repubblica.it, 27 ottobre 2026
Francia, dal 2028 cancellata la piattaforma universitaria al centro delle proteste
Il governo francese cede su uno dei simboli più contestati dagli studenti. La piattaforma Parcoursup, che seleziona e orienta i maturandi verso università e altri corsi di istruzione superiore, sarà modificata già dal prossimo anno e poi cancellata nel 2028. Era uno dei bersagli della mobilitazione cominciata a settembre ma l’annuncio a sorpresa, dopo che Emmanuel Macron ha ricevuto all’Eliseo alcuni rappresentanti degli studenti, potrebbe non bastare a spegnere la protesta.
«Nel 2027 ci sarà un’evoluzione significativa, nel 2028 la sostituzione» ha annunciato il ministro dell’Istruzione superiore, Philippe Baptiste, uscendo da un nuovo incontro con le organizzazioni liceali e universitarie. Il passaggio avverrà in due tempi perché Parcoursup è «ancorata alla legge» e alcune delle sue regole possono essere modificate soltanto attraverso un nuovo testo legislativo. Il governo promette intanto maggiore trasparenza della piattaforma che apre già a febbraio per cominciare le iscrizioni dei maturandi. I criteri con cui le singole università e formazioni esaminano le candidature dovranno diventare pubblici e comprensibili, ogni rifiuto dovrà essere motivato e verrà rafforzato l’orientamento già a partire dalla seconda superiore. Per il 2028 è previsto invece un nuovo sistema, ancora tutto da costruire. Un comitato con studenti e insegnanti dovrà presentare le prime proposte entro la fine di novembre, mentre l’Assemblée nationale discuterà, senza voto, il futuro dell’orientamento post-diploma. Tra sei mesi si vota per le presidenziali e poi ci saranno le legislative. La fine di Parcoursup è stata decisa ma è probabile che il nuovo assetto per iscriversi all’università spetterà alla prossima maggioranza e al futuro inquilino dell’Eliseo.
Per rispondere allo scontento dei giovani, l’esecutivo ha anche annunciato che saranno create 15mila nuove disponibilità nell’istruzione superiore e lo stanziamento di quattro miliardi di prestiti agevolati per ristrutturare licei e altri edifici scolastici, oltre a un miliardo di investimenti per i campus universitari. Le borse di studio saranno indicizzate all’inflazione dal 2027. Dal prossimo anno, inoltre, le classi nei licei più svantaggiati non dovranno superare i 28 alunni, con l’obiettivo di estendere il tetto a tutti gli istituti nel 2028. Saranno annullati i tagli di posti previsti nel secondo grado, creati 500 nuovi posti di professore e assunti 920 supplenti per affrontare il problema delle assenze, altra grande miccia della protesta. Il governo promette anche una pausa pranzo minima di un’ora e 500 nuovi psicologi, infermieri e assistenti sociali nelle scuole.
L’associazione Renouveau lycéen riconosce dei progressi, ma vuole vedere «risultati molto concreti sul terreno» prima di sospendere la mobilitazione. Altre organizzazioni come Union étudiante, Fage, Unef e Union syndicale lycéenne mantengono la richiesta di arrivare a dieci miliardi di euro per modernizzare il sistema, aggiungendo 250 mila posti nelle università, la fine della selezione e una riforma molto più radicale delle borse. I rettori delle università avvertono che il vero problema non è Parcoursup ma l’insufficienza di risorse e posti disponibili. Le organizzazioni studentesche confermano quindi per adesso i prossimi appuntamenti in piazza, a cominciare dalla mobilitazione di sabato e dallo sciopero generale del 5 novembre.