Corriere della Sera, 28 ottobre 2026
«Fatto Quotidiano», Del Vecchio insiste, ma Travaglio: «Noi non in vendita»
Leonardo Maria Del Vecchio prosegue il suo forcing sul Fatto Quotidiano. Ieri, in tarda mattinata, ecco un post su X: «Propongo formalmente al direttore Marco Travaglio un confronto pubblico nel contesto che preferisce, per parlare di piani industriali e avere l’opportunità di chiarire la mia posizione in merito all’offerta d’acquisto». «Ma io non gli rispondo», dice Travaglio al Corriere. Né tratterà di Lmdv nel suo editoriale di oggi. Ospite di Lilli Gruber, a Otto e mezzo, su La7 ieri sera il direttore del Fatto ha però detto la sua: «Il Fatto Quotidiano non è in crisi, ma lo è il settore. Per fortuna ogni mese vedo il segno più sul numero di copie vendute. Nell’ultimo anno abbiamo aumentato del 30% gli abbonamenti digitali e siamo diventati il terzo giornale generalista d’Italia dietro a Corriere e Repubblica, altrimenti Del Vecchio non sarebbe interessato. Ma il Fatto non è in vendita, il suo direttore non è in vendita e i suoi giornalisti non sono in vendita». Stop. Quanto all’incontro con Lmdv una cosa sola è certa: la pec dell’altra sera di Del Vecchio jr inviata all’ad della società editrice del quotidiano, Cinzia Monteverdi, per chiedere udienza al cda, non resterà senza risposta. «Una data non c’è ancora ma l’incontro ci sarà», conferma uno dei soci fondatori del Fatto. Un incontro, però, che si terrà «solo per ragioni di pura cortesia», ribadiscono da via Sant’Erasmo, perché la decisione comunque è stata già presa, nonostante gli elogi degli ultimi giorni rivolti loro da Del Vecchio jr, che ieri ha anche cancellato dai suoi social un vecchio tweet in cui li definiva «ratti del giornalismo».
I soci fondatori che detengono la maggioranza del Fatto Quotidiano non hanno intenzione di vendere le quote e non aderiranno all’Opa di Lvmd Media. E il titolo di Seif, casa editrice del Fatto, intanto continua a salire.
In serata è arrivato un comunicato della Lmdv Capital che ha cercato di tranquillizzare i giornalisti-azionisti del quotidiano. «Mi rendo conto che alcune mie parole dei giorni scorsi hanno ferito chi lavora al Fatto, e me ne dispiace», ha scritto Leonardo Maria Del Vecchio. «Il rispetto per quella redazione è la premessa del nostro progetto», ha aggiunto ribadendo di essere pronto a incontrare i soci, il direttore e il comitato di redazione per costruire insieme quelle premesse, anche prima di qualsiasi decisione sull’offerta». E per tutelare i soci, se mai la sua Opa andasse in porto, ha proposto l’introduzione di una golden share: un’azione con diritto di veto sull’indipendenza editoriale, prevista dallo statuto per nove anni e affidata «a un comitato di garanzia composto da personalità indipendenti del giornalismo e del diritto».