Corriere della Sera, 29 ottobre 2026
Chip, prove di alleanza Google-OpenAI
OpenAI e Google si contendono gli utenti con ChatGpt e Gemini, i due strumenti di intelligenza artificiale più usati al mondo e anche in Italia (rispettivamente 9,6 e 9,4 milioni di utenti, dati dell’analista Vincenzo Cosenza). Dietro le quinte, però, si preparano alleanze: Google potrebbe presto vendere alla rivale i chip per far funzionare i suoi modelli, come riporta «The Information». Paradossi dell’AI: la fame di potenza di calcolo è tale dal cercare tecnologia perfino dai concorrenti. OpenAI punta infatti alle Tpu di Google (che già aveva in affitto), alternativa alle Gpu di Nvidia. L’abbraccio all’avversario sarebbe funzionale anche a diversificare la catena dei fornitori, sganciandosi dalla dipendenza dell’azienda di Jensen Huang. Intanto Sam Altman prosegue anche a lavorare su processori proprietari, in alleanza con Broadcom.
Per capire chi guadagna da questa corsa basta guardare alla Corea. SK Hynix, che produce memorie avanzate per i sistemi AI di Nvidia, ha chiuso il terzo trimestre con ricavi cresciuti del 328% e utili operativi balzati del 632%. Risultati che hanno dato slancio all’intero settore dei semiconduttori a Wall Street. Per chi vende i componenti, il boom è già nei bilanci. Per le Big Tech la domanda invece resta quella che è nell’aria da settimane: non più quanto crescerà l’AI, ma quando arriveranno i ritorni promessi. Le trimestrali hanno dato risposte contrastanti. Microsoft supera le attese: 92,28 miliardi di dollari di ricavi e 36,63 di utili. Alphabet fattura 127,58 miliardi, con utili per 26,47, sotto le attese; Google Cloud più che raddoppia a 30,71 miliardi, ma il flusso di cassa libero è negativo per 9,07 miliardi. Il titolo è arrivato a toccare il -8% dopo la chiusura. Insieme ad Amazon, le due società prevedono di investire 600 miliardi di dollari nel 2026.