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 2026  ottobre 29 Giovedì calendario

Trump si prende il merito del risultato di Netanyahu

Il primo a commentare l’esito ancora aperto del voto israeliano è stato Donald Trump, che si è affrettato a rivendicare il proprio merito nella tenuta di Benjamin Netanyahu. «Quando il presidente Trump ha espresso il suo sostegno a Bibi Netanyahu, la situazione è completamente cambiata, e ora quella che sembrava una sconfitta per un Grande Primo Ministro, appare un’insperata rimonta», ha vergato su Truth il tycoon parlando di sé in terza persona. «Tutto è successo dopo il sostegno del presidente Trump» conclude. Un concetto ribadito poco dopo parlando con Axios: «Ho sentito dire (non si sa da chi, ndr) che il mio appoggio ha fatto una grande differenza per Bibi», ha azzardato.
Trump gongola a presentarsi come il kingmaker e a Netanyahu serve legittimarsi come interlocutore privilegiato della Casa Bianca ma rischia anche di esporlo all’accusa di essere «il candidato di Trump» in una trattativa di coalizione già difficile, con un quadro che resta ancora aperto. Tant’è che la maggior parte dei governi ha scelto il silenzio o toni prudenti. L’Unione europea, per bocca di un portavoce della diplomazia comunitaria, si è detta pronta a un dialogo «franco e aperto» con il prossimo esecutivo israeliano, ribadendo che la strada passa per la coesistenza di due Stati, Israele e Palestina. La Francia ha assicurato per voce del suo ministro degli Esteri, Jean-Noël Barrot, che chiunque vinca, Parigi manterrà la sua «rotta» e continuerà a promuovere una soluzione a due Stati che vivano fianco a fianco «in pace».
Cautela anche da parte dell’Italia, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha premesso di attendere i risultati definitivi: «Io mi auguro che chiunque vada al governo lavori per la pace, per concludere questa stagione, che si trovi un accordo su Hormuz e per garantire la sicurezza di Israele, per dar vita a uno Stato palestinese che viva in pace con Israele, che riconosca Israele e sia riconosciuto da Israele». Una posizione definita «vergognosa» da Angelo Bonelli, deputato di Avs. «Finge di non vedere chi è Netanyahu, ovvero l’uomo su cui pende un mandato di arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. L’uomo che ha annunciato di voler formare un “governo di destra” con gli stessi alleati estremisti che rivendicano l’annessione della Cisgiordania. Io brinderò quando vedrò arrestato Benjamin Netanyahu», si legge in una nota.
Se a Roma, Parigi e Bruxelles si spera ancora che il nuovo governo israeliano possa portare la pace, Teheran non si fa illusioni. Prima del voto, gli ayatollah avevano già detto che l’esito non avrebbe avuto alcun peso: il portavoce degli Esteri Esmaeil Baqaei ha ribadito ieri che il risultato non cambia la preparazione iraniana né i negoziati per chiudere la guerra.