il Fatto Quotidiano, 28 ottobre 2026
Dissesto idrogeologico, il 40% dei progetti del Pnrr non è finito
Il governo continua, magari giustamente, a vantarsi di aver “raggiunto e superato gli obiettivi” del Pnrr (così ieri il ministro delegato Tommaso Foti). C’è riuscito anche grazie a due profonde revisioni del Piano che hanno cancellato centinaia di progetti, ma resta che – se il processo di verifica a Bruxelles andrà a buon fine – sono stati almeno messi al sicuro i finanziamenti ricevuti finora.
La realtà, però, può essere ben diversa dai fogli excel con cui si calcolano i risultati sulla carta. Ad esempio sul dissesto idrogeologico, un pericolo che incombe su larghissima parte del Paese secondo le mappe dell’Ispra, tutti gli obiettivi sono stati raggiunti, ogni target e ogni milestone sono stati completati, così sostiene l’esecutivo nella sua ottava relazione sull’attuazione del Piano, eppure i progetti risultano completati solo al 60%. È quanto si desume da un rapporto di Openpolis basato sulla relazione della Corte dei conti di metà giugno: “Dei 2.260 progetti finanziati infatti, quasi 900 a giugno risultavano ancora in corso”. È appena il caso di ricordare che la scadenza del Pnrr fosse proprio giugno, mentre luglio e agosto potevano essere usati per concludere la rendicontazione.
I filoni principali di intervento sono tre: gestione e riduzione del rischio nelle zone alluvionate di Emilia-Romagna, Toscana e Marche; infrastrutture per l’approvvigionamento idrico e opere per la resilienza dell’agrosistema irriguo. Il primo intervento, partito con 1,2 miliardi di dotazione per oltre mille progetti, ha perso pezzi per strada vista la complessità della progettazione e degli interventi: a oggi gli interventi sono 190 e i soldi 290 milioni (il resto sarà pagato con fondi nazionali, ma senza scadenze temporali). Anche le infrastrutture idriche sono dimagrite di 400 milioni (a 1,6 miliardi) e il target è passato da 50 a 45 sistemi idrici: anche qui il governo dichiara tutti gli obiettivi raggiunti, ma la Corte dei conti a giugno li censiva tutti ancora in corso con pagamenti al 27% del totale. Quanto all’agrosistema irriguo (880 milioni), le toghe contabili in un controllo a campione hanno trovato solo progetti “in collaudo” con pagamenti al 43,2% (e in un caso sotto il 25).
Riassume Openpolis: “A giugno 2026, dei 2.260 progetti finanziati dal Pnrr in questo ambito ne risultavano completati 1.374, pari al 60,8% del totale. Gli interventi ancora in corso erano invece 886”. Raggiungere gli obiettivi Ue è una bella cosa, avere anche le opere sarebbe meglio.