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 2026  ottobre 27 Martedì calendario

Da prima finanziatrice FdI a nullatenente: la senatrice Cosenza deve al fratello 7 milioni

Poco prima della candidatura che le ha permesso di tornare in Parlamento, nel 2022, ha versato nelle casse dei Fratelli d’Italia una somma record: 100mila euro. Stessa cifra che un parente, 3 anni prima, aveva donato alla Lega. Poi ha lasciato gli incarichi nelle società di famiglia e messo al sicuro le case, conferendole in un trust. Così quando un altro fratello, biologico, è tornato alla carica per i soldi che lei gli doveva, 7,5 milioni di euro, non ha trovato più nulla su cui rivalersi.
Si trascina in tribunale da tre anni la parabola della senatrice napoletana Giulia Cosenza: da prima finanziatrice del partito di Giorgia Meloni a quasi nullatenente in meno di un anno. Con in mezzo l’ingresso a Palazzo Madama, l’elezione alla vicepresidenza della commissione Cultura e una serie di operazioni che hanno portato alla guida del gruppo imprenditoriale di famiglia la madre ottantasettenne.
Lei, eletta in Senato con FdI a settembre nel 2022, e due volte alla Camera con An e Pdl, nel 2006 e nel 2008, sostiene di essere stata indotta in errore quando ha firmato l’accordo col fratello Francesco sulla sua uscita dalle società. Oltre all’acquisto della sua metà del “Cirrus”, la barca a vela da 19 metri di papà Livio. Lo accusa di “violenze fisiche e psicologiche” e di avergli nascosto il rinvenimento di un’“ingente quantità di amianto” nell’area su cui insiste il progetto più importante in pancia al gruppo di famiglia. Quel “Waterfront Flegreo” che dovrebbe ridisegnare il lungomare di Pozzuoli.
Il fratello, però, racconta una storia diversa e ha già ottenuto tre sentenze favorevoli dal Tribunale di Napoli. Con tanto di dichiarazione di “inefficacia” del trust in cui a luglio 2023 è stata conferita “la quasi totalità del patrimonio immobiliare” di lei.
Per il giudice Maria Tuccillo, infatti, la senatrice era “a conoscenza del pregiudizio che l’atto poteva arrecare” al fratello, data “l’assenza di ulteriori beni in capo alla stessa sufficienti a soddisfare le ragioni creditorie”. In caso di mancato pagamento dei 7,5 milioni dovuti, insomma, rischiano di finire all’asta: la residenza di 14 vani con 100 metri quadri di terrazzo e affaccio su villa Albani Torlonia, nel centro di Roma; la villa al Vomero, con vista sul golfo di Napoli, da 17 vani più 600 metri quadri di giardino; i 4 appartamenti sul porto Capri; e quello di Pescocostanzo, per gli amanti dello sci sulla Maiella.

A gennaio 2027 i due fratelli dovrebbero ritrovarsi in aula per l’azione di responsabilità avviata dalla Waterfront Flegreo, amministrata dalla madre, per la “mala gestio del gruppo” da parte di Francesco, con conseguente “perdita di valore patrimoniale” delle quote rilevate da Giulia.
In caso di accoglimento della domanda, insomma, c’è ancora la possibilità che il debito della senatrice venga essere rivisto al ribasso.
In uno dei procedimenti già definiti, inoltre, lei stessa aveva annunciato un’ulteriore azione giudiziaria per azzerare gli accordi sull’uscita del fratello dalle società di famiglia, che a fine 2021 potevano contare su 143 milioni di commesse. Solo che il verdetto rischia di slittare oltre le prossime elezioni.