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 2026  ottobre 29 Giovedì calendario

Nove italiani coinvolti nell’incidente ferroviario in Spagna

Fra le lamiere dei due treni coinvolti nel disastro ferroviario ci sono anche tre italiane. Fino alla tarda serata di ieri le davano per disperse. Con loro, in viaggio verso Siviglia, altri sei connazionali, tutti salvi: uno ferito, gli altri in buone condizioni.
È questo il bilancio provvisorio «italiano» del disastro di Toledo. A bordo del Frecciarossa che trasportava 146 persone si trovavano una delle tre disperse, originaria di Pistoia, e altri cinque connazionali, di Sassari, Bergamo, Roma, Foggia e Cosenza. Avevano scelto tutti di vivere in Spagna ed erano iscritti all’Aire, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero.
Sul convoglio della compagnia statale Renfe con a bordo 397 viaggiatori c’erano invece le altre due donne disperse e il fratello di una di loro rimasto ferito e ricoverato all’ospedale di Toledo in condizioni non gravi. Erano partiti tutti da Madrid alla volta di Siviglia. Gli altri sei fanno parte della comunità degli italiani residenti in Spagna, che negli ultimi anni è cresciuta sensibilmente. Secondo i dati della Farnesina gli italiani registrati a Madrid sono oltre 350 mila. Una presenza alimentata soprattutto da studenti e professionisti che hanno deciso di stabilirsi nel Paese iberico.
Il ministero degli Esteri ha immediatamente attivato i canali diplomatici. Una squadra del Consolato generale sta verificando in queste ore le condizioni dei connazionali nei centri di raccolta dei superstiti. È stata costituita un’unità di crisi all’ambasciata italiana, in stretto contatto con le autorità spagnole. Nel frattempo accertamenti sono in corso sull’eventuale presenza di altri italiani a bordo del treno della Renfe. Fra gli illesi c’è Antonio Narciso, studente originario di Foggia: «Ci tengo a tranquillizzare tutti quelli che mi stanno cercando o scrivendo in queste ore: sto bene», ha scritto sul suo profilo social raccontando di essersi messo a collaborare con le squadre di soccorso spagnole.
Non è la prima volta che una tragedia ferroviaria spagnola coinvolge cittadini italiani. Il precedente più drammatico risale al 24 luglio 2013, quando un convoglio deragliò alle porte di Santiago de Compostela, in Galizia, causando 80 morti. Tra le vittime c’era Dario Lombardo, 25 anni, originario di Forza d’Agrò, in provincia di Messina. Il giovane aveva perso una coincidenza aerea a Madrid e aveva deciso di proseguire il viaggio in treno per raggiungere alcuni amici. Una scelta dettata dal caso che gli costò la vita. Nello stesso incidente risultò coinvolto anche un altro italiano, rimasto ferito.
Tredici anni dopo, la Spagna si ritrova dunque a contare le vittime di una nuova sciagura ferroviaria. Nella quale, per un tragico intreccio del destino, figura un Frecciarossa prodotto nello stabilimento Hitachi Rail di Pistoia dal quale era uscito anche il convoglio rimasto coinvolto in un precedente grave incidente avvenuto in Andalusia. Solo una sfortunata coincidenza per l’industria ferrotranviaria italiana che sforna gioielli tecnologici. In nessuno dei due casi il disastro è stato infatti causato da un malfunzionamento del treno.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scritto a Filippo VI re di Spagna: «Il pensiero va alle famiglie di quanti hanno perso la vita, ai feriti e alle squadre impegnate nei soccorsi. Desidero far pervenire a Vostra Maestà il più sincero cordoglio a nome della Repubblica Italiana». Stessa vicinanza dalla premier Giorgia Meloni: «I miei pensieri e quelli di tutto il nostro governo vanno ai familiari delle vittime, ai feriti e ai soccorritori».