota della Polizia di Stato, «il processo di radicalizzazione che la minore ha intrapreso, permettendo di rilevare l’attrazione per la propaganda dello “Stato Islamico”, per richiami alla simbologia dell’estrema destra, la creazione di contenuti e immagini, verosimilmente generate attraverso l’utilizzo di AI, nonché la condivisione di materiale inerente al radicalismo violento e all’antisemitismo».
Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche documentati contatti con sedicenti membri dello Stato Islamico e con utenti web che promuovevano azioni terroristiche. Oltre a numerosi contenuti multimediali legati a Islamic State e ad altre organizzazioni terroristiche di matrice jihadista, video di propaganda che ritraggono esecuzioni sommarie di prigionieri, materiale apologetico del Daesh, manualistica relativa all’auto addestramento e alla fabbricazione di «home made explosives» nonché condivisioni di video relativi all’aggressione dello scorso marzo nella scuola Leonardo da Vinci di Trescore Balneario (Bologna), dove una docente di francese è stata accoltellata da uno studente tredicenne.