Corriere della Sera, 28 ottobre 2026
La diaspora di «Striscia»
La più grande operazione di ricollocamento televisivo dai tempi della diaspora dei metalmeccanici per la cassa integrazione alla Fiat nel 1980. Chiusi gli studi, spente le luci, oscurate le telecamere, gli inviati di Striscia la Notizia si sono ritrovati improvvisamente orfani del programma che per anni aveva garantito loro una rendita di posizione e uno stipendio sicuro. Esuli, fuggiaschi, disoccupati, migranti dello schermo, in attesa di capire se mai il tg satirico di Antonio Ricci ritornerà (al momento chiuso a sua insaputa visto che lo stop definitivo non è mai stato comunicato). Mica facile reinventarsi a cinquant’anni. Dal contratto a tempo (quasi) indeterminato alle prestazioni occasionali. Così cercano di restare accesi: perché in televisione sparire è peggio che floppare.
Jimmy Ghione ha trovato rifugio a Ballando con le stelle, dove si è trasformato da inviato in concorrente: dalla caccia ai furbi alla caccia ai voti. L’obiettivo, come per tutti i concorrenti dei reality, è resistere il più possibile: ogni nuova puntata allunga la permanenza sotto i riflettori e il conto in banca. Ghione, peraltro, non si accontenta del sabato sera di Rai1, ma alimenta senza sosta il suo profilo Instagram, dove si vendica dei giudici distribuendo a sua volta voti e giudizi. Con 120 mila follower da continuare ad alimentare, il risentimento diventa un contenuto, la polemica una strategia e rosicare può trasformarsi in algoritmo.
Moreno Morello, invece, ha scelto il Grande Fratello Vip. L’uomo che a Striscia smascherava truffe, millantatori e sedicenti guaritori ha mantenuto intatto il piglio del moralizzatore. Censore e fustigatore dei costumi altrui (vedi la lite con Guendalina Tavassi) esibisce il repertorio anche fuori dal suo vecchio habitat. Il risultato è un concorrente divisivo, una calamita per le nomination, uno che proprio mentre cerca disperatamente di restarci rischia di essere mandato a casa. Si è talmente impegnato che ci è riuscito: ora è stato sfrattato pure da lì.
Valerio Staffelli dovrebbe auto-consegnarsi un Tapiro, visto che ha perso il ruolo di tapiroforo. Si è ricollocato su Instagram dove continua la sua battaglia contro le truffe. Grafica da fumetto, maglietta griffata («Lo Staffo è sempre all’erta»), piglio da boomer («State attenti agli zanza») lo Staffo mette in guardia contro ogni tipo di raggiro: la mail truffaldina, le multe false, l’acquisto non richiesto, il noleggio fake. Da incubo dei personaggi famosi si è convertito in poliziotto digitale che raccomanda prudenza in rete.
Anche Luca Abete continua a pizzicare i furbetti su Instagram, denunciando chi viaggia in tre sul motorino senza casco e chi abbandona materassi per strada. Ma non si è limitato a traslocare dalla televisione al telefonino. Prosegue anche il suo impegno nel mondo universitario e sociale con #NonCiFermaNessuno, il tour motivazionale con cui invita gli studenti a trasformare paure, fragilità, ansie e insuccessi in occasioni di crescita personale e professionale. Ora può parlare anche di se stesso.
Vittorio Brumotti a giugno ha preso la sua bici e l’ha legata alla gamba del cavallo di viale Mazzini. Da «giustiziere» per Striscia nelle piazze di spaccio si è riciclato narratore delle bellezze turistiche d’Italia, dalla denuncia alla cartolina, da paladino a postino. Una sorta di ufficio del turismo (italiano) e collocamento (suo) che ben si sposa con la narrazione sovranista di TeleMeloni. A piedi, almeno per ora, è rimasto Pinuccio, alias Alessio Giannone, che a Striscia si occupava di sprechi della pubblica amministrazione, concorsi e malasanità. Il suo filone più celebre, Rai Scoglio 24, aveva trasformato le storture del servizio pubblico in un tormentone satirico. Dopo una parentesi a La7, gli resta soprattutto Instagram, la nuova televisione tascabile dove chiunque può aprire una finestra sul mondo. Purché riesca a convincere qualcuno a guardarla.
Il giustiziere diventa concorrente, il censore inquilino, il tapiroforo influencer, l’inviato operatore turistico. Cambiano i fondali, restano le pose. In attesa di una telecamera in fondo al tunnel.