Corriere della Sera, 29 ottobre 2026
Via alla manovra da 26 miliardi
«Non è una manovra che risolve tutto, non pretende di farlo ma sicuramente ha una direzione chiara». Ed è in continuità con le precedenti, sostiene la premier, Giorgia Meloni, in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri che ha approvato il disegno di legge di Bilancio 2027. Il testo contiene interventi per 26 miliardi (27 nel 2028) finanziati per oltre la metà in deficit con la «clausola di salvaguardia» sulle spese per difesa e energia autorizzata dalla Commissione Ue.
Continuità
La continuità rispetto alle precedenti manovre è rivendicata da Meloni partendo dal fatto che «abbiamo confermato tutti gli interventi in scadenza presi con la legge di Bilancio 2026 per complessivi 9 miliardi», mentre per la parte nuova anche qui la premier rivendica la prosecuzione di una linea. Comincia infatti dall’Irpef, dicendo che, dopo i tagli degli anni passati a favore dei redditi più bassi, questa volta tocca al ceto medio. Certo, non come era stato annunciato dallo stesso governo aumentando il secondo scaglione (quello con aliquota al 33%) fino a 60 mila euro, perché sarebbe costato troppo (2,7 miliardi), ma fermandosi a 55 mila, così da contenere il costo a 1,3 miliardi all’anno.
Segnali
Per il resto la manovra si caratterizza per una serie di «segnali», come li definisce la stessa premier, a specifiche categorie: giovani, anziani, partite Iva, commercianti, agricoltori. Ai giovani, dice Meloni:«non certo quelli che spaccano vetrine», ma per esempio «quelli che si lamentano del caro affitti per gli studenti», sono indirizzate la cedolare secca dell’1% sui canoni calmierati per gli under 35, e la flat tax anche qui dell’1% sugli incrementi contrattuali per gli under 30. Per gli anziani over 75 fino a 28 mila euro di reddito arriva una card da 300 euro l’anno per le spese sanitarie non coperte dal servizio pubblico: un intervento da 1,6 miliardi che porta, secondo Meloni, le risorse aggiuntive per la sanità a 5 miliardi. Le partite Iva potranno beneficiare della flat tax al 15% sui ricavi fino a 100 mila euro, contro gli attuali 85 mila. Per i settori pesca e agricoltura ci saranno sgravi sui carburanti e altri incentivi. Gli esercizi commerciali godranno anche loro della cedolare secca sugli affitti al 21%.
Scuole climatizzate
Un segnale «di civiltà», come lo ha definito Meloni, riguarda ancora i giovani: «Una parte delle risorse per l’energia le useremo per dotare tutte le scuole di climatizzatori e pompe di calore e rendere più vivibili le aule. Nessuno dovrebbe studiare al freddo o a 35 gradi, e se in passato invece di dedicare soldi a comprare i banchi a rotelle ci si fosse occupati anche di questo, oggi staremmo meglio».
La tassa in extremis
A caccia disperata di risorse, il governo è riuscito ad aumentare leggermente l’importo della manovra, inizialmente previsto in 23,5 miliardi, anche ricorrendo in extremis a un prelievo aggiuntivo a carico dei produttori di energia elettrica. Dovranno sborsare 700 milioni, con un giro vite sull’Irap, provvedimento analogo a quello per banche e assicurazioni che porterà nelle casse dello Stato 5 miliardi. «Capisco la posizione di istituti di credito e del mondo finanziario – ha detto Meloni riferendosi al malcontento del settore – ma credo che loro capiscano quella del governo, che cerca di dare una mano ai cittadini che hanno più bisogno».
Le tensioni con il settore finanziario e le società energetiche non sono risolte, ma il vicepremier Antonio Tajani, che nelle scorse settimane ha sostenuto le loro posizioni, ha dato un giudizio positivo sulla soluzione trovata, poiché esenta i piccoli istituti e le banche di prossimità.
Le pensioni
«Soddisfatto» della manovra anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che porta a casa l’estensione della flat tax, ma deve accettare un compromesso sull’altra richiesta forte della Lega, la pensione anticipata a 64 anni. Anche questa una misura che costerebbe troppo (almeno 1,5 miliardi all’anno). Nella manovra c’è soltanto un fondo per la «flessibilità in uscita» da 850 milioni. Le modalità per utilizzarlo saranno definite con decreto legge a gennaio. Tanto basta a Salvini per sostenere che si va verso il superamento della legge Fornero.
Salvadanaio per i piccoli
Un altro leghista, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, insieme con la ministra del Lavoro, Marina Calderone, è invece il protagonista di un’altra novità della manovra: il libretto previdenziale alla nascita. Per ogni nuovo nato lo Stato aprirà un fondo con un contributo pubblico di 100 euro l’anno fino al compimento della maggiore età. «Un investimento – dice Calderone – sul futuro delle nuove generazioni e uno strumento ulteriore per favorire il risparmio, a cui potranno contribuire attraverso dei versamenti anche i familiari».
Targhe personalizzate
Sparano a zero le opposizioni. «Una manovrina di fine legislatura con una serie di misure elettoralistiche», dice Antonio Misiani per il Pd. I 5 Stelle se la prendono invece con un’altra piccola curiosa novità della manovra: la possibilità di personalizzare la targa della propria auto (il nuovo codice della strada prevede un costo di 600 euro). «Vedremo la creatività degli italiani», scommette Meloni. «Il governo raccatta soldi» ribatte il Movimento.